L'Esperto Risponde

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Pubblichiamo qui a seguire quesiti e risposte che riteniamo utili e di interesse pubblico

Passaggio di cattedra e abilitazione all’insegnamento

Domanda: Salve, sono una docente con la laurea vecchio ordinamento in Pedagogia, e con il mio piano di studi posso insegnare Italiano, Storia, Geografia, Filosofia e Latino. Ora sono di ruolo come ITP in un Istituto Professionale Statale. Vorrei sapere se, anche senza abilitazione specifica, posso chiedere il passaggio di cattedra per insegnare una delle discipline sopra elencate nelle scuole secondarie di I e II grado.
Grazie.


Risposta: No. Il passaggio di cattedra, riservato al personale di ruolo, è consentito solo verso una classe di concorso per la quale il richiedente è in possesso di abilitazione all’insegnamento.
(23 marzo 2017)

Recupero CFU per l’accesso all’insegnamento: basta una integrazione oppure debbo rifare gli esami?

Domanda: Buongiorno. Ho una laurea magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) e sto attualmente integrando con altri esami in vista del TFA. Le scrivo perché le tabelle del MIUR prevedono che il candidato abbia maturato 12 CFU nei settori SECS P/01 (economia politica) e IUS /09 (diritto pubblico), ed io nel mio piano di studi ho già sostenuto questi esami, ma rispettivamente per 9 cfu e 9 cfu. Per integrarli sono costretto a:
1) rifarli punto e accapo su base 12 cfu?
2) integrare i 3 crediti rimanenti, anche se questo significa studiare nuovamente le stesse cose?
3) trovare un altro esame che rientri in quei settori disciplinari (non sono sicuro che ciò sia possibile per IUS/09)?
Grazie mille per l'aiuto.


Risposta: Le basta integrare i 3 + 3 CFU con corsi che abbiano gli stessi codici SSD (nel suo caso SECS-P/01 e IUS/09); non necessariamente avranno gli stesi contenuti dei corsi già da lei seguiti in curricolo. Può iscriversi in una qualsiasi università italiana che presenti i corsi in questione nella propria offerta formativa, non occorre che sia la sua università di provenienza. Esistono anche alcune università telematiche autorizzate dal MIUR che offrono detti corsi.
(22 marzo 2017)

Cosa posso insegnare con un diploma accademico di II livello in pittura?

Domanda: Buongiorno.
Sono in possesso di un diploma di primo livello, indirizzo pittura, presso l'Accademia di Belle Arti e un diploma di maturità tecnica (ragioneria). Conseguendo il diploma di secondo livello del medesimo indirizzo (pittura), a quali classi di concorso posso accedere nella scuola secondaria di primo e secondo grado? Grazie.


Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, relativo alle nuovo classi di concorso per l’insegnamento, con un Diploma Accademico di II livello può accedere direttamente alle seguenti classi di concorso per l’insegnamento:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado
- A–09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche
(II grado).
(20 marzo 2017)

Cosa posso insegnare con una specialistica LS 81? Posso insegnare anche nella primaria?

Domanda: Salve. Vorrei sapere cosa posso insegnare con la laurea specialistica 88/S e se posso accedere all'insegnamento nelle primarie e all'infanzia. Grazie

Risposta:
1) Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, relativo alle nuovo classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea specialistica LS 88-Scienze per la cooperazione allo sviluppo può accedere all’insegnamento nella sola classe di concorso A–46 Scienze giuridico–economiche, purché nel suo curricolo degli esami siano presenti almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 CFU in SECS-P/01; 12 CFU in SECS-P/02; 12 CFU in SECS-P/07; 12 CFU in SECS-S/03; 12 CFU in IUS/01; 12 CFU in IUS/04; 12 CFU in IUS/09; 12 CFU in IUS/10.
2) L’insegnamento nelle scuole dell’infanzia e primaria è attribuito esclusivamente ai laureati in Scienze della Formazione Primaria; non è accessibile ad altri tipi di laurea.
(20 marzo 2017)

I 24 CFU di discipline antropo-psico-pedagogiche per la nuova formazione iniziale

Domanda: Buonasera,
leggo che tra i requisiti richiesti per partecipare al Concorso Scuola 2018 è prevedibile che sia richiesta la certificazione del possesso di almeno 24 crediti formativi universitari o accademici acquisiti nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il possesso di almeno sei crediti in almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche. Ora dove è possibile recuperare i codici degli insegnamenti utili al conseguimento dei suddetti CFU.
Grazie per la solita disponibilità e cordiali saluti.


Risposta:
1) Nella seduta di sabato 14 gennaio scorso il Consiglio dei Ministri (CdM) ha varato (sul “filo di lana”, dato che le deleghe erano in scadenza il 15 gennaio…) i testi provvisori di otto decreti legislativi riguardanti le nove deleghe disposte al comma 181 della legge n. 107/2015 della cosiddetta “buona scuola”. Fra questi è presente anche quello relativo alla nuova formazione iniziale e al nuovo reclutamento, che prevede l’accesso ad un concorso senza l’abilitazione, ma con il possesso di 24 CFU aggiuntivi in discipline antropo-psico-pedagogiche e il livello B2 di conoscenza di una lingua straniera. È opportuno ribadire che il decreto è ancora in fase di elaborazione e quindi non è un atto definitivo e tanto meno già operativo. Ci vorrà ancora del tempo perché venga emanato il testo definitivo del decreto, che conterrà anche i codici SSD dei 24 CFU richiesti; nella bozza inviata alle Camere per il parere di legge (LINK) non sono presenti indicazioni specifiche in proposito.
2) In ogni caso, i 24 CFU di discipline antropo-psico-pedagogiche introdotte come requisito per l’accesso alla nuova modalità di formazione e aggiornamento (qualora venissero confermate nella stesura definitiva del decreto) sono aggiuntive rispetto a quelle stabilite nella Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, che riguardano la preparazione disciplinare strettamente intesa e restano comunque il requisito d’accesso alla classe di concorso.
3) Ricordi comunque che l’art. 17 della bozza di decreto, che si occupa della fase transitoria di applicazione della norma, al comma 2, dopo aver specificato che «Le disposizioni relative al percorso triennale di formazione e tirocinio di cui al presente decreto entrano in vigore dall'anno scolastico 2020/2021», ipotizza che «Nelle more dell'entrata in vigore del presente decreto, al fine di coprire i posti vacanti e disponibili, può essere indetto un corso di Tirocinio Formativo Attivo per le classi di concorso e tipologie di posto per le quali sono esaurite le graduatorie ad esaurimento provinciali». Per questo TFA non saranno richiesti i 24 CFU in questione.
(17 marzo 2017)

Accesso al corso di formazione sul sostegno

Domanda: Quale è il percorso da seguire per ottenere l’abilitazione all’insegnamento di sostegno per una laureata in Psicologia di nuovo ordinamento?

Risposta: Per accedere al corso di specializzazione sul sostegno, previsto all’art. 13 del DM n. 249/2010, è condizione ineludibile il possesso dell’abilitazione all’insegnamento in una classe di concorso per il grado di scuola per il quale si intende conseguire la specializzazione. Per conseguire l’abilitazione all’insegnamento è necessario aver prima frequentato il TFA, non basta la sola laurea.
(17 marzo 2017)

Insegnare con la laurea triennale; si può?

Domanda: Salve,
mi sono laureata lo scorso anno in mediazione linguistica e interculturale. La mia domanda verte sul percorso da intraprendere per diventare docente di inglese nelle scuole medie. È necessaria la specialistica o è possibile sostenere eventualmente degli esami aggiuntivi per poter accedere a determinate classi di insegnamento (come ad esempio la classe A-25)? Se è si, quali?
Grazie in anticipo.


Risposta: Nell’ordinamento scolastico italiano non è consentito l’accesso all’insegnamento con la laurea di primo livello; come può verificare dalla Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, è necessario conseguire una laurea di secondo livello (specialistica o magistrale).
(15 marzo 2017)

Laurea in medicina e insegnamento

Domanda: Buonasera, vorrei sapere se con laurea magistrale in medicina è possibile accedere all'insegnamento negli istituti superiori e quale procedura seguire. La laurea è stata conseguita 6 anni fa, successivamente c'è stato il conseguimento della specializzazione in medicina nucleare della durata di cinque anni. Grazie per l'attenzione.

Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, relativo alle nuovo classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea magistrale LM 41-Medicina e chirurgia può accedere direttamente (senza altri specifici requisiti in termini di CFU) alle classi di concorso A–15 Discipline sanitarie e A-31 Scienze degli alimenti che corrispondo ad insegnamenti impartiti negli istituti della secondaria di secondo grado elencati nell’ultima colonna a destra rispettivamente alle pagine 13 e 31 della suddetta Tabella A. La specializzazione non ha rilevanza come requisito di accesso all’insegnamento, ma solo come punteggio aggiuntivo rispetto a quello di laurea per quanto concerne l’inserimento nella terza fascia delle Graduatorie d’Istituto per le supplenze e per l’accesso a Tirocinio Formativo Attivo (TFA) ai fini del conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento.
(10 marzo 2017)

Congedo parentale e allattamento

Domanda: Buongiorno, sono un'insegnante, ho una supplenza in una scuola statale con un contratto fino al 30 giugno. Ora sono in maternità obbligatoria (i tre mesi dopo il parto) che mi finirà il 23 marzo.
Volevo avere informazioni riguardo al congedo parentale e all'allattamento.
Vi ringrazio per la disponibilità.


Risposta:
1) Congedo parentale. Il Contratto Collettivo Nazionale della Scuola vigente (CCNL-Scuola 2007) stabilisce che è possibile fruire del congedo parentale, dopo il periodo di astensione obbligatoria, entro i primi 12 anni di vita del figlio per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi; di questi, i primi 30 giorni sono retribuiti al 100%, mentre i restanti 5 mesi sono retribuiti con un’indennità pari al 30% della retribuzione. Il congedo parentale è fruibile anche per i docenti non di ruolo.
2) Allattamento. Alla madre lavoratrice spettano riposi giornalieri per allattamento fino al compimento dl 1° anno di vita del figlio; i riposi possono, in alternativa, essere fruiti dal padre. La riduzione è pari a un’ora al giorno per cinque giorni lavorativi (si esclude il giorno libero) Le ore diventano due se le ore di lavoro giornaliere sono uguali o maggiori di sei. La distribuzione giornaliera delle ore di riposo va concordata tra insegnante e capo d’istituto e deve tenere conto delle esigenze di servizio.
(09 marzo 2017)

Quali classi di concorso con la LM 89-Storia dell’Arte?

Domanda: Egregio Esperto,
quest'anno ho conseguito una laurea magistrale in Storia dell'Arte (LM-89), maturando, complessivamente, un totale di 86 CFU nei settori L-ART/01, /02, /03, /04; non possiedo, però, nessun credito nei settori ICAR/13, /18, /19: non avere CFU in tali settori esclude ogni possibilità di accesso al TFA e di invio MAD per incarichi temporanei? Ringraziandola per l'attenzione, La saluto cordialmente.


Risposta: In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea magistrale LM 89-Storia dell’arte può accedere alla classe A–54 Storia dell’arte, purché il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19. Il possesso da parte sua dei 24 CFU nel Settore Scientifico-Disciplinare L-ART è sufficiente per garantirle l’accesso all’insegnamento e quindi al prossimo TFA. A conferma di quanto affermato, la verifica dei titoli accessori è esemplificata nella Nota 3 di questa pagina dell’URP del MIUR, la quale riferisce che si potrebbero totalizzare i 24 CFU richiesti nei due SSD L-ART/ ed ICAR/ anche in modalità “monotematiche” – ovvero con tutti i CFU in uno solo dei due SSD – oltre che con una combinazione diversificata di entrambi.
Per il momento può accedere all’insegnamento nella classe A-54 proponendo nelle scuole la sua “messa a disposizione” (MAD) per le supplenze temporanee; trova i moduli in rete, nei siti dei provveditorati. Per sapere in quali scuole presentare la MAD controlli la settima colonna a pag. 48 della Tabella A in corrispondenza della classe.
Tenga conto che con la sua laurea LM 89 può accedere anche ad altre classi di concorso:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado, alle condizioni elencate alla Nota (4).
- A–11 Discipline letterarie e latino, alle condizioni elencate alla Nota (6).
- A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, alle condizioni elencate alla Nota (7).
- A–13 Discipline letterarie, latino e greco, alle condizioni elencate alla Nota (4).
- A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado, alle condizioni elencate alla Nota (4).
- A–21 Geografia, alle condizioni elencate alla Nota (2).
- A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, alle condizioni elencate alla Nota (8).
- A–53 Storia della musica, alle condizioni elencate alla Nota (2).
Poiché il prossimo TFA sta per essere bandito potrà partecipare alle selezioni per tutte le classi per le quali è in possesso dei requisiti. Sceglierà poi in base agli esiti delle selezioni una ed una sola classe di concorso per la quale conseguire l’abilitazione.
(07 marzo 2017)

Una laurea in Architettura e Ingegneria edile e tante domande sull’insegnamento

Domanda: Buongiorno,
io mi sono laureata in architettura nel 2011, (laurea specialistica architettura ed ingegneria-edile) mi piacerebbe insegnare. Cosa devo fare? Non so quale sia la procedura, ho cercato su internet e chiesto a vari insegnanti, ma non ho ricavato molto. Il TFA nel 2017 ci sarà di nuovo? Quanto tempo dura? In cosa consiste di preciso? Lezioni e tirocinio? Mi piacerebbe insegnare educazione tecnica nelle scuole medie, è possibile? Ci saranno dei concorsi o delle graduatorie a cui iscriversi? Vero che con la mia laurea non posso accedere alle elementari? Avendo anche un diploma da geometra potrei insegnare diritto? Grazie.


Risposta: 1) In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea specialistica LS 4- Architettura e Ingegneria edile può accedere direttamente (senza cioè dover possedere specifici requisiti in termini di CFU) alle seguenti classi:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado.
- A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica.
- A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado.
- A–37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica.
- A–47 Scienze matematiche applicate.
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.
Poi alle seguenti classi, con crediti specifici:
- A–20 Fisica, purché il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nel settore scientifico disciplinare FIS/01.
- A–26 Matematica, purché il curricolo degli esami contenga almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari MAT/02, 03, 05, 06, 08.
- A–54 Storia dell’arte, purché il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Per quest’ultima classe di concorso, la verifica dei titoli accessori è esemplificata nella Nota 3 di questa pagina dell’URP del MIUR, la quale riferisce che si potrebbero totalizzare i 24 CFU richiesti nei due SSD anche in modalità “monotematiche” – ovvero con tutti i CFU in uno solo dei due SSD – oltre che con un a combinazione diversificata di entrambi.
2) Per il momento può accedere all’insegnamento per tutte le classi di concorso per le quali ha i titoli proponendo nelle scuole la sua “messa a disposizione” (MAD) per le supplenze temporanee; trova i moduli in rete, nei siti dei provveditorati. Per sapere in quali scuole presentare la MAD controlli la settima colonna della Tabella A in corrispondenza di ciascuna delle classi di concorso.
3) Per accedere invece alle Graduatorie d’Istituto per le supplenze (terza fascia, non abilitati) dovrà attendere l’emanazione del bando di riapertura, entro la prossima primavera. Ricordi che MAD e Graduatorie d’Istituto non sono fra loro compatibili.
4) Per accedere ai concorsi a cattedre ordinari per il ruolo deve conseguire la relativa abilitazione all’insegnamento, separatamente per ciascuna classe di concorso, tramite il Tirocinio Formativo Attivo (TFA), un corso accademico annuale costituito da esami e tirocinio in classe. Poiché il prossimo TFA sta per essere bandito potrà partecipare alle selezioni per tutte le classi per le quali è in possesso dei requisiti. Sceglierà poi in base agli esiti delle selezioni una ed una sola classe di concorso per la quale conseguire l’abilitazione. Tenga però conto che, fra le classi ad accesso diretto, compaiono la A–01 e la A–17, che costituiscono, in base al comma 1 dell’art. 2 del DM n. 93/2016, l’ambito disciplinare verticale AD01. Il comma 2 del medesimo decreto dispone che: «Ai fini delle procedure di abilitazione, a ciascuno degli ambiti di cui al comma 1 corrispondono prove comuni, atte a valutare la preparazione disciplinare dei candidati sugli insegnamenti ricompresi nell’ambito disciplinare, una stessa graduatoria di merito e un percorso di abilitazione unificato…. Il possesso dei titoli di accesso a una delle classi di concorso dei predetti ambiti consente la partecipazione alle procedure selettive, l’eventuale frequenza del percorso comune e il conseguimento delle relative abilitazioni». In sostanza, per questo ambito disciplinare, diversamente dalle altre classi di concorso cui ha accesso, il percorso del relativo TFA consente di conseguire l’abilitazione in entrambe le classi.
5) Nell’ordinamento scolastico italiano è consentito l’accesso all’insegnamento nella scuola primaria esclusivamente ai possessori di laurea in Scienze della Formazione Primaria o ai diplomati magistrali ante 2002. Altre lauree non sono ammesse.
6) Per accedere all’insegnamento del diritto (classi di concorso A–45 Scienze economico-aziendali e A–46 Scienze giuridico-economiche) è necessaria una laurea di secondo livello in giurisprudenza o similari; nessun titolo di scuola secondaria è sufficiente per accedere alle classi di concorso della Tabella A consente, e quindi anche al TFA per l’abilitazione, con la laurea di primo livello (triennale).
(03 marzo 2017)

Cosa posso insegnare con la LM 54? Come faccio ad abilitarmi?

Domanda: Salve,
posseggo i seguenti titoli:
- Laurea Magistrale in Chimica dell’Ambiente (LM 54)
- Laurea di primo Livello in Chimica
- Diploma di Perito Industriale Capotecnico specializzazione Chimico
Non ho abilitazione e non sono iscritta alle graduatorie di terza fascia. Dove e cosa posso insegnare? Posso fare supplenze? Come faccio ad abilitarmi? Grazie.


Risposta: 1) In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea magistrale LM 54-Scienze chimiche può accedere direttamente (senza specifici requisiti in termini di CFU) alle seguenti classi:
- A–03 Design della ceramica;
- A–28 Matematica e scienze (secondaria di I grado);
- A–31 Scienze degli alimenti;
- A–32 Scienze della geologia e della mineralogia;
- A–34 Scienze e tecnologie chimiche;
- A–50 Scienze naturali, chimiche e biologiche;
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.
Gli insegnamenti relativi a ciascuna classe dei concorso li trova elencati, assieme agli istituti nei quali vengono impartiti, nella settima colonna della Tabella A in corrispondenza di ciascuna delle classi indicate.
2) Supplenze: può insegnare già da subito come supplente nelle scuole in cui sono contemplati gli insegnamenti afferenti a tutte le classi di concorso sopra elencate, proponendo la propria “messa a disposizione” (MAD); trova il modulo in internet sui siti dei provveditorati. Può consegnare la MAD alle scuole della sua provincia o anche di altre province, senza limiti di numero. Le consigliamo di inviare la MAD per raccomandata (o PEC se ne dispone) o anche consegnare a mano la sua disponibilità, facendosi però rilasciare dalla segreteria della scuola il numero di protocollo in entrata.
3) Dove fare supplenze: può insegnare in tutte le scuole secondarie di I e II grado, statali e paritarie.
4) Abilitazione all’insegnamento: per poter partecipare ai prossimi concorsi ordinari per l’assunzione a tempo indeterminato è necessario conseguire l’abilitazione all’insegnamento tramite Tirocinio Formativo Attivo (TFA), che è un corso di specializzazione a numero programmato della durata di un anno accademico. La selezione avviene tramite tre prove di accesso (test nazionale, prova scritta e prova orale); ad esito positivo delle prove di accesso vengono poi computati, ai fini della graduatoria di accesso, anche i titoli universitari aggiuntivi e di eventuale servizio svolto nell’insegnamento. Lo svolgimento del TFA avviene secondo le disposizioni di cui all’art. 15 del DM n. 249/2010, tra le quali sono previsti alcuni corsi universitari per complessivi 36 CFU e un tirocinio a scuola per un totale di 475 ore (si veda la Tabella 11 allegata al DM 249/2010). Il bando del terzo ciclo di TFA, relativo all’anno accademico 2016/17, dovrebbe essere emanato a breve. Potrà quindi partecipare alle prove di selezione per tutte le classi sopra elencate; superate le selezioni, però, dovrà optare per una sola classe di concorso, perché non è consentito frequentare contemporaneamente più percorsi di TFA.
(28 febbraio 2017)

Come calcolo i CFU necessari sul mio curricolo. Quanti CFU posso recuperare per anno accademico?

Domanda: Possiedo una laurea in Archeologia LM 02 e vorrei iscrivermi ai corsi liberi per recuperare alcuni CFU che mi mancano per poter concorrere in alcune classi di insegnamento.
I CFU necessari per accedere a tali classi si intendono solo quelli acquisiti nel corso Magistrale o sono validi anche i CFU ottenuti superando gli esami nel corso di Laurea Triennale?
Inoltre vedo che il limite di CFU acquisibile tramite iscrizione ai corsi liberi è di 36 CFU; ma si intende per anno accademico o in generale? Per accedere alla classe di concorso A-22 (ex 43/A) mi mancano 38 CFU e pensavo di recuperarli, se possibile, in 2 anni accademici.


Risposta: I requisiti richiesti dalla Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, relativo alle nuovo classi di concorso per l’insegnamento, in termini di CFU sono quelli risultanti da tutto il percorso quinquennale (triennale + magistrale). Quanto al limite dei crediti acquisibili per anno accademico su esami singoli, questo varia da un ateneo all’altro. Poiché può scegliere la sede universitaria presso la quale iscriversi ai corsi singoli che le permettono di mettersi in regola per l’insegnamento, faccia una ricognizione delle sedi che offrono i corsi che le servono e scelga in base al limite di CFU che le è più favorevole. Tenga conto che non può iscriversi contemporaneamente in più atenei.
(22 febbraio 2017)

Laurea in Scienze politiche di vecchio ordinamento conseguita dopo l’a.a. 2000/01

Domanda: Buongiorno.
Sono in possesso di una laurea vecchio ordinamento in Scienze Politiche conseguita nel 2002, indirizzo Politico-sociale – sotto-indirizzo programmazione socioeconomica. Con questo tipo di laurea è possibile la messa a disposizione e per che materie?
Cordiali saluti.


Risposta: Poiché la sua laurea in Scienze politiche di vecchio ordinamento è stata conseguita dopo l’a.a. 2000/2001, in base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso, consente l’accesso all’insegnamento nella sola classe A-46 Scienze giuridico–economiche (ex 19/A) a condizione che il piano di studi seguito abbia compreso i corsi di:
- diritto pubblico generale, un esame annuale (o due semestrali) fra i seguenti (Tab. A/1): Istituzioni Di Diritto Pubblico, Nozioni Giuridiche Fondamentali, Diritto Costituzionale
- istituzioni di diritto privato, un esame annuale (o due semestrali) fra i seguenti (Tab. A/1): Diritto Civile, Nozioni Giuridiche Fondamentali
- diritto amministrativo, un esame annuale (o due semestrali) fra i seguenti (Tab. A/1): Diritto degli enti locali, Diritto processuale amministrativo, Contabilità di Stato
- diritto commerciale, un esame annuale (o due semestrali) fra i seguenti (Tab. A/1): Diritto Fallimentare, Diritto Commerciale Comunitario, Diritto Industriale
Controlli con attenzione il suo curricolo per verificare la presenza degli esami (in corsivo) relativi a ciascuna area (in grassetto). Se risulta in regola con i requisiti richiesti può accedere all’insegnamento e proporre la sua “messa a disposizione” (MAD), oltre che partecipare al Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per conseguire l’abilitazione nella classe di concorso A-46; il bando del terzo ciclo di TFA.
Nel caso in cui fosse carente anche di uno solo degli esami richiesti non potrà insegnare (e nemmeno accedere al TFA) fin quando non avrà recuperati tutti gli esami richiesti. Per i recuperi potrà iscriversi a corsi singoli presso una qualsiasi sede universitaria italiana, tenendo conto che trattandosi di esami annuali dovrà seguire percorsi da 12 CFU del nuovo ordinamento per ogni esame mancante. In base all’Allegato A al DM 4 ottobre 2000, relativo ai codici dei settori scientifico-disciplinari di nuovo ordinamento, si ha che a:
- economia politica corrisponde il codice SSD SECS-P/01;
- politica economica corrisponde il codice SSD SECS-P/02;
- economia aziendale corrisponde il codice SSD SECS-P/07;
- statistica economica corrisponde il codice SSD SECS-S/03.
(17 febbraio 2017)

Un esame annuale o due semestrali?

Domanda: Salve. Volevo chiedere un chiarimento. Nella tabella delle nuove classi di concorso ho letto che ci devono essere 24 crediti per area: bisogna per forza avere due esami annuali per area, cioè da 12 crediti o si possono fare più esami da 6 crediti (semestrali) per arrivare a 24; per esempio quattro esami da 6 crediti?
Grazie.


Risposta: La risposta è già presente nella Nota (1) a pag. 15 della La Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, la quale esplicitamente chiede il possesso di almeno «due corsi annuali (o quattro semestrali)» per ciascuna delle aree elencate. Vanno bene anche quattro corsi da 6 CFU ciascuno, purché tutti rispondenti ai codici dei Settori Scientifico-Disciplinari di ciascuna delle aree richieste dalla Tabella.
(14 febbraio 2017)

Laurea di vecchio ordinamento in Scienze della Comunicazione

Domanda: Salve.
Vorrei sapere con la laurea vecchio ordinamento in scienze della comunicazione cosa si può insegnare e come si possono acquisire eventuali crediti mancanti. Grazie.


Risposta: In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea di vecchio ordinamento in Scienze della comunicazione può accedere alle classi di concorso:
- A–18 Filosofia e Scienze umane, a condizione che il piano degli studi seguito abbia compreso due corsi annuali (o quattro semestrali) delle discipline di ciascuna delle seguenti aree:
- filosofica, (due tra i seguenti: Filosofia della scienza, Filosofia morale, Filosofia teoretica, Logica, Storia della filosofia, Storia della filosofia contemporanea, Storia della scienza);
- pedagogica, (due fra i seguenti: Didattica generale, Pedagogia generale, Pedagogia sperimentale, Storia della pedagogia, Tecnologia dell'istruzione);
- psicologica, (due fra i seguenti: Epistemologia genetica, Psicologia dello sviluppo, Psicologia di comunità, Psicologia generale, Psicologia sociale, Psicopatologia dello sviluppo);
- sociologica, (due fra i seguenti: Metodologia e tecnica della ricerca sociale, Sociologia dell'organizzazione, Sociologia della comunicazione, Sociologia delle comunicazioni di massa, Sociologia generale, Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa).
Se il suo curricolo risulta carente potrà recuperare quanto manca tramite esami singoli presso una qualsiasi università italiana che li riporti nella sua offerta formativa; per avere la corrispondenza tra gli esami di vecchio ordinamento mancanti e i codici SSD del nuovo ordinamento deve consultare la segreteria dell’università presso la quale intende frequentare i corsi. Tenga conto che nel nuovo ordinamento una annualità corrisponde a 12 Crediti Formativi Universitari (CFU).
- A-65 Teoria e tecnica della comunicazione; per questa classe l’accesso è diretto, senza la richiesta di aver sostenuto esami specifici. Si tratta di una classe di concorso di nuova istituzione, che trova impiego esclusivamente per l’insegnamento di Teoria della comunicazione nel secondo bienni dell’Istituto Tecnico, settore Tecnologico, indirizzo Grafica e Comunicazione.
(10 febbraio 2017)

Gli insegnamenti previsti per una laurea in Editoria e Giornalismo

Domanda: Posso accedere al TFA con laurea triennale in Scienze politiche conseguita dopo il 2001 e una laurea specialistica in Editoria e Giornalismo (LS 13) della facoltà di Lettere e Filosofia?
Grazie


Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, con la sua laurea specialistica LS 13-Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, può accedere esclusivamente alla classe di concorso per l’insegnamento (e quindi al relativo TFA) di nuova istituzione A-65 Teoria e tecnica della comunicazione, a condizione che nel piano degli studi seguito siano compresi almeno 12 CFU nel settore scientifico-disciplinare SPS/08. La nuova classe di concorso trova impiego esclusivamente per l’insegnamento di Teoria della comunicazione nel secondo biennio dell’Istituto Tecnico, settore Tecnologico, indirizzo Grafica e Comunicazione.
(8 febbraio 2017)

Insegnare italiano nella secondaria di I grado con una laurea in lingue di vecchio ordinamento

Domanda: Gentilissimi,
vi scrivo per chiedervi se a vostro avviso è possibile Insegnare Italiano Storia e Geografia nella scuola secondaria di I grado (classe di concorso A-22) con una Laurea in Lingue vecchio ordinamento, e - se sì - quali esami è necessario aver sostenuto. Vi ringrazio moltissimo.


Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea di vecchio ordinamento in Lingue e letterature straniere è possibile accedere alle classi di concorso:
- A–24 Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 46/A), a condizione il curricolo degli esami abbia compreso corsi della lingua specifica almeno triennali e purché il piano di studi seguito abbia compreso un corso annuale (o due semestrali ) di linguistica generale, tra Glottodidattica e Glottologia.
- A–25 Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado (ex 45/A), alle medesime condizioni della A-24.
Con detta laurea di vecchio ordinamento è possibile accedere anche alla classe di concorso A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado (ex 43/A), però esclusivamente negli istituti con lingua di insegnamento italiana nella provincia di Bolzano e a condizione che il piano di studi seguito abbia compreso i corsi i annuali (o due semestrali) di:
lingua italiana (uno dei seguenti esami: Didattica della lingua italiana, Grammatica italiana, Linguistica italiana, Storia della lingua italiana);
letteratura italiana;
lingua latina (uno dei seguenti esami: Didattica del latino, Filologia latina, Grammatica latina, Storia della lingua latina);
letteratura latina;
linguistica generale (uno dei seguenti esami: Glottodidattica, Glottologia, Sociolinguistica, Storia della linguistica);
storia (uno dei seguenti esami: Storia contemporanea, Storia greca, Storia medioevale, Storia moderna, Storia romana);
geografia (uno dei seguenti esami: Geografia umana o Teoria e metodi della geografia).
(31 gennaio 2017)

Cosa posso insegnare con una laurea magistrale in Scienza e Tecnica della Comunicazione?

Domanda: Salve. Sono laureata in scienze e tecnica della comunicazione, LM 59 di nuovo ordinamento. Ho saputo che posso insegnare nella A-18 (ex A036). Vorrei sapere quali esami integrativi potrei fare per insegnare in questa e se ci sono altre discipline che posso insegnare. Distinti saluti.

Risposta: 1) In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la classe di laurea magistrale LM 59-Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità può accedere alla classe di concorso A–18 Filosofia e Scienze umane, a condizione che nel piano degli studi siano compresi almeno 96 crediti nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M-STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui 24 CFU tra: M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04, M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 CFU tra: M-PED/01, M-PED/02, M-PED/04; 24 CFU tra: M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06; 24 CFU tra: SPS/07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS/12. Se il suo curricolo risulta carente di CFU potrà recuperarli tramite esami singoli presso una qualsiasi università italiana che li riporti nella sua offerta formativa.
2) Dalla stessa Tabella A risulta che con la sua laurea ha accesso alla classe di concorso di nuova istituzione A-65 Teoria e tecnica della comunicazione, a condizione che nel piano degli studi siano compresi almeno 12 CFU nel settore scientifico-disciplinare SPS/08. La nuova classe di concorso trova impiego esclusivamente per l’insegnamento di Teoria della comunicazione nel secondo bienni dell’Istituto Tecnico, settore Tecnologico, indirizzo Grafica e Comunicazione.
(20 gennaio 2017)

Titolo per insegnare Geografia nel primo biennio degli istituti Professionali

Domanda: Salve, sono una docente abilitata nella classe di concorso A-12 (exA050). Vorrei insegnare la geografia al 1° biennio degli istituti professionali, ma dalla Tabella A, delle nuove cdc, risulta possibile solo se nel piano di studi sono presenti 4 annualità di geografia. Nella nota al DPR 19/2016 leggo che i CFU richiesti possono essere conseguiti tramite corsi post lauream. Mi chiedo se un master di 1500 ore con 60 CFU in scienze della geografia può compensare i mancanti. Grazie anticipatamente.

Risposta: Essendo lei già in possesso di abilitazione all’insegnamento, conseguita secondo la normativa precedente al DPR n. 19/2016, ha tutti i titoli per accedere all’insegnamento della Geografia nel 1° biennio degli istituti professionali; le norme non possono essere retroattive e il DPR n. 19/2016 vale per l’accesso al TFA per l’abilitazione. Infatti, il DDG n. 635 dell'8 luglio 2016, relativo alla confluenza tra le classi di concorso, ha stabilito le classi alle quali debbono essere affidati i singoli insegnamenti per ciascun percorso di istruzione secondario. In particolare, il quadro orario di attività e insegnamenti dell’area generale comuni agli indirizzi dei settori “Servizi” e “Industria e artigianato” stabilisce che l’insegnamento della Geografia generale ed economica al primo anno del 1° biennio è affidato alle classi di concorso 39/A, 50/A e 60/A del vecchio ordinamento. Come vede, la sua classe di concorso (nella quale è già abilitata) è ricompresa fra le classi che possono impartire l’insegnamento in questione. Quindi non ha nulla da recuperare; non perda soldi e tempo per questo.
(12 gennaio 2017)

Il dottorato di ricerca è abilitante all’insegnamento?

Domanda: Buongiorno. Ho letto di recente che è stata approvata l'abilitazione all'insegnamento nelle scuole di secondo grado per coloro che hanno conseguito il titolo di Dottore di Ricerca. Potrebbe gentilmente dirmi se siete al corrente di questo, e se la notizia è attendibile? Grazie in anticipo per l'attenzione. Cordiali saluti.

Risposta: No, non è esatto. Nella seduta del 13 dicembre scorso il CNSU ha approvato una mozione con la quale si chiede di equiparare il titolo di Dottore di Ricerca alla abilitazione all’insegnamento, direttamente senza necessità di frequentare il Tirocinio Formativo Attivo. Si tratta però, con tutta evidenza, di una “mozione” approvata da un organismo universitario e non di un riconoscimento a tutti gli effetti da parte del MIUR. Perché ciò avvenga è necessaria una norma di legge, però il percorso legislativo per tale equiparazione al momento non è ancora nemmeno iniziato.
(21 dicembre 2016)

Obbligo di pubblicazione dei contratti a tempo determinato

Domanda: Buongiorno. Vorrei sapere, se possibile, se le scuole hanno l'obbligo di rendere pubblici i contratti per il personale non a tempo indeterminato per l'a.s 2016/2017 (molte scuole presentano sul sito i soli contratti relativi all'a.s. 2015/2016, o comunque solo fino a ottobre 2016).

Risposta: L’art. 17 del Dlgs n. 33/2013 stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni (e, tra queste, in particolare le scuole) «pubblicano annualmente, nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, i dati relativi al personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato», quindi esplicitamente l’elenco dei titolari dei contratti a tempo determinato. La pubblicazione dei dati (art. 16) avviene annualmente assieme alla presentazione alla Corte dei Conti del conto annuale del personale e delle relative spese sostenute, che le scuole debbono pubblicare «entro il mese di maggio di ogni anno» (art. 60, comma 2, del Dlgs n. 165/2001).
(20 dicembre 2016)

Part-time e obblighi relativi alle attività collegiali

Domanda: Ho un contratto part-time per nove ore settimanali. Quali sono gli obblighi orari relativi alle attività collegiali e quali sono i riferimenti normativi a riguardo? Grazie.

Risposta: Le attività a carattere collegiale dei docenti rientrano tra le “attività funzionali all’insegnamento” di cui all’art. 29 del CCNL-Scuola 2007 vigente e sono disciplinate al comma 3; il regime di part-time è regolato all’art. 39 dello stesso CCNL. Il riferimento normativo per le disposizioni riguardanti il rapporto part-time nella scuola è invece costituito dall’OM n. 446/1997. È quest’ultima, al comma 7 dell’art. 7, a stabilire esplicitamente che «Le ore relative alle attività funzionali all'insegnamento sono determinate, di norma, in misura proporzionale all'orario di insegnamento stabilito per il rapporto a tempo parziale. Restano, comunque, fermi gli obblighi di lavoro di cui agli art. 40 e 42, 2° e 3° comma, del C.C.N.L. [artt. 40, commi 3 e 4, e 29, commi 2 e 3, del CCNL vigente, ndr]. Per quanto attiene alle attività di cui all'art. 42, comma 3 lettera b) [nel vigente CCNL si tratta dell’art. 29, comma 3 lett. b), che si riferisce ai consigli di classe, ndr], il tetto delle quaranta ore annue andrà determinato in misura proporzionale all'orario di insegnamento stabilito». Come vede, fatto salvo comunque l’obbligo di partecipazione alle attività collegiali, ad essere esplicitamente dichiarato oggetto di riduzione delle 40 ore annuali in misura proporzionale al tempo di insegnamento stabilito dal contratto di part-time sono le ore relative alla partecipazione ai consigli di classe; mentre il resto delle attività funzionali di cui alla lett. a) del comma 3 dell’art. 29 del CCNL (Collegio dei docenti, ricevimenti tri-quadrimestrali e finali delle famiglie, ecc.) rientra nel generico “di norma” della riduzione proporzionale. Resta naturalmente obbligatoria, in quanto atto dovuto, la partecipazione a scrutini ed esami (comma 3, lett. c) dell’art. 29 del CCNL), indipendentemente dalla loro durata.
In sintesi, con interpretazione estensiva ma coerente della norma, si può affermare che per un docente in part-time l’impegno orario complessivo relativo alle attività collegiali (non obbligatorie come gli scrutini e gli esami) deve essere proporzionato all’orario di insegnamento previsto dal contratto.
Una disamina completa della problematica in questione è contenuta nella Nota prot. n. 14893 del 30 ottobre 2012, a firma del Direttore Generale dell’USR Emilia-Romagna.
(30 novembre 2016)

Permessi per partecipazione a corsi di formazione e restituzione delle ore

Domanda: Vorrei una precisazione sui cinque giorni annuali di permesso previsti dal contratto per la partecipazione a corsi di formazione. Quando si partecipa e si chiede la giornata, ciò significa che si va a nome della scuola? e pertanto si deve in qualche modo poi “restituire” qualcosa alla scuola?

Risposta: Il diritto alla formazione è un diritto soggettivo e non “per conto terzi”: lei per contratto (art. 64, comma 5, CCNL-Scuola 2007 vigente) ha «diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici». Il fatto che il contratto preveda l’esonero dal servizio e la sostituzione implica che non è tenuta recuperare nulla (sempre che il permesso sia stato concesso ai sensi dell’art. 64, comma 5, del CCNL-Scuola 2007). Inoltre, se partecipa ad un convegno di formazione e aggiornamento il cui contenuto rientra nelle tipologie individuate dal PTOF della scuola o dal Piano Nazionale di Formazione Triennale stabilito dal MIUR e il convegno è promosso da una Associazione qualificata o da un Ente di formazione accreditato riconosciuti dal MIUR, le ore impegnate nel convegno le debbono esserle riconosciute ai fini della formazione obbligatoria stabilita dal comma 124 della la legge n. 107/2015.
(28 novembre 2016)

Anno di formazione e prova nei passaggi di ruolo

Domanda: Ho ottenuto il passaggio di ruolo dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria; ad avere assegnato il tutor devo anche fare l'iscrizione in piattaforma per la formazione?

Risposta: L’art. 2 del DM n. 850/2015 stabilisce che «sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e di prova», oltre ai neo-immessi in ruolo, anche «i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo». Trattandosi nel suo caso proprio di un passaggio di ruolo, dovrà ripetere integralmente l’anno di formazione e prova sia con la nomina del tutor da parte del Capo d’istituto, sia con l’iscrizione nella piattaforma per la formazione.
(28 0ttobre 2016)

Revisione e comunicazione del PTOF

Domanda: Il PTOF aggiornato, da inoltrare entro il 31 Ottobre, a chi deve essere inviato? Dove deve essere pubblicato?

Risposta: Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa che dovesse essere stato rivisitato – in tutto o in parte – per il corrente anno scolastico (la redazione del Piano è triennale e la prima redazione è stata effettuata a gennaio 2016), per quanto riguarda le scuole statali deve essere inviato entro il 31 ottobre all’Ufficio Scolastico Regionale (comma 13 della legge n. 107/2015) ai fini della verifica di congruenza con il limite di organico assegnato (gli esiti della verifica saranno trasmessi direttamente dall’USR al MIUR). La pubblicazione deve avvenire a cura della scuola sul Portale unico dei dati della scuola «al fine di permettere una valutazione comparativa da parte degli studenti e delle famiglie» (comma 17 della legge n. 107/2015), senza attendere gli esiti della verifica dell’USR.
(28 ottobre 2016)

Conseguenze dell’abbandono di una supplenza temporanea

Domanda: Sono stato chiamato per insegnare inglese con contratto fino all'avente diritto se do le dimissioni volontarie vengo depennato dalla graduatoria di terza fascia dove sono inserito oppure posso essere richiamato per altri contratti

Risposta: Occorre distinguere in base alle motivazioni delle dimissioni.
1) Può lasciare senza penalizzazioni la supplenza temporanea attuale per una fino al termine dell’anno scolastico o per una supplenza sul sostegno: il comma 2 dell’art. 8 del Regolamento delle supplenze (DM 13 giugno 2007) stabilisce infatti che «il personale che non sia già in servizio per supplenze di durata sino al termine delle lezioni od oltre ha facoltà, nel periodo dell’anno scolastico che va fino al 30 di aprile, di risolvere anticipatamente il proprio rapporto di lavoro per accettarne un altro di durata sino al termine delle lezioni od oltre». Analogamente, la Nota prot. n. 24306 del 1° settembre 2016, relativa alle istruzioni per le supplenze per l’a.s. 2016/17 espressamente prescrive che «È consentito lasciare una supplenza temporanea per accettare una supplenza sino alla nomina dell’avente titolo, esclusivamente per disponibilità relative a posti di sostegno» (pag. 4, ultimo capoverso); indipendentemente dal possesso del titolo specifico.
2) Diversamente, qualora le dimissioni non ricadano nei casi precedenti, verrebbe depennato dalle GdI per tutto l’anno scolastico in corso. Infatti, il comma 1 dell’art. 8 dello stesso del Regolamento delle supplenze (DM 13 giugno 2007) stabilisce inequivocabilmente che per le «supplenze conferite sulla base delle graduatorie di circolo o di istituto… l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento» con «effetti relativamente a tutto l’anno scolastico in corso».
(20 settembre 2016)

Insegnare Storia dell’Arte con una laurea in architettura di vecchio ordinamento

Domanda: Avrei bisogno di un chiarimento in merito alla classe di concorso 61/A. Ho una laurea in architettura, del vecchio ordinamento e nel mio piano di studi, con tutti esami annuali, ho anche i seguenti:
1) Storia dell'architettura 1;
2) Storia dell'architettura 2;
3) storia dell' architettura contemporanea.
Su sito del MIUR ho visto una tabella riguardante la classe in questione, ma non capisco se questi esami costituiscono titolo sufficiente o meno per insegnare Storia dell’arte. Se ci fosse la possibilità di abilitarsi, potrei partecipare al TFA per questa classe di concorso, oppure devo fare altri esami come integrazione?

Risposta: Come può verificare dalla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento ora in vigore, con la laurea di vecchio ordinamento in Architettura si può accedere all’insegnamento (e quindi anche al TFA) nella classe di concorso A–54 Storia dell’arte (ex-61/A) a condizione che il curricolo degli studi abbia compreso almeno un corso annuale di storia dell'arte, se la laurea è stata conseguita entro l’a.a. 2000/01; se conseguita dopo, sono richiesti almeno due corsi annuali (o quattro semestrali) di storia dell'arte, fra quelli individuati nella Tabella A/1 allegata al DPR n. 19/2016. Fra questi corsi rientra Storia dell’architettura come 2ª annualità, sufficiente a soddisfare i requisiti richiesti se la sua laurea è stata conseguita entro l’a.a. 2000/01. Non compare invece l’esame di Storia dell’architettura contemporanea, per cui se la sua laurea è successiva al 2001 dovrebbe conseguire, come 1ª annualità, uno tra i corsi indicati nella Tabella A/1: Storia dell'arte medioevale o Storia dell'arte moderna. Ricordi che non può accedere al TFA se non è già in possesso di tutti i requisiti richiesti.
Tenga poi conto che la sua laurea consente, senza la necessità di aver svolto esami specifici, l’accesso anche alle seguenti classi di concorso:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado.
- A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica.
- A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado.
- A–37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica.
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.

Di queste, la A-01 e la A-17 costituiscono per aggregazione l’ambito disciplinare verticale AD01, definito all’art. 2 del DM n. 93/2016. Per questo ambito il TFA è unico e consente il conseguimento della doppia abilitazione.
Inoltre, ha anche accesso condizionato alla classe di concorso A–08 Discipline geometriche, architettura, design d’arredamento e scenotecnica, purché il piano di studi abbia compreso un corso annuale (o due semestrali) di geometria o geometria descrittiva.
NB: la tabella che ha trovato sul sito del MIUR si riferisce al precedente ordinamento per le lauree di vecchio ordinamento (Tabella A allegata al DM n. 39/1998). Con il nuovo DPR n. 19/2016 non sono però cambiate sostanzialmente le disposizioni, ma solo le sigle e la denominazione delle tabelle (classe A-54 invece della vecchia 61/A, Tabella A/1 invece della vecchia Tabella A/4, …).
(11 ottobre 2016)

TFA per laureati in Economia: quali e quante classi, quali prove e quanti percorsi sono possibili?

Domanda: Sono neolaureata Magistrale in Economia (LM-77) e vorrei partecipare al prossimo TFA. Vorrei gentilmente sapere se, partecipando al test di preselezione per due classi di insegnamento accorpate (nel mio caso A45 e A46) si sosterrà un unico test per entrambe. E inoltre, se questo viene superato si dovrà poi scegliere una sola di queste due classi per fare la prova scritta e orale e quindi accedere, in caso di vincita, al TFA o si può fare un unica prova scritta e orale e quindi un unico TFA che permette l'abilitazione ad entrambe? O si possono sostenere due prove scritte e due orali e quindi due TFA contemporaneamente? Grazie.

Risposta: Con la laurea magistrale LM 77-Scienze economico-aziendali in base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016 può accedere direttamente alla classe di concorso A–45 Scienze economico-aziendali (ex 17/A) mentre per la classe A–46 Scienze giuridico-economiche (ex 19/A) nel curricolo degli esami sostenuti debbono essere presenti almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 CFU in SECS-P/01; 12 CFU in SECS-P/02; 12 CFU in SECS-P/07; 12 CFU in SECS-S/03; 12 CFU in IUS-01; 12 CFU in IUS-04; 12 CFU in IUS-09; 12 CFU in IUS–10.
Le due classi di concorso non sono accorpate in quanto costituiscono due distinte classi di concorso (non sono aggregate in alcun ambito disciplinare: si veda in proposito il DM n. 93/2016). Pertanto, per l’accesso al TFA delle due classi in questione dovrà sostenere due distinti gruppi di prove di selezione: un test nazionale, una prova scritta e una prova orale per ciascuna delle due classi. Nella eventualità che entrambi i gruppi di prove vengano superati dovrà poi scegliere una ed una sola classe di concorso per la quale svolgere il TFA e conseguire la relativa abilitazione; in altri termini, la norma (DM n. 249/2010) consente di conseguire una sola abilitazione per ciascun ciclo di TFA (non è consentito frequentare due distinti TFA contemporaneamente), a meno che le classi non facciano parte di un ambito disciplinare verticale (costituito da classi affini per insegnamenti sia nella secondaria di I grado che nella secondaria di II grado). Come precisato sopra, non è questo il caso delle due classi A-45 e A-46, in quanto non sono aggregate in alcun ambito disciplinare.
(26 settembre 2016)

Quanti sono i docenti accompagnatori necessari per le visite guidate?

Domanda: Vorrei cortesemente sapere se è ancora in vigore la legge che stabilisce che quando una classe esce sul territorio il rapporto fra insegnanti e alunni è di 1 a 15. Grazie.

Risposta: La disposizione relativa alle visite guidate da lei richiamata è contenuta nella CM n. 291/1992, che al secondo comma del punto 8.2 stabilisce: «si conviene che nella programmazione dei viaggi debba essere prevista la presenza di almeno un accompagnatore ogni quindici alunni». Tuttavia, dopo l’emanazione del DPR n. 275/1999 le disposizioni sono cambiate, rientrando la gestione anche di questa attività all’interno dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Il MIUR, con Nota prot. n. 2209/2012 ha definitivamente rinviato al suddetto DPR n. 275/1999 precisando che «l’effettuazione di viaggi di istruzione e visite guidate deve tenere conto dei criteri definiti dal Collegio dei docenti in sede di programmazione dell’azione educativa (cfr. art. 7, D.lgs. n. 297/1994), e dal Consiglio di istituto o di circolo nell’ambito dell’organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola (cfr. art. 10, comma 3, lettera e), D.lgs. n. 297/1994)». E che pertanto «la previgente normativa in materia (a titolo esemplificativo, si citano: C.M. n. 291 - 14/10/1992; D.lgs n. 111 - 17/03/1995; C.M. n. 623 - 02/10/1996; C.M. n. 181 - 17/03/1997; D.P.C.M. n. 349 - 23/07/1999), costituisce opportuno riferimento per orientamenti e suggerimenti operativi, ma non riveste più carattere prescrittivo». In sostanza, tutta la materia riguardante le visite guidate, quindi anche il numero di accompagnatori, è competenza esclusiva degli Organi Collegiali della scuola, i quali debbono deliberare in proposito e possono farlo anche tenendo conto di quanto stabilito nella normativa precedente. Solo qualora detti OO.CC. non avessero deliberato in proposito si possono ritenere ancora efficaci le disposizioni precedenti.
Ad ogni buon conto, è opportuno ricordare che non esiste alcun obbligo per i docenti di accompagnare gli allievi nelle visite guidate all’esterno della scuola; se non ci sono docenti disponibili, seppure programmata, l’uscita non può avere luogo.
(23 settembre 2016)

Quale laurea magistrale scegliere per insegnare lingue?

Domanda: Buonasera,
sono una studentessa laureatasi a luglio c.a. in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio (L-11) e sto valutando ora a che percorso di Laurea Magistrale immatricolarmi (in particolare sono indecisa tra: LM-37, LM-39 e LM-52). Avrei qualche domanda da sottoporle:
1- Dati i tre corsi di laurea magistrale da me qui sopra elencati e in base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 Febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l'insegnamento, credo di capire che per accedere alle classi di concorso per l'insegnamento delle comunemente chiamate "Lingue e Letterature straniere" occorre una laurea magistrale LM 39-Linguistica o una LM 37- Lingue e Letterature Moderne Europee e Americane corredate di opportuni CFU (ovvero 36 triennali nella Lingua e 24 nella corrispondente Letteratura). Mi chiedevo se fosse possibile insegnare suddette materie anche con una laurea magistrale LM 52- Relazioni Internazionali avendo già ricoperto i CFU richiesti (36 nella Lingua e 24 nella corrispondente Letteratura) con gli esami della triennale.
2- Per i 24 CFU di Letteratura (corrispondente alla Lingua) vengono contati anche gli esami conseguiti durante la Triennale, quindi fare solo quelli che mi mancano, o devono essere accumulati tutti e 24 ex-novo in Magistrale?
3- Mi sono laureata in 3 lingue (Spagnolo, Inglese e LIS), Anche dovessi iniziare una Magistrale (LM 39 o 37 che sia) incentrata sullo Spagnolo, potrei poi insegnare anche Inglese (chiaramente possedendo i necessari CFU)?
Grazie davvero se potrà fare chiarezza.

Risposta: 1) Come può agevolmente verificare alle pagine 21 e 23 (quinta colonna) della Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, la laurea magistrale LM 52-Relazioni internazionali non è prevista per l’accesso alle classi di concorso A–24 Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 46/A) e A–25 Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado (ex 45/A). Con la LM 52 si può accedere soltanto alla classe A–46 Scienze giuridico–economiche (ex 19/A).
2) Per il conteggio dei 24 CFU di letteratura, come dei 36 di lingua, si fa riferimento a tutto il percorso accademico quinquennale (triennale + specialistica).
3) Sì, purché siano presenti tutti i requisiti richiesti alla Nota (10) della Tabella A anche per la seconda lingua.
(22 settembre 2016)

Orario settimanale delle lezioni: chi lo predispone? Si può concordare?

Domanda: Salve, desidero sapere se l'orario settimanale delle lezioni redatto dal dirigente o da una apposita commissione deve essere controfirmato per accettazione dai docenti oppure deve essere osservato senza nessuna esitazione.

Risposta: Fra i compiti propri del dirigente scolastico c’è quello organizzativo. L’art. 25, comma 2, del dlgs n. 165/2001 stabilisce che «Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente scolastico organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali». Mentre, il Testo Unico della scuola, il dlgs n. 297/1994, all’art. 7, comma 2, stabilisce che «Il collegio dei docenti (…) b) formula proposte al direttore didattico o al preside per la formazione, la composizione delle classi e l'assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell'orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d'istituto». Pertanto, è il dirigente che, in base alle proposte fornite dal Collegio dei docenti e col supporto di collaboratori da lui scelti, elabora l’orario settimanale delle lezioni. Secondo convenzioni interne in uso nelle scuole è di solito possibile concordare alcune caratteristiche del proprio orario (fra queste, l’orario di massima di entrata e uscita e il giorno libero) e richiedere eventuali aggiustamenti.
(21 settembre 2016)

Laurea magistrale in architettura e insegnamento; indicazioni poco chiare. Cosa fare?

Domanda: Salve, ho visto sul vostro sito web molte domande relative al TFA. In pratica vorrei capire cosa posso insegnare con la laurea in architettura (LM 4), ma non ho trovato indicazioni chiare. Ho scaricato dal sito web dell'Università degli Studi di Bari la Tabella A - Nuove classi di concorso: denominazione, titoli di accesso, insegnamenti relativi e confrontando con i "titoli di accesso alle classi di concorso" sul sito del Miur ho trovato, forse mi sbaglio, delle contraddizioni. Dalla Tabella A leggo il codice A/37 e nella sottovoce "ex 72/A" - topografia generale, costruzioni rurali e disegno con laurea di accesso LM 4. Sul sito del Miur non trovo A/37 e nemmeno la sottovoce ex 72/A, ma solo ex 16/A, e qui nemmeno si fa riferimento all'insegnamento negli istituti tecnici agrari. Quindi non capisco se posso insegnare genio rurale negli istituti tecnici agrari.
Inoltre tra i vari istituti superiori e tra le varie materie a cui una laurea dà accesso è possibile fare una scelta del tipo di istituto?

Risposta: 1) In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea magistrale LM 4-Architettura e ingegneria edile–architettura può accedere direttamente alle seguenti classi:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado (ex 28/A).
- A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica (ex 23/A, ex- 27/A).
- A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 24/A, ex 25/A.
- A–37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica (ex 16/A, ex 71/A, ex 72/A).
- A–47 Scienze matematiche applicate (ex 48/A).
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado (ex 33/A).
Poi alle seguenti classi con crediti specifici:
- A–20 Fisica (ex 38/A), purché il curricolo degli esami contenga ) almeno 24 crediti nel settore scientifico disciplinare FIS/01.
- A–26 Matematica (ex 47/A), purché il curricolo degli esami contenga almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari MAT/02, 03, 05, 06, 08.
- A–54 Storia dell’arte (ex 61/A), purché il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 L-ART/01 o 02, 12 L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
E da ultime le seguenti classi vincolate al possesso di specifici diplomi di secondaria di II grado o titoli non accademici (rinvenibili nella sesta colonna della Tabella A):
- A–02 Design dei metalli, dell’oreficeria, delle pietre dure e delle gemme (ex 10/A).
- A-03 Design della ceramica (ex 6/A).
- A–04 Design del libro (ex 9/A).
- A–05 Design del tessuto e della moda (ex 4/A).
- A–06 Design del vetro (ex 5/A).
- A–07 Discipline Audiovisive (ex 3/A).
- A–08 Discipline geometriche, architettura, design d’arredamento e scenotecnica (ex 18/A).
- A–09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche (ex 8/A, ex 21/A).
- A–33 Scienze e tecnologie aeronautiche (ex 14/A, ex 53/A, ex 55/A).
- A–43 Scienze e tecnologie nautiche (ex 56/A).
2) Quanto alle classi di concorso i codici “A-(numero)” indentificano le nuove classi di concorso ora vigenti, mentre i codici indicati con “ex (numero)/A” riguardano le vecchie classi di concorso. Per intenderci, la A-37 è una nuova classe di concorso, mentre la ex 72/A è una vecchia classe ora non più attiva; la ex 16/A rientra nella nuova A-37 e consente l’insegnamento di “genio rurale” negli istituti agrari (si veda la settima colonna a pag. 36 della Tabella A.
3) Per verificare a quali insegnamenti specifici può accedere con ciascuna classe di concorso deve consultare la settima colonna della Tabella A, nella pagina relativa a ciascuna classe.
Ricordi che per accedere alle Graduatorie d’Istituto e ai concorsi a cattedre deve conseguire l’abilitazione all’insegnamento, separatamente per ciascuna classe di concorso, tramite Tirocinio Formativo Attivo (TFA); poiché il prossimo TFA sta per essere bandito e non vi si può accedere senza essere già in possesso di tutti i requisiti richiesti per ciascuna classe, le consigliamo di non tentare il recupero dei CFU mancanti, ma partecipare alle selezioni per le sole classi per le quali ha accesso diretto. Sceglierà poi in base agli esiti delle selezioni una ed una sola classe di concorso per la quale conseguire l’abilitazione.
(21 settembre 2016)

Con quali modalità è possibile recuperare i CFU mancanti per l’accesso all’insegnamento?

Domanda: Chiedo se sia possibile recuperare i crediti mancanti per l'insegnamento attraverso un master od altro percorso universitario e non solo attraverso corsi singoli. Ho chiesto a diversi USP ed ottenuto risposte contrastanti: è possibile purché gli esami all'interno del master abbiano un relativo SSD ed i relativi crediti, senza tuttavia ottenere alcun riferimento normativo.

Risposta: Tutti percorsi universitari che prevedono corsi con lo specifico SSD richiesto dalla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016 sono validi, sia se in corso di laurea ordinario, sia se corsi singoli post-laurea, sia in master o in scuole di specializzazione universitaria. Quel che conta è che il codice SSD risponda esattamente quello richiesto dalla Tabella. Trova conferma di quanto sopra in questa Nota presente sul sito del MIUR: «1. gli esami o CFU richiesti dal DPR 19/2016 possono essere conseguiti durante il corso di laurea (triennale, specialistica, magistrale), tramite corsi post-lauream (scuole di specializzazione, master universitari etc.), tramite corsi singoli universitari»
(15 settembre 2016)

Accesso al TFA per il sostegno e insegnamento nelle classi A-48 e A-49

Domanda: Salve, vorrei sapere quali sono le laure magistrali riconosciute per poter accedere al TFA di sostegno. Io ho la laurea magistrale in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate; con questa laurea posso accedere solo per le classi di educazione fisica o anche per il sostegno?
La ringrazio anticipatamente della risposta.

Risposta: Quello che viene normalmente chiamato TFA per il sostegno in realtà è un corso universitario di specializzazione sul sostegno di durata annuale (ex-art. 13 del DM n. 249/2010) al quale si può accedere esclusivamente essendo in possesso di abilitazione all’insegnamento, che – questa sì – si consegue tramite Tirocinio Formativo Attivo (TFA).
Con la sua laurea LM 67-Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate può accedere direttamente all’insegnamento (e quindi anche al relativo TFA) alle classi di concorso A-48 Scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 29/A) e A-49 Scienze motorie e sportive nella scuola secondaria di I grado (ex 30/A).
Il DM n. 93/2016, al comma 1 dell’art. 2, ha stabilito un “ambito disciplinare verticale”, individuato con il codice AD02, per «aggregazione delle classi A–48 (Scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di II grado) e A–49 (Scienze motorie e sportive nella scuola secondaria di I grado)». A proposito di abilitazione (e quindi di TFA), ha poi disposto (comma 2) che: «Ai fini delle procedure di abilitazione, a ciascuno degli ambiti di cui al comma 1 corrispondono prove comuni, atte a valutare la preparazione disciplinare dei candidati sugli insegnamenti ricompresi nell’ambito disciplinare, una stessa graduatoria di merito e un percorso di abilitazione unificato, strutturato al fine di garantire sia la comune acquisizione delle competenze didattico-disciplinari sia lo svolgimento di periodi di tirocinio nelle scuole secondarie di I e II grado. Il possesso dei titoli di accesso a una delle classi di concorso dei predetti ambiti consente la partecipazione alle procedure selettive, l’eventuale frequenza del percorso comune e il conseguimento delle relative abilitazioni». In sostanza, con la sua laurea potrà accedere al TFA per questo ambito disciplinare conseguire l’abilitazione sia per la A-48 che per la A-49. Solo dopo aver conseguito l’abilitazione potrà accedere alla specializzazione sul sostegno.
(12 settembre 2016)

Obblighi dei vincitori di concorso che non rientrano nelle immissioni in ruolo a.s. 2016/17

Domanda: Sono una vincitrice di concorso per la classe di concorso di Tedesco. Ieri sera è stato pubblicato l'elenco del personale docente destinatario di contratti a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2016/2017 per la mia classe di concorso (link). I docenti interessati si collocano dalla posizione 1ª alla posizione 6ª. Io mi trovo alla posizione 15ª, perciò immagino che non dovrò fare nulla se non attendere ulteriori comunicazioni nel caso in cui si prosegua con la graduatoria per mancata accettazione dei primi docenti destinatari nominati, giusto?

Risposta: La nota dell’USR Lombardia è chiaramente rivolta ai soli primi 6 della graduatoria di merito, quindi lei non deve fare nulla per il momento; tenga però presente la raccomandazione dell’ultimo capoverso: «Si precisa che le comunicazioni ufficiali da parte dell’Amministrazione avverranno tramite la pubblicazione sul sito dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (www.istruzione.lombardia.gov.it). Pertanto si raccomanda a tutti gli aspiranti di verificare accuratamente e puntualmente, a tutela del proprio interesse, lo stato delle pubblicazioni»; tenga d’occhio anche lei il sito per essere informata di eventuali altre comunicazioni, che magari potrebbero riguardarla.
(12 settembre 2016)

Quale piano di studi per insegnare italiano Lingua2 agli stranieri?

Domanda: Salve, sono una studentessa iscritta al secondo anno di mediazione linguistica e, dovendo fare degli esami a scelta, mi piacerebbe integrare degli esami che poi possano permettermi di considerare in un futuro anche la strada dell'insegnamento dell'italiano agli alloglotti. Vorrei sapere il numero di crediti e quali esami sono richiesti e se, soprattutto, dopo aver acquisito questi crediti è comunque necessario svolgere il DITALS.
Grazie anticipatamente

Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, per accedere alla classe i nuova istituzione A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera deve conseguire una delle lauree magistrali elencate nella quinta colonna alle pagine 19 e 20 della suddetta Tabella A. Nel curricolo degli esami debbono essere compresi almeno 72 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui: 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in L-LIN/02; 12 CFU in L-FIL- LET/12; e almeno 6 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/04; 6 CFU in M-GGR/01; 6 CFU in tra L-ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04. Se tali crediti non sono compresi nel curricolo accademico quinquennale, può reperirli successivamente come esami singoli. Inoltre, la norma richiede anche il conseguimento di uno dei titoli di specializzazione italiano L2 individuati dal DM n. 92/2016.
(10 settembre 2016)

Insegnante di sostegno e sostituzione dei colleghi assenti

Domanda: L'insegnante di sostegno può essere chiamato a sostituire un collega assente? Può sostituire il collega curriculare nella propria classe? Grazie.

Risposta: L’insegnante di sostegno, secondo quanto richiamato dall’art. 15 dell’OM n. 90/2001 e dal DPR n. 122/2009, sono docenti contitolari della classe, ai quali è affidata la cura particolare di un allievo. Le Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, pubblicate dal MIUR con Nota prot. n. 4274/2009, ricorda che «l'insegnante per le attività di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzioni se non quelle strettamente connesse al progetto d'integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l’efficacia di detto progetto». Quanto alle supplenze, la Nota MIUR prot. n. 9839/2010, relativa alle supplenze temporanee dei docenti, sottolinea che «appare opportuno richiamare l’attenzione sull’opportunità di non ricorrere alla sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili».
Da quanto sopra deriva che l’insegnante di sostegno può essere utilizzato per le supplenze esclusivamente nelle ore in cui è a disposizione. In nessun caso può essere distolto dalla cura del proprio allievo per effettuare una supplenza in altra classe né, tanto meno, sostituite il docente curricolare contitolare della classe.
(8 settembre 2016)

Come si calcolano i 36 mesi di precariato?

Domanda: Buona sera, ho sentito dire che non si possono fare più di 36 mesi di precariato nelle graduatorie d'istituto. Ma si tratta di 36 mesi continuativi? Come sempre grazie per la puntualità delle vostre risposte.

Risposta: Il comma 131 della legge n. 107/2015 stabilisce che: «A decorrere dal 1º settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi». Come vede, innanzitutto il conteggio dei 36 mesi inizia dal 1° settembre di quest’anno; la norma non è retroattiva, cioè non tiene conto di supplenze svolte in anni precedenti.
Quanto ai 36 mesi, il conteggio viene esplicitamente riferito a «contratti a tempo determinato stipulati… per la copertura di posti vacanti e disponibili», ovvero di supplenze annuali, fino al 31 agosto; talvolta, anche per supplenze fino al termine delle lezioni (30 giugno), se il posto è vacante e disponibile. Risultano quindi escluse dal computo le supplenze temporanee assegnate in corso d’anno, in quanto disposte per sostituzione su posti non vacanti. Da ultimo, i 36 mesi possono essere «anche non continuativi».
In sostanza: il limite dei 36 mesi corrisponde a tre anni di contratti annuali, anche non continuativi.
(7 settembre 2016)

Priorità nell’assegnazione provvisoria per docente coniuge di militare trasferito

Domanda: Un'insegnante con sede di titolarità a Roma, avendo il marito trasferito in altra città per servizio in quanto militare capitaneria di porto, usufruisce della priorità dell'assegnazione provvisoria rispetto ad altri oppure viene messa nel calderone delle assegnazioni, non usufruendo di alcun privilegio?

Risposta: Sì, fruisce di priorità, anche con eventuale messa a disposizione in caso di mancata assegnazione. L’art. 8, comma 1 – punto VI, del CCNI sulle utilizzazioni per l’a.s. 2016/17 prevede esplicitamente una particolare precedenza per le assegnazioni provvisorie per il personale docente coniuge o convivente di militare trasferito d’ufficio per servizio (non valida per trasferimenti semplici a richiesta). In caso di mancata assegnazione provvisoria effettiva per mancanza di posti, la docente potrà essere impiegata anche su attività progettuali dell’organico dell’autonomia o messa a disposizione della scuola.
(2 settembre 2016)

Esame di idoneità per accedere ad altro istituto di allievo non promosso

Domanda: Un allievo che ha frequentato la terza classe del liceo scientifico nell’a.s. 2015/16, con giudizio sospeso agli scrutini di giugno, dopo aver sostenuto le prove di verifica con esito negativo nel mese di agosto, il primo settembre ha chiesto di sostenere, con regolare domanda, l'esame di idoneità presso l’Istituto Commerciale per poter frequentare il prossimo anno la quarta classe. Chiedo se secondo la normativa vigente la richiesta è ammissibile.

Risposta: Non è possibile in quanto il passaggio da un indirizzo ad un altro può avvenire solo dopo il superamento di esami integrativi, e non di idoneità. Il riferimento normativo e ancora oggi l’OM n. 90/2001, che è stata confermata sostanzialmente anche nelle diverse ordinanze successive. In particolare, il comma 1 dell’art. 24, relativo agli esami integrativi, stabilisce che «Gli alunni ed i candidati promossi in sede di scrutinio finale o di esami di idoneità a classi di istituti di istruzione secondaria superiore possono sostenere, in un'apposita sessione speciale e con le modalità di cui ai precedenti articoli, esami integrativi per classi corrispondenti di scuola di diverso ordine, tipo o indirizzo su materie o parti di materie non comprese nei programmi del corso di studio di provenienza. Detta sessione deve avere termine prima dell'inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo». Mentre al comma 2 precisa: «Gli alunni che non hanno conseguito la promozione o l'idoneità alle classi suindicate possono sostenere in scuole di diverso ordine, tipo o indirizzo, esami integrativi soltanto per classe corrispondente a quella frequentata con esito negativo; analogamente i candidati esterni che non hanno conseguito l'idoneità possono sostenere gli esami integrativi soltanto per classe corrispondente a quella cui dà accesso il titolo di studio posseduto».
Del resto, se così non fosse si tratterebbe di un modo piuttosto “comodo” per aggirare ogni volta le mancate promozioni…
(2 settembre 2016)

Insegnare italiano e latino con la laurea in archeologia

Domanda: Sono laureata in LM 2-Archeologia nell’anno anno accademico 2014/2015. Ho verificato che anche se hanno accettato la laurea in archeologia non posso insegnare molto... per Storia niente da fare, per Letteratura italiana dovrei recuperare diversi CFU e proprio per tale motivo le chiedo un aiuto. Nello specifico, per accedere alle classi A-11, A-12 e A-22 che esami mi servono? La ringrazio anticipatamente.

Risposta: In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea magistrale LM 2-Archeologia può accedere alle seguenti classi di concorso:
- A-11 Discipline letterarie e latino, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 96 crediti nei settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02 o 03; 12 CFU in M-STO/01 o 02 o 04.
- A-12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 84 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 12 CFU in L- FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
- A-13 Discipline letterarie, latino e greco, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 120 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR e L-ANT di cui: 24 CFU in L-FIL-LET/02; 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FILLET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN 01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02; 12 CFU in L-ANT/03.
- A-21 Geografia, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare M-GGR di cui 24 CFU in M-GGR/01; 24 CFU in M-GGR/02.
- A-22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 CFU in LFIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01 (Glottologia e linguistica); 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU tra LANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04.
- A-54 Storia dell’arte, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in LART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Confronti il suo curricolo con quanto sopra riportato, per verificare le sue immediate possibilità; se carente di CFU potrà recuperarli presso qualsiasi sede universitaria italiana. Tanto vale anche in vista del TFA che sta per essere bandito; infatti, per potervi accedere deve essere in possesso dei requisiti necessari entro il termine di presentazione della domanda di partecipazione alle prove di selezione.
(31 agosto 2016)

La quota dei 500 euro non spesa è persa o resta disponibile anche in seguito? Come si rendiconta?

Domanda: A fine anno scolastico non ho utilizzato completamente la cifra di 500 euro del bonus per i docenti. L'anno prossimo potrò usufruire della cifra non utilizzata quest'anno?
Grazie

Risposta: L’art. 3 del DPCM 23 settembre 2015, relativo alle modalità di assegnazione e di utilizzo della Carta elettronica del docente, al comma 3 stabilisce che: «La cifra residua eventualmente non utilizzata da ciascun docente nel corso dell'anno scolastico di riferimento rimane nella disponibilità della Carta dello stesso docente per l'anno scolastico successivo a quello della mancata utilizzazione». In sostanza, se al 31 agosto 2016 non ha utilizzato tutta la cifra di 500 euro assegnati per l’a.s. 2015/16, il residuo si somma con i 500 euro che verranno assegnati con la Carta per l’a.s. 2016/17; il totale risultante potrà essere speso nel corso del nuovo anno scolastico. Tenga conto che il MIUR, con Nota prot. n. 12228 del 29 agosto 2016, ha comunicato che le spese sostenute dai docenti destinatari del bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale a.s. 2015/16, fermo restando il termine del 31 agosto 2016 per effettuare gli acquisti, si potranno rendicontare quest’anno fino al 15 ottobre prossimo. Alla Nota è allegato il Modello A per la rendicontazione da parte del docente.
(29 agosto 2016)

Quali soni i requisiti per insegnare latino nei licei con una laurea in Filologia moderna?

Domanda: Sono una studentessa che sta per iscriversi all'università e, in virtù della mia volontà di insegnare una volta conseguita la laurea e tutte le abilitazioni successive, volevo porgerle delle domande, alle quali spero potrà aiutarmi a trovare una risposta.
Vorrei iscrivermi al corso di laurea "Letteratura Musica e Spettacolo" (L10), la classe di appartenenza è la stessa dei corsi in Lettere moderne o lettere classiche: se seguita da un'adeguata laurea specialistica in filologia moderna (LM-14), è valida per la classe di concorso A-11 (Discipline letterarie e latino)? Ho controllato i CFU necessari per la classe di concorso A-11 e mancherebbe solamente un esame (L-ANT/02 o 03): è possibile dare un esame che non rientri nel piano degli studi per raggiungere i CFU necessari?
Altra domanda: ho letto sempre sul suo sito che i CFU necessari per la classe di concorso A-11 sono i seguenti: 96 crediti nei settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN 01, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02 o 03, 12 M-STO/01 o 02 o 04.
Questi crediti sono da conseguire durante un percorso quinquennale (quindi distribuiti tra laurea triennale e laurea magistrale) o solamente durante uno dei due percorsi di studio?

Risposta: Per l’accesso all’insegnamento è necessario conseguire una laurea di secondo livello. Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con una laurea magistrale LM 14-Filologia moderna si può accedere alla classe di concorso A–11 Discipline letterarie e latino, a condizione che il curricolo degli esami contenga – come da lei correttamente rilevato – almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02 o 03; 12 CFU in M-STO/01 o 02 o 04. Tali crediti possono essere conseguiti in tutto il percorso accademico quinquennale, predisponendo adeguatamente il piano degli studi. Controlli attentamente il curricolo standard della L-10 e della LM 14 ed eventualmente chieda alla segreteria di facoltà come costruire un piano di studi che le consenta di conseguire i crediti necessari. Tenga inoltre conto che, sempre in base alla citata Tabella A, bilanciando opportunamente i crediti necessari per la classe A-11 può adeguatamente accedere anche alle classi:
A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 84 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN 01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04;
A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 CFU in LFIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01 (Glottologia e linguistica); 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU tra LANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04.
Le condizioni sopra riportate sono quelle valide al momento per l'acceso all'insegnamento e al Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento. È però possibile che durante il suo percorso accademico intervengano nuove normative (attualmente in fase di definizione da parte del ministero dell'istruzione) che richiederanno altri esami specifici per l'accesso ai ruoli della scuola statale. Al momento le indiscrezioni non sono attendibili, ma nel giro di pochi mesi la nuova normativa potrebbe essere definita. Iniziando lei ora il percorso accademico avrà tutto il tempo di correggere il suo piano di studi secondo le eventuali nuove disposizioni. Segua le news sul nostro sito (www.diesse.org) per essere costantemente aggiornata in proposito.
(29 agosto 2016)

Come fare per insegnare con una laurea in Giurisprudenza di vecchio ordinamento

Domanda: Sono laureata in giurisprudenza vecchio ordinamento, nell'anno 2004, abilitata all'esercizio della professione forense nel 2011, nel mio piano di studi universitario ho sostenuto gli esami di economia politica e di storia economica, vorrei sapere in questa situazione cosa posso fare per poter insegnare? Dovrei sostenere altri esami? È necessaria l'abilitazione o iscrivendosi adesso in terza fascia avrei comunque delle possibilità?
Ringrazio in anticipo per l'attenzione.

Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea di vecchio ordinamento in Giurisprudenza può accedere all’insegnamento nella classe di concorso A–46 Scienze giuridico–economiche (ex 19/A) purché il piano di studi seguito abbia compreso un corso annuale (o due semestrali) in ciascuna delle seguenti aree: economia politica, politica economica, economia aziendale, statistica economica; tanto, infatti, stabilisce la Nota (1) riportata in sesta colonna a pag. 41 della Tabella A. In base alla Tabella A/1 allegata al DPR n. 19/2016, a dette aree afferiscono rispettivamente i seguenti corsi:
economia politica: Analisi economica, Istituzioni di economia, Storia dell'economia politica;
politica economica: Politica del lavoro, Politica economica europea, Programmazione economica;
economia aziendale: Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, Economia delle imprese pubbliche, Programmazione e controllo delle amministrazioni pubbliche;
statistica economica: Statistica, Storia della statistica.
Controlli attentamente il suo piano degli studi per verificare se è presente almeno un esame per ciascuna delle quattro aree. Qualora risultassero mancare degli esami, per poter accedere all’insegnamento dovrà reperirli tramite corsi singoli scelti nelle rispettive aree, tenendo conto che le denominazioni attuali sono leggermente diverse da quelle sopra riportate (dovrà chiedere le equivalenze alla segreteria di facoltà della sede universitaria che sceglierà) e che per ciascuno dei mancanti dovrà scegliere un corso da 12 CFU, che corrispondono ad una annualità o due corsi da 6 CFU (semestrali).
Gli stessi requisiti necessari per l’insegnamento valgono per l’accesso alle prove di selezione per il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per conseguire l’abilitazione all’insegnamento, condizione imprescindibile per poter partecipare ai concorsi a cattedra ordinari per l’assunzione a tempo indeterminato sia nella scuola statale che paritaria. Il terzo ciclo di TFA sta per essere bandito, ma non potrà accedervi se non sarà in regola con i requisiti di cui sopra entro la data di scadenza della domanda di partecipazione.
Dal prossimo anno scolastico, per effetto delle disposizioni della legge n. 107/2015 della cosiddetta “buona scuola”, ai non abilitati non sarà più possibile iscriversi nelle Graduatorie di Istituto in quanto la III fascia è stata soppressa. Per insegnare senza abilitazione chi è in possesso dei requisiti può depositare nelle scuole una dichiarazione di “messa a disposizione” per le supplenze temporanee.
(25 agosto 2016)

Laurea in Biosicurezza e Qualità: cosa posso insegnare?

Domanda: Sono laureando magistrale al corso di laurea Biosicurezza e Qualità degli alimenti e il suddetto corso é interclasse fra LM 7 e LM 70. In sede di domanda di laurea bisogna scegliere una delle due classi.
Mi chiedo se, ai fini di insegnamento e classi di concorso, pur avendo scelto una classe di laurea, posso insegnare anche le materie relative all'altra, dato che comunque il corso di laurea è interclasse e i contenuti dovrebbero, almeno in teoria, preparare sia per l'una che per l'altra classe di laurea.

Risposta: Ai fini dell’accesso all’insegnamento la scelta dell’una o dell’altra non è indifferente. La normativa vigente, infatti, prevede in un solo caso l’intercambiabilità delle due classi di laurea, mentre distingue nettamente in tutti gli altri. Per poter effettuare la scelta in funzione anche dell’insegnamento occorre riferirsi alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, la quale stabilisce chiaramente che l’unica classe di concorso accessibile ad entrambe le classi di laurea LM 7-Biologie agrarie e LM 70-Scienze e tecnologie alimentari è la A-31 Scienze degli alimenti (senza bisogno di specifici crediti aggiuntivi), che riguarda gli insegnamenti negli istituti tecnici e professionali.
Dalla medesima Tabella A si rileva, invece, che con la LM 7-Biologie agrarie (ma non con la LM 70) si può accedere direttamente alle classi di concorso A–28 Matematica e scienze (nella secondaria di I grado) e A-50 Scienze naturali, chimiche e biologiche (secondaria di II grado).
Diversamente, con la LM 70-Scienze e tecnologie alimentari (ma non con la LM 7) si può accedere direttamente alle classi A–34 Scienze e tecnologie chimiche, A-51 Scienze, tecnologie e tecniche agrarie, A-52 Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali (tutte della secondaria di II grado) e A-60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.
Come vede, dal punto di vista dell’insegnamento è preferibile scegliere la classe LM 70 in quanto offre maggiori possibilità.
(20 agosto 2016)

Laurea in Veterinaria e insegnamento

Domanda: Buon giorno. Ho 42 anni e una laurea in Medicina veterinaria ottenuta nel 2000 a Torino. Ho sempre fatto la libera professione ma ora non riesco più a svolgerla. Mi sembra di aver capito, da informazioni raccolte on-line, che posso solo sperare di venire inserita nelle graduatorie delle supplenze negli Istituti Agrari per la materia di Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali. Volevo chiedere se questo è corretto, se ho diritto a fare domanda per il ruolo di insegnante di sostegno, se posso fare qualche concorso pubblico che mi dia qualche certezza maggiore di impiego. Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Risposta: 1) Sì, è corretto: in base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016 con la laurea in Medicina veterinaria può accedere direttamente agli insegnamenti degli istituti tecnici e professionali agrari relativi alla classe di concorso A-52 Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali (per il dettaglio di scuole e insegnamenti si veda l’ultima colonna di pag. 46 della Tabella in corrispondenza della classe A-52).
2) Per accedere all’insegnamento sul sostegno occorre una specializzazione specifica per conseguire la quale occorre essere in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, che si ottiene con un anno di Tirocinio Formativo Attivo (TFA). Tanto vale anche per accedere ai concorsi ordinari per l’accesso ai ruoli della scuola statale. Il prossimo ciclo di TFA sta per essere bandito (presumibilmente il prossimo mese); le consigliamo di fare domanda per le prove di selezione, avendo lei i requisiti sufficienti.
Al momento, per insegnare potrebbe inviare alle scuole di cui sopra (non c’è alcun limite di provincia o regione) una dichiarazione di “messa a disposizione” per le supplenze, indicando il titolo di laurea e la classe di concorso; i moduli fac-simile si trovano sui siti degli Uffici Scolastici Territoriali (gli ex-provveditorati agli studi). Per poter entrare nelle Graduatorie di Istituto per le supplenze (al loro rinnovo triennale che cade nella primavera 2017) dovrà invece conseguire necessariamente l’abilitazione con TFA.
(19 agosto 2016)

Esoneri e semiesoneri dei collaboratori del dirigente scolastico

Domanda: Salve. Sono stata un primo collaboratore del DS. Per il nuovo anno scolastico 2016/2017 la mia scuola, un circolo didattico con 23 classi primaria e 6 di scuola dell'infanzia, andrà in reggenza; se dovessi essere riconfermata primo collaboratore mi spetta il semi esonero? Se sì per quante ore dovrei insegnare e quante a disposizione della direzione?

Risposta: Esoneri e semiesoneri dei collaboratori vicari non sono più possibili. La legge di Stabilità 2015 ha infatti abrogato, a partire dall’a.s. 2015/16, l’art. 459 del dlgs n. 297/1994 che stabiliva le modalità per ottenere l'esonero o il semi esonero per il docente vicario. Successivamente, la legge n. 107/2015 (della cosiddetta “buona scuola”) ha disciplinato la materia relativa ai collaboratori della dirigenza stabilendo che il dirigente scolastico può individuare fino al 10% dei docenti collaboratori sul piano organizzativo e didattico all’interno dell’organico dell’autonomia, con ciò facendo scomparire la figura del vicario (esonero o semiesonero essendo già stati abrogati). Per l’a.s. 2015/16 il MIUR aveva sospeso l’attuazione della nuova disposizione, prorogando la vecchia normativa. Per il prossimo a.s. 2016/17, a meno che il MIUR non intervenga nuovamente con un’ulteriore deroga alla legge di Stabilità 2015, non ci sono le condizioni per reintrodurre gli esoneri (o semiesoneri).
(18 agosto 2016)

È possibile insegnare italiano nei licei senza dover studiare latino all’università?

Domanda: Quest'anno mi volevo inscrivere alla facoltà di lettere e poi conseguire la laurea magistrale in lettere moderne che non prevede lo studio del latino. La mia domanda è se per insegnare in un liceo sia necessario integrare nel mio piano di studio esami di latino oppure no. Grazie.

Risposta: Non è possibile. Infatti, la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, stabilisce che per insegnare lettere nei licei è necessario conseguire una delle lauree magistrali previste per la classe di concorso per l’insegnamento A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, individuabili nella quinta colonna di pag. 11 della tabella stessa. Come può agevolmente verificare, quasi tutte le lauree magistrali elencate rimandano alla Nota (7) che stabilisce i crediti che è necessario inserire nel piano di studi per ottenere l’accesso agli insegnamenti in tale classe di con corso. Fra questi sono richiesti 12 CFU del settore scientifico-disciplinare L-FIL-LET/04, corrisponde a Lingua e letteratura latina. Tanto vale anche per la magistrale LM 39-Linguistica, che nella Nota (8) cui fa riferimento prevede analogamente la presenza di 12 CFU in L-FIL-LET/04.
La condizione non cambia nemmeno per l’insegnamento di lettere nella secondaria di primo grado (ex-scuola media), in quanto la relativa classe di concorso per l’insegnamento, la A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, richiede tutte lauree magistrali (quinta colonna di pag. 19) che debbono contenere nel piano di studi 12 CFU in L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina.
(28 luglio 2016)

Quali requisiti sono necessari per insegnare matematica con una laurea in ingegneria civile?

Domanda: Buongiorno, ho conseguito una laurea triennale in ingegneria civile con curriculum generale secondo l'ordinamento 730/2002 e successivamente ho conseguito una laurea magistrale in ingegneria civile curriculum strutturistico secondo il nuovo ordinamento. Vorrei insegnare matematica, fisica ed eventualmente scienza delle costruzioni e, secondo la tabella A del DPR 19/2016 mi sembra di capire di dover aver acquisito almeno 24 crediti nel settore FIS/01 e 80 crediti nei settori MAT/02, 03, 05, 06, 08 per poter accedere al TFA, mentre per scienza delle costruzioni non è indicato nulla. Con i miei corsi di studio ho acquisito 16 CFU in FIS/01 e 26 CFU nei diversi settori MAT (ho anche 5 CFU nel settore MAT/07 ma mi sembra di capire che non sia riconosciuto). Vorrei capire come potrei procedere per entrare nel mondo dell'insegnamento. Vorrei capire dove rivolgermi per sapere quali corsi integrativi seguire per acquisire i CFU mancanti e, successivamente, come iscrivermi al TFA.
Inoltre non mi è del tutto chiara la posizione che si assume una volta ottenuta l'eventuale abilitazione all'insegnamento e se sia possibile iscriversi al TFA contemporaneamente per le tre classi di insegnamento di mio interesse.
Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti.


Risposta: In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016 per insegnare nella classe di concorso A–26 Matematica con la laurea magistrale LM 23-Ingegneria civile nel curricolo degli esami debbono essere compresi almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari MAT/02, /03, /05, /06, /08, mentre per insegnare nella classe A–20 Fisica il curricolo degli esami deve comprendere almeno 24 crediti nel settore scientifico disciplinare FIS/01. In mancanza di uno o più crediti fra quelli richiesti dovrà procedere all’integrazione frequentando corsi singoli presso una qualsiasi delle università italiane che li offrono.
Per quanto riguarda la classe A-37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica con la sua laurea LM 23 ha accesso diretto ai relativi insegnamenti.
Quanto al TFA, potrà partecipare alle relative prove di selezione solo e soltanto a condizione di essere in possesso dei requisiti richiesti dalla Tabella A entro la data di scadenza della domanda di partecipazione. Poiché il prossimo TFA (terzo ciclo) sta per essere bandito, non farà in tempo a conseguire nei termini i CFU che le mancano; d’altra parte, pur potendo partecipare alle selezioni di più di una classe di concorso, poi potrà svolgere il TFA per una sola classe di esse. Le conviene quindi per il momento puntare sulla sola classe A-37, per la quale ha sicuramente titolo. Per l’iscrizione alle prove di selezione del TFA occorre attendere la pubblicazione del bando, che conterrà relativi termini e modalità.
Il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento è condizione imprescindibile sia per partecipare ai concorsi a cattedre ordinari per l’assunzione in ruolo, sia per potersi iscrivere nelle Graduatorie di Istituto (GdI) per le supplenze; dal prossimo anno, infatti, per effetto della legge n. 107/2015 non sarà più possibile accedere alle GdI per coloro che non sono in possesso dell’abilitazione.
(20 luglio 2016)

Insegnare nella A-12 con una laurea in Filologia moderna e 12 CFU di Lingua e letteratura latina

Domanda: Salve. Nel 2011 ho conseguito una laurea in lettere, indirizzo moderno riconosciuta come laurea specialistica 16/S (filologia moderna) nella quale ho sostenuto un esame di Lingua e letteratura latina (12 crediti). Con tali crediti e laurea posso insegnare nella A12?. Grazie.

Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea specialistica LS 16-Filologia moderna può accedere alla classe di concorso A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 50/A) a condizione che nel piano degli studi siano presenti almeno 84 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04. Secondo l’Allegato A al DM 4 ottobre 2000, i 12 CFU in L-FIL-LET/04 corrispondono al corso di “Lingua e letteratura latina” che lei ha sostenuto (può verificare il codice dell’esame in questione nel certificato degli esami). Se è in regola con gli altri CFU richiesti, può sicuramente accedere agli insegnamenti previsti dalla classe di concorso A-12 e, quindi, anche relativo TFA per l’abilitazione all’insegnamento. In caso di carenza di CFU, potrà recuperarli attraverso esami singoli presso qualsiasi sede universitaria che li contenga nella sua offerta formativa.
Le ricordo che il possesso di tutti i requisiti sopra indicati è condizione necessaria per poter insegnare con detta classe di concorso. Inoltre, il possesso dell’abilitazione all’insegnamento è condizione indispensabile per accedere ai concorsi ordinari per l’assunzione a tempo indeterminato nelle scuole dello stato e paritarie, oltre ad essere necessario per potersi iscrivere nelle Graduatorie di Istituto (GdI) per le supplenze temporanee.
(19 luglio 2016)

Cosa posso insegnare con una laurea in Scienze delle pubbliche amministrazioni

Domanda: Salve, ho conseguito la Laurea triennale in Scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione (L16) e successivamente la Laurea Specialistica in Scienze delle Pubbliche amministrazioni (LM63), entrambe presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali. Volevo chiedere a quali classi di concorso potrei accedere e quali materie dovrei eventualmente integrare laddove ciò sia possibile. Grazie.

Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea specialistica LM 63-Scienze delle pubbliche amministrazioni può accedere esclusivamente alla classe di concorso A–46 Scienze giuridico–economiche, a condizione che nel piano degli studi siano presenti almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 CFU in SECS-P/01; 12 CFU in SECS-P/02; 12 CFU in SECS-P/07; 12 CFU in SECS-S/03; 12 CFU in IUS-01; 12 CFU in IUS-04; 12 CFU in IUS-09; 12 CFU in IUS–10. Controlli il suo certificato degli esami sostenuti per verificare se è in possesso di tutti requisiti di cui sopra. Qualora fosse in difetto di CFU potrà recuperarli tramite esami singoli preso una qualsiasi università italiana che li offra nel proprio piano formativo.
(15 luglio 2016)

Insegnare italiano alle medie con la laurea in Storia dell’arte

Domanda: Sono laureata in Storia dell'Arte (95/S) dal 2010. So che la mia classe di concorso è la ex 61/A, ora A-54. Volevo sapere se posso accedere anche ad altre classi di concorso. Inoltre mi piacerebbe insegnare italiano e storia nelle scuole secondarie di I grado. Come verifico gli esami integrativi alla mia laurea per poter accedere a quella classe di concorso? Grazie.

Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea specialistica LS 95-Storia dell’arte può accedere alle seguenti classi di concorso:
A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 48 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-ART e M-FIL di cui 12 CFU in L-ART/03 o M-FIL/04; 12 CFU in L-ART/04; 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in L-ART/01 o 02 o 04 e deve essere congiunta a diploma di maturità artistica o diploma di liceo artistico (tutti gli indirizzi) o diploma di maturità d’arte applicata o diploma di maturità professionale per tecnico della grafica e della pubblicità o diploma di istituto tecnico (settore tecnologico – indirizzo Grafica e Comunicazione) o diploma per tecnico della cinematografia e della televisione o diploma di istituto professionale (settore industria e artigianato-indirizzo produzioni industriali e artigianali - articolazione industria - opzione produzioni audiovisive) o diploma di maturità scientifica;
A–11 Discipline letterarie e latino, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02 o 03; 12 CFU in M-STO/01 o 02 o 04;
A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 84 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN 01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04;
A–13 Discipline letterarie, latino e greco, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 120 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR e L-ANT di cui: 24 CFU in L-FIL-LET/02; 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02; 12 CFU in L-ANT/03;
A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 60 crediti nel settore scientifico-disciplinare ICAR/17;
A–21 Geografia, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare M-GGR di cui 24 CFU in M-GGR/01; 24 CFU in M-GGR/02;
A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 CFU in LFIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01 (Glottologia e linguistica); 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU tra LANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04;
A–53 Storia della musica (nuova classe), a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare L–ART/07;
A–54 Storia dell’arte (ex 61/A), a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in LART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
In base al suo curricolo degli esami, può verificare a quale delle classi di concorso sopra elencate può accedere.
Se dovesse essere in difetto di alcuni dei CFU richiesti per una data classe di con corso, potrà recuperarli tramite esami singoli presso una qualsiasi università italiana.
(11 luglio 2016)

In che cosa consistono le tre prove selettive per il TFA e il relativo corso?

Domanda: Buongiorno, ho un diploma in scenografia conseguito nel 1992 all’Accademia di Belle Arti, unito ad un diploma di maturità artistica e vorrei abilitarmi in discipline grafiche, pittoriche e scenografiche. Volevo chiedere in che cosa consistono le tre prove selettive del TFA. Sono prove di accesso uguali per tutti i candidati? Vanno prodotti anche materiali come articoli sui propri lavori?
Inoltre vorrei sapere, una volta superate le prove, in che cosa consiste il TFA? Grazie.


Risposta:
1) Il DM n. 249/2010 ha dettato le norme attualmente in vigore per quanto riguarda il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) a fini abilitanti. In particolare, l’art. 15 (commi dal 5 al 14) definisce le modalità di accesso al TFA e le relative tre prove di selezione. La prima prova di selezione è costituita da «un test preliminare a carattere nazionale», cui seguono «una prova scritta e una prova orale»; «i programmi delle prove e le modalità di svolgimento del test preliminare sono definiti annualmente con uno o più decreti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca» (c. 5). Al test nazionale viene attribuito un punteggio massimo di 30 punti, analogamente allo scritto, mentre all’orale vengono attribuiti massimo 20 punti; «ulteriori punti possono essere attribuiti per titoli di studio, di servizio e pubblicazioni» (c. 6). Il test nazionale è uguale per tutte le classi di concorso ed è costituito «da domande a risposta chiusa con 4 opzioni di tipologie diverse, incluse domande volte a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi» (c. 7); «per essere ammesso alla prova scritta il candidato deve conseguire una votazione maggiore o uguale a 21/30» (c. 8). La prova scritta «consta di domande a risposta aperta relative alle discipline oggetto di insegnamento delle relative classi di concorso» ed è predisposta dalla sede universitaria di riferimento (c. 9). All’orale si accede con «una votazione maggiore o uguale a 21/30» (c. 10) e la prova «è organizzata tenendo conto delle specificità delle varie classi di laurea» e «nel caso di classi di abilitazione affidate al settore dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica la prova orale può essere sostituita da una prova pratica»; l’orale è superato con «una votazione maggiore o uguale a 15/20» (c. 11). Il superamento dell’orale «è condizione imprescindibile per l'accesso al tirocinio formativo attivo» (c. 12). Servizio, titoli di studio e pubblicazioni, con i relativi punteggi, sono riportati nel comma 13; in particolare, la lettera f) stabilisce che per «pubblicazioni o altri titoli di studio strettamente inerenti ai contenuti disciplinari della classe di abilitazione», sono attribuiti un massimo di 4 punti.
La graduatoria degli ammessi al TFA viene formata «sommando, ai punteggi conseguiti dai candidati che hanno superato il test preliminare, la prova scritta e la prova orale, …il punteggio attribuito all'esito della valutazione dei titoli dai medesimi presentati».
2) La struttura del TFA è definita all’art. 10 del DM n. 249/2010; comprende quattro gruppi di attività: «a) insegnamenti di scienze dell'educazione; b) un tirocinio indiretto e diretto di 475 ore, pari a 19 crediti formativi, svolto presso le istituzioni scolastiche sotto la guida di un tutor secondo quanto previsto dall'articolo 11, comma 1, in collaborazione con il docente universitario o delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui al comma 6; le istituzioni scolastiche progettano il percorso di tirocinio, che contempla una fase osservativa e una fase di insegnamento attivo, di concerto col consiglio di corso di tirocinio al fine di integrare fra loro le attività formative; almeno 75 ore del predetto tirocinio sono dedicate alla maturazione delle necessarie competenze didattiche per l'integrazione degli alunni con disabilità. c) insegnamenti di didattiche disciplinari che, anche in un contesto di laboratorio, sono svolti stabilendo una stretta relazione tra l'approccio disciplinare e l'approccio didattico; d) laboratori pedagogico-didattici indirizzati alla rielaborazione e al confronto delle pratiche educative e delle esperienze di tirocinio».
(19 giugno 2016)

Laurea in lettere di vecchio ordinamento ed esami mancanti per insegnare e accedere al TFA

Domanda: Buongiorno,
avrei un quesito da porvi relativo alla mia classe di concorso. Mi sono laureata il Lettere Moderne nel 1999, quindi col vecchio ordinamento. Qualche anno fa, quando decisi di inserirmi in graduatoria, mi recai presso il Provveditorato per chiedere sei il mio piano di studi fosse sufficiente per insegnare lettere nelle scuole secondarie di I grado. Mi fu stampato un modulo che faceva riferimento al Decreto Ministeriale 354 del 10 agosto 1998. Tale Decreto prevedeva, per i laureati entro il 2001 i seguenti esami: due esami di letteratura italiana, uno di storia e uno di geografia. Iniziai quindi ad insegnare fino a quando la segretaria di una scuola nella quale avevo presentato i moduli per l'inserimento in graduatoria, mi inviò una raccomandata nella quale mi si diceva che non ero in possesso degli esami per poter insegnare.
Vari sindacati hanno analizzato la cosa senza mai darmi una risposta certa; in effetti il Decreto dice una cosa ma forse quelli successivi....insomma sono anni che vivo nel limbo.
Vorrei inoltre sapere se, nel caso dovessi sostenere esami integrativi, potrei comunque inserirmi contemporaneamente in un eventuale TFA? Grazie.


Risposta: La norma che attualmente definisce i titoli di accesso all’insegnamento è costituita dal DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento. Nella Tabella A ad esso allegata sono indicate le classi di laurea di vecchio e nuovo ordinamento e i relativi vincoli quanto ad esami necessari; le lauree di vecchio ordinamento sono elencate nella terza colonna della Tabella A. Con la sua laurea in lettere di vecchio ordinamento (“lettere moderne” non viene indicata specificamente) può accedere a diversi insegnamenti, in rapporto agli esami svolti; in riferimento al suo caso e con i vincoli riportati nella sesta colonna, le classi di concorso sono le seguenti:
a) A–11 Discipline letterarie e latino (ex 51/A);
b) A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 50/A);
c) A–18 Filosofia e Scienze umane (ex 36/A);
d) A–19 Filosofia e Storia (ex 37/A);
e) A–21 Geografia (ex 39/A);
f) A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado (ex 43/A);
g) A–54 Storia dell’arte (ex 61/A).
Nel caso specifico della nuova classe A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, le Note in sesta colonna che la riguardano sono la (1) e la (6) in quanto la laurea è stata conseguita entro l’A.A. 2000/2001. Dette Note specificano che il piano di studi deve aver compreso «(1)… i corsi annuali (o due semestrali) di: lingua italiana, letteratura italiana, lingua latina, letteratura latina, linguistica generale, storia, geografia» e «(6)… un corso biennale o due annuali di lingua e/o letteratura italiana, un corso annuale di storia ed un corso annuale di geografia»; esattamente la stessa dicitura riportata nell’Allegato 1 al citato DM n. 354/1998 e nella Tabella A allegata al più generale DM n. 39/1998, salvo per il fatto che ora sono necessari due esami di latino: sia della lingua che della letteratura. Quindi se il suo piano di studi contiene gli esami indicati, secondo la specifica dicitura delle due Note, può accedere all’insegnamento nella nuova classe di concorso A-22 (ex 43/A), altrimenti deve conseguire gli esami mancanti, necessariamente secondo il nuovo ordinamento, tendo conto che una annualità di VO corrisponde a 12 crediti formativi di NO. Tanto vale anche per il TFA, al quale non può accedere se non è già in possesso degli esami richiesti dalla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016. Non è consentito, infatti, partecipare al TFA contemporaneamente alla frequenza di corsi universitari (art. 3, comma 6 – lettera b), del DM n. 249/2010).
(18 giugno 2016)

Cosa posso insegnare con la laurea in Ingegneria biomedica?

Domanda: Salve, ho conseguito la Laurea Specialistica in Ingegneria Biomedica, volevo chiedere a quali classi di concorso posso accedere e come /dove poter recuperare eventuali crediti che mi mancherebbero. Grazie

Risposta: In base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea specialistica LS-26 Ingegneria biomedica può accedere alle seguenti classi di concorso per l’insegnamento:
- A–20 Fisica, purché nel curricolo degli studi siano presenti almeno 12 CFU nel settore scientifico-disciplinare FIS/01 o 08;
- A–26 Matematica, purché nel curricolo degli studi siano presenti almeno 80 CFU nei settori scientifico-disciplinari MAT/02 , 03, 05, 06, 08;
- A–28 Matematica e scienze (medie), purché nel curricolo degli studi siano presenti almeno 96 CFU nei settori scientifico-disciplinari MAT, FIS, CHIM, GEO, BIO, di cui almeno 12 in MAT/02, 12 in MAT/03, 12 in MAT/05, 12 in MAT/07, 12 in FIS, 12 in CHIM, 12 in GEO, 12 in BIO;
- A-37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, senza alcun vincolo aggiuntivo in termini di CFU;
- A-47 Scienze matematiche applicate, senza alcun vincolo aggiuntivo in termini di CFU;
- A-60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado (medie), senza alcun vincolo aggiuntivo in termini di CFU.
Delle sei classi di concorso per l’insegnamento, le prime tre necessitano di specifici CFU nel piano degli studi. Qualora ne risultassero di mancanti può recuperarli tramite esami singoli presso qualsiasi ateneo di sua scelta (non necessariamente quello presso il quale ha conseguito la laurea).
(10 giugno 2016)

Quale laurea magistrale per insegnare italiano e latino?

Domanda: Sono una neo-laureata triennale in cerca del corso magistrale. Due corsi molto affini mi offrono la possibilità di continuare con gli studi di sanscrito e indologia, iniziati alla triennale, ma allo stesso tempo mi fanno acquisire alcuni dei crediti mancanti per accedere alla classe di insegnamento A-11. Per avere tutti i crediti necessari, dovrei dare due esami fuori piano (per entrambi i corsi, L-FIL-LET/04 per 12 CFU, e un esame di L-LIN/01 da 6 CFU).
Nonostante questi corsi siano strutturati in modo quasi uguale e gli esami siano per la maggior parte gli stessi, un corso rientra in LM-36, mentre l'altro in LM-84 Scienze storiche. LM-36 non risulta però titolo di accesso valido per la classe A-11.
Nel caso in cui io abbia tutti i CFU richiesti per accedere in A-11, ma risulti laureata nella classe LM-36, potrei comunque accedere nella A-11?
I CFU acquisiti fuori piano valgono comunque e vengono contati per accedere alla classe di concorso in questione?


Risposta: Come da lei rilevato, in base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, la classe di laurea magistrale LM 36-Lingue e letterature dell’Africa dell’Asia non è titolo di accesso alla classe di concorso per l’insegnamento A-11 Discipline letterarie e latino, mentre è valida per le classi di concorso A–24 Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado e A–25 Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado.
Poiché il titolo determinante per l’accesso ad una data classe di concorso è la laurea, con la LM 36 non potrà mai accedere alla classe A-11, anche se in possesso dei crediti stabiliti. Se vuole insegnare italiano e latino deve scartare la LM 36 e iscriversi alla LM 84-Scienze storiche, che tra l’altro le consente di accedere, con gli opportuni CFU, anche alle classi di concorso A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, A–13 Discipline letterarie, latino e greco, A–19 Filosofia e Storia, A–21 Geografia, A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, A-54 Storia dell’arte, oltre che alla classe di nuova istituzione A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera (a condizione di conseguire anche uno dei titoli specifici indicati).
I CFU fuori piano di studi valgono comunque ai fini dell’accesso alla classe di concorso. Per il momento, però, non si preoccupi di questo aspetto in quanto la normativa sta ancora una volta cambiando e probabilmente ci saranno novità ancor prima che lei abbia terminato il primo anno di specialistica.
Infatti, la legge n. 107/2015 (della cosiddetta “buona scuola”) ha infatti delegato il ministro dell’istruzione ad predisporre (comma 181, lettera b) un nuovo percorso di reclutamento che eliminerà l’attuale normativa sull’abilitazione (Tirocinio Formativo Attivo) e richiederà il possesso, per tutte le classi di concorso, di almeno 24 CFU distribuiti tra discipline antropo-psico-pedagogiche e quelle concernenti le metodologie e le tecnologie didattiche, ancora tutte da specificare. Poiché la delega scade fra poco più di sei mesi e il gruppo ministeriale incaricato sta lavorando per definire l’articolato del provvedimento, è probabile che si troverà a dover cambiare il suo piano degli studi già dal prossimo anno accademico per inserire i CFU richiesti. Intanto scelga la classe di laurea che più le interessa come sbocchi professionali; poi si tenga informata sullo sviluppo della norma delegata (per questo può seguire il nostro sito, avrà gli aggiornamenti in tempo reale) così da poter modificare opportunamente il suo piano di studi.
(6 giugno 2016)

Accesso alla nuova classe di concorso A-14 Discipline plastiche, scultoree e scenoplastiche

Domanda: Salve. Volevo informazioni circa l'accesso ai futuri corsi del TFA. Sono in possesso del Diploma Accademico di I livello (triennale Accademia di Belle Arti) ed ho frequentato il liceo artistico, con questi titoli potrei iscrivermi al prossimo TFA per la classe di concorso A022 Discipline plastiche? Ho dato uno sguardo alle vecchie tabelle e alle relative specifiche per l'abilitazione, ma per la A022 non è mai specificato il tipo di laurea, se triennale o magistrale, si fa semplicemente richiesta del Diploma Accademico con abbinato il diploma di liceo artistico. Aspetto vostre notizie in merito. Grazie.

Risposta: Il MIUR ha recentemente modificato tutte le classi di concorso per l’insegnamento tramite il DPR n. 19 del 14 febbraio 2016; sono stati operati alcuni accorpamenti tra classi e in qualche caso sono stati rivisti i titoli di accesso. In particolare, la ex A022 è stata accorpata con la ex 21/D (la vecchia Tabella D allegata al DM n. 39/1998 è stata cancellata) ed è diventata la classe di concorso A–14 Discipline plastiche, scultoree e scenoplastiche, identificata a pag. 13 della Tabella A allegata al citato DPR n. 19/2016. Il titolo accademico di accesso a tale classe è distinto tra vecchio e nuovo ordinamento universitario: per i diplomati col vecchio ordinamento basta il «Diploma di Accademia di Belle Arti (corso di scultura)… congiunto a diploma di maturità artistica o maturità d’arte applicata o diploma di liceo artistico (indirizzo arti figurative)», mentre i diplomati col nuovo ordinamento (colonna cinque a pag. 13) non c’è più l’abbinamento col diploma secondario, ma occorre uno dei seguenti diplomi di II livello: DA-Scultura e Arte pubblica; DA-Scultura e Nuove tecnologie applicate allo spazio; DA-Scultura ambientale e Lapis tiburtinus; DA-Scultura ambientale e Tecnologie produttive; DA-Scenografia. Quindi il diploma di I livello non è più sufficiente.
(26 maggio 2016)

Cosa posso insegnare con la mia laurea di vecchio ordinamento in ingegneria civile?

Domanda: Sono in possesso di una laurea in ingegneria civile vecchio ordinamento, conseguita nel 1986.
Ho già insegnato un paio di anni appena conseguita la laurea ed ora vorrei riprendere, anche semplicemente facendo supplenze a tempo determinato. Mi sa dire per cortesia cosa potrei insegnare?


Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea di vecchio ordinamento in ingegneria civile può accedere direttamente agli insegnamenti relativi alle seguenti classi di concorso:
A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica
A–20 Fisica
A–26 Matematica
A–32 Scienze della geologia e della mineralogia
A-37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica
A-47 Scienze matematiche applicate
A-60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado

Può inoltre accedere anche alle seguenti classi di concorso:
A-33 Scienze e tecnologie aeronautiche, purché la laurea sia congiunta a diploma di perito aeronautico (indirizzo assistenza alla navigazione aerea) o diploma di istituto tecnico (settore tecnologico indirizzo trasporti e logistica articolazione conduzione del mezzo – opzione conduzione del mezzo aereo) o attestato del Ministero della Difesa relativo alla frequenza ed al superamento del corso per controllore del traffico aereo, o a licenza di pilota privato oppure congiunta a brevetto di prima e di seconda classe conseguito entro l’A.A. 1986/1987, o congiunta a licenza di navigatore e purché posseduta entro la data di entrata in vigore del D.M. n.334 del 1994.
A–40 Scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche, purché il piano di studi seguito abbia compreso i corsi annuali (o due semestrali) di: elettrotecnica, misure elettriche, impianti elettrici, macchine elettriche.
A-43 Scienze e tecnologie nautiche, purché la laurea sia congiunta ad abilitazione a Primo Ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiori a 3000 GT
Per conoscere gli insegnamenti specifici di ciascuna delle suindicate classi di concorso e gli istituti presso i quali sono richiesti consulti l’ultima colonna da destra della Tabella A.
(19 maggio 2016)

Nessun accesso alla classe di concorso L2 per stranieri ai laureati in scienze filosofiche, anche se in possesso del titolo di specializzazione

Domanda: Buongiorno, avendo una laurea magistrale in scienze filosofiche, posso accedere al TFA per Italiano per stranieri? Ho anche la certificazione DItals II e esperienza come insegnate di italiano in scuole private. Altrimenti, a quale abilitazione posso accedere, oltre quella di storia e filosofia? Grazie tante della vostra disponibilità. Saluti.

Risposta: Secondo la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea magistrale LM-78 Scienze filosofiche è possibile accedere esclusivamente all’insegnamento, e quindi al TFA, nelle classi di concorso:
A–18 Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione (ex A036), a condizione che il curricolo degli studi comprenda almeno 96 CFU nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui 24 tra: M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04 M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 tra: M-PED/01, M-PED/02, M- PED/04; 24 tra: M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06; 24 tra: SPS/07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS12.
A–19 Filosofia e Storia (ex A037), a condizione che il curricolo degli studi comprenda almeno 36 CFU nei settori scientifico disciplinari M-STO e L-ANT, di cui 12 in M-STO/01, 12 in M-STO/02 o 04, 12 in L-ANT/02 o 03.
Mentre detta laurea magistrale non consente l’accesso alla nuova classe di concorso A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera, anche se lei dispone di uno dei titoli di specializzazione in italiano L2 individuati all'art. 2 del DM n. 92/2016DITALS di II livello rilasciato dall’Università per stranieri di Siena»). Pertanto, non potrà accedere al TFA per la classe A-23, a meno di non conseguire una delle lauree magistrali riportate nella quinta colonna alle pagine 19 e 20 della Tabella A.
(18 maggio 2016)

Con una laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali (LM 87) posso insegnare italiano?

Domanda: Salve, sto conseguendo la laurea triennale in Lettere moderne e vorrei frequentare successivamente la laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali (LM 87). Durante la triennale ho acquisito tutti i CFU necessari per accedere alle classi di concorso A12 ( ex A050) e A22 (ex A043). Tuttavia ho notato che la laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali permette di abilitarsi solo alla classe di concorso A12. Mi chiedo: se si ottiene l'abilitazione alla A12, ma si possiedono anche tutti i CFU della A22, si può insegnare ugualmente nelle scuole secondarie di I grado con la laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali (LM 87)? O posso solo insegnare nelle scuole secondarie di II grado? Grazie per l'attenzione.

Risposta: Per l’accesso all’insegnamento non basta la laurea triennale, seppure corredata da tutti i CFU richiesti dalla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016. Qualora volesse continuare gli studi con il percorso magistrale per la classe di laurea LM-87, l’unica classe di concorso cui potrà accedere è la A–46 Scienze giuridico–economiche (ex A019, insegnamento della secondaria di secondo grado), e non A-12 come da lei erroneamente indicato. Inoltre, la stessa Tabella A vincola l’accesso a detto insegnamento al possesso di almeno 96 CFU nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 in SECS-P/01, 12 in SECS-P/02, 12 SECS-P/07, 12 in SECS-S/03, 12 in IUS-01, 12 in IUS-04, 12 in IUS-09, 12 in IUS-10, come evidenziato nella Nota (6) a pag. 42 della Tabella. Per l’accesso all’insegnamento sia nella classe di concorso A-12 (ex A050), sia nella A-22 (ex A043) deve invece conseguire una delle lauree magistrali indicate nella quinta colonna della Tabella A (rispettivamente alle pp. 11 e 19), con i requisiti in termini di CFU indicati nella sesta colonna (di ciascuna pagina).
(18 maggio 2016)

Condizioni per l’accesso alla nuova classe di concorso A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera

Domanda: Sono una docente non abilitata. Ho una laurea magistrale in Filologia Moderna (LM14) e sarei interessata ad abilitarmi con il III ciclo del TFA nella nuova classe di concorso A023 Lingua italiana per discenti di lingua straniera. Vorrei sapere:
1- per iscrivermi al TFA per la nuova classe A023 serve aver fatto un master/corso specifico o basta la mia laurea il Filologia?
2- con la mia laurea quali sono le altre classi di concorso per le quali potrei provare il TFA?


Risposta: La Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, consente di individuare le classi di concorso per l’insegnamento alle quali si ha accesso con sua la laurea magistrale LM-14 Filologia moderna e gli eventuali crediti aggiuntivi necessari per ciascuna classe.

  1. Con detta laurea può accedere alla nuova classe di concorso A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera a condizione che il curricolo degli studi comprenda «almeno 72 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui: 12 L-LIN/01; 12 L-LIN/02; 12 L-FIL- LET/12; e almeno 6 L- FIL-LET/10, 12 L- FIL-LET/04, 6 M-GGR/01, 6 tra L- ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04» [Nota (1)]. Inoltre, condizione che vale per tutte le lauree, l’accesso ai percorsi di abilitazione è consentito a coloro che «siano forniti dei titoli di specializzazione italiano L2 individuati con specifico decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca». Il decreto in questione è il DM n. 92/2016, il quale all'art. 2 individua i titoli di specializzazione richiesti oltre la laurea:
    «a. il possesso di diploma di specializzazione di durata biennale, di 120 crediti formativi universitari (CFU), in didattica dell’italiano a stranieri;
    b. il possesso di master di I o II livello specificamente indirizzato all’acquisizione di competenze in Didattica dell’Italiano L2;
    c. il possesso delle seguenti certificazioni di glottodidattica di II livello:
    i. DILS-PG di II livello rilasciato dall’Università per stranieri di Perugia;
    ii. DITALS di II livello rilasciato dall’Università per stranieri di Siena;
    iii. CEDILS rilasciato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia
    ».
    Pertanto, potrà accedere al TFA per la classe A-23 solo se in possesso dei CFU sopra indicati e dei titoli elencati nel DM n. 92/2016.
  2. In base alla nuova Tabella A può accedere alle seguenti classi:
    A-11 Discipline letterarie e latino (ex A051), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 96 crediti nei settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 L-FILLET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FILLET/12, 12 L-LIN 01, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02 o 03, 12 M-STO/01 o 02 o 04.
    A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex A050), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 84 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 L- FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL- LET/12, 12 L-LIN 01, 12 M-GGR/01, 24 tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
    A–13 Discipline letterarie, latino e greco (ex A052), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 120 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR e L-ANT di cui: 24 L-FILLET/02, 24 L-FIL-LET/04, 12 L-FILLET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN 01, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02, 12 L-ANT/03.
    A–21 Geografia (ex A039), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare M-GGR di cui 24 M-GGR/01, 24 M-GGR/02.
    A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado (ex A043), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 LFIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FILLET/12, 12 L-LIN/01 (Glottologia e linguistica), 12 M-GGR/01, 12 tra LANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04.
    A-54 Storia dell’arte (ex A061), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 L-ART/01 o 02, 12 LART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
    A queste si affiancano (con propri vincoli aggiuntivi) le analoghe classi di concorso previste per le minoranze linguistiche.
(10 maggio 2016)

Nella prova scritta qual è il peso, in termini di punteggio, dei due quesiti in lingua straniera?

Domanda: Salve, se possibile volevo sapere come saranno assegnati i punteggi per ciascuna risposta del concorso. So che il punteggio massimo dello scritto è 40 e il minimo per passare è 28. Ma quanto sarà assegnato a ciascuna risposta?
Lo chiedo perché io non ho fatto in tempo a fare l'ultima domanda di inglese (ho fatto solo la prima delle 5 che componevano l'intera domanda): sarò molto svantaggiato per questo, fino ad avere scarse o nulle possibilità di passare lo scritto, oppure la somma delle altre - posto che siano ben fatte (non si hanno criteri per capirlo però...) - potrebbe permettermi di superare comunque la prova? Grazie.


Risposta: Il comma 3 dell’art. 8 del DM n. 95/2016 stabilisce che per i candidati che non sono chiamati a sostenere la prova pratica «la commissione assegna a ciascuna delle prove di cui all’articolo 5 un punteggio massimo di 40 punti. A ciascuno dei sei quesiti a risposta aperta di cui all’articolo 5, comma 3, lettera a), la commissione assegna un punteggio compreso tra zero e 5,5 che sia multiplo intero di 0,5. A ciascuno dei due quesiti articolati in cinque domande a risposta chiusa di cui all’articolo 5, comma 3, lettera b), la commissione assegna un punteggio compreso tra zero e 3,5, corrispondenti a 0,7 punti per ciascuna risposta esatta». Si comprende quindi che le singole risposte ai quesiti in lingua straniera viene attribuito un peso massimo di soli 3,5 punti, nettamente inferiore al massimo di 5,5 punti per ciascuno dei sei quesiti a risposta aperta. La mancata risposta a uno dei due quesiti in lingua non dovrebbe quindi pregiudicare l’esito complessivo della prova.
(2 maggio 2016)

Accesso al TFA per l’ambito disciplinare AD04 in carenza di CFU per una delle classi di concorso

Domanda: Salve, vorrei sapere se è possibile abilitarsi esclusivamente alla classe di concorso A-22 poiché priva di due CFU di storia necessari per l'abilitazione alla classe di concorso A-12 (pur appartenendo queste ad un unico ambito disciplinare). Grazie in anticipo.

Risposta: L’art. 2, comma 1 – lett. d), del DM n. 93/2016 istituisce l’ambito disciplinare verticale «AD 04 per aggregazione delle classi A – 12 (Discipline linguistico– letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado) e A – 22 (Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di I grado)», mentre il successivo comma 2, dopo aver stabilito che «ai fini delle procedure di abilitazione, a ciascuno degli ambiti di cui al comma 1 corrispondono prove comuni, atte a valutare la preparazione disciplinare dei candidati sugli insegnamenti ricompresi nell’ambito disciplinare, una stessa graduatoria di merito e un percorso di abilitazione unificato, strutturato al fine di garantire sia la comune acquisizione delle competenze didattico-disciplinari sia lo svolgimento di periodi di tirocinio nelle scuole secondarie di I e II grado», afferma che: «il possesso dei titoli di accesso a una delle classi di concorso dei predetti ambiti consente la partecipazione alle procedure selettive, l’eventuale frequenza del percorso comune e il conseguimento delle relative abilitazioni». Pertanto, nel prossimo ciclo di TFA, pur non possedendo i CFU prescritti per entrambe le classi ma per una sola di esse, potrà comunque accedere all’intero ambito disciplinare verticale e ottenere l’abilitazione per entrambe le classi di concorso.
(19 aprile 2016)

Quale percorso magistrale posso scegliere per insegnare latino?

Domanda: Frequento il terzo anno di Lettere Moderne. Vorrei capire quali e quanti sono i CFU e gli esami specifici che mi servono per accedere alla classe A-12. Nel mio piano di studi ho 12 CFU in letteratura italiana, 12 linguistica, 12 letteratura latina, 12 geografia, e 24 CFU accumulati nei 4 corsi di storia (romana, medievale, moderna e contemporanea tutti da 6 CFU ciascuno). Vorrei sapere se è necessario integrare altri CFU o altri esami al fine di rientrare nella classe A-12. Vi ringrazio.

Risposta: I titoli di accesso alla classe di concorso per l’insegnamento A-12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado sono stabiliti nella Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016. In particolare, stabilisce che per accedere a detto insegnamento è necessario essere in possesso di una delle seguenti lauree magistrali:
LM 1-Antropologia culturale ed etnologia
LM 2-Archeologia
LM 5-Archivistica e biblioteconomia
LM 10-Conservazione dei beni architettonici e ambientali
LM 11-Conservazione e restauro dei beni culturali
LM 14-Filologia moderna
LM 15-Filologia, letterature e storia dell'antichità
LM 43-Metodologie informatiche per le discipline umanistiche
LM 80-Scienze geografiche
LM 84-Scienze storiche
LM 89-Storia dell'arte

a condizione che nel curricolo degli studi siano stati acquisiti almeno 84 CFU nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04, 12 CFU in L-FIL-LET/10, 12 CFU in L-FIL-LET/12, 12 CFU in L-LIN 01, 12 CFU in M-GGR/01, 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
A queste si aggiunge la laurea magistrale LM 39-Linguistica che, se conseguita entro l’A.A. 2019/20, il curricolo degli studi deve contenere almeno 80 CFU nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04, 12 CFU in L-FIL-LET/10, 12 CFU in L-FIL-LET/12, 12 CFU in M-GGR/01, 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M- STO/01 o 02 o 04. La medesima laurea è titolo di accesso se conseguita a decorrere dall’A.A. 2019-2020 con almeno 80 CFU nei settori scientifico/disciplinari L-LIN/01 (Glottologia e linguistica), L-FIL-LET, M- GGR, L-ANT, M-STO, di cui almeno, 12 CFU in L-LIN/01, 12 CFU in L-FIL-LET/04, 12 CFU in L-FIL-LET/10, 6 CFU in L-FIL-LET/12, 12 CFU in M-GGR/01, 18 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
Come può lei stessa constatare, rispetto al primo gruppo di lauree magistrali sopra riportate le mancherebbero ancora 12 CFU in L-LIN/01, mentre per la magistrale in linguistica (LM-39), a condizione che venga conseguita entro l’A.A. 2019/20, è già in possesso di tutti i CFU richiesti dalla norma; se si dovesse laureare nella magistrale dopo il 2019/20 dovrà invece comunque aggiungere i 12 CFU in L-LIN/01.
Quando, al termine della triennale, dovrà decidere la laurea magistrale ha tutti gli elementi per poter scegliere il percorso che più le interessa.
(18 aprile 2016)

Laurea di vecchio ordinamento e abilitazione all’insegnamento

Domanda: Sono in possesso di una laurea in giurisprudenza di vecchio ordinamento (ante anno accademico 2000/2001) e sono inserita nella terza fascia delle graduatorie di istituto per la classe di concorso A/19, nella quale ho già maturato alcuni mesi di servizio.
Alla luce della nuova normativa e del riordino delle classi di concorso (in virtù del quale la mia classe di concorso è tramutata nella A-46) per poter presentare domanda di conferma nelle graduatorie di istituto sarei tenuta, nell'arco di un solo anno, a sostenere e superare tre esami universitari integrativi (la laurea di vecchio ordinamento non prevedeva alcun esame economico come obbligatorio), nonché riuscire ad ottenere il titolo abilitante?


Risposta: A pag. 41 della Tabella A allegata DPR n. 19/2016, relativo alle nuove classi di concorso, trova la classe A-46 Scienze giuridico-economiche, corrispondente alla ex 19/A. Nella terza colonna trova i titoli di accesso alla classe di concorso secondo il DM n. 39/1998, relativo alle lauree di vecchio ordinamento, e tra questi compaiono le lauree in Giurisprudenza e in Scienze dell’amministrazione, contrassegnate dalla Nota (1) che riguarda i titoli specifici necessari (secondo il vecchio ordinamento e tuttora validi) per accedere all’insegnamento nella classe A-46. La Nota (1) è esplicitata nella sesta colonna e chiarisce che «dette lauree sono titoli di ammissione al concorso purché il piano di studi seguito abbia compreso i corsi annuali (o due semestrali) di: economia politica, politica economica, economia aziendale, statistica economica. (Vedi Tab. A/1)». La Tabella A/1, a sua volta, elenca gli esami rientranti nelle quattro tipologie:

ECONOMIA AZIENDALE

  • Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche
  • Economia delle imprese pubbliche
  • Programmazione e controllo delle amministrazioni pubbliche
ECONOMIA POLITICA
  • Analisi economica
  • Istituzioni di economia
  • Storia dell'economia politica
POLITICA ECONOMICA
  • Politica del lavoro
  • Politica economica europea
  • Programmazione economica
STATISTICA ECONOMICA
  • Statistica
  • Storia della statistica
Immagino che, essendo lei già inserita nelle Graduatorie d’Istituto, sia in possesso di almeno uno degli esami per ciascun gruppo tra quelli richiesti nella Tabella A ed elencati sopra. Quindi non dovrà acquisirne di nuovi, ma solo conseguire l’abilitazione. Infatti, la legge n. 107/2015 della cosiddetta “buona scuola”, al comma 107 dell’art. 1, esplicitamente stabilisce che «a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto può avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione»; il che significa che, salvo ripensamenti e/o modifiche alla legge, la III fascia relativa ai non abilitati non sarà più contemplata nelle GdI. Consideri pertanto attentamente l’ipotesi di conseguire l’abilitazione tramite il prossimo ciclo di TFA per non restare fuori dall’insegnamento nel breve periodo. Il terzo ciclo di TFA potrebbe essere bandito a breve.
(2 aprile 2016)

La formazione in orario di servizio e il recupero delle ore

Domanda: Sono un'insegnante di scuola primaria immessa in ruolo a settembre 2015, non ho capito molto bene quale sia la regolamentazione per la partecipazione ai corsi di formazione, sia quelli obbligatori dell'anno di formazione e prova, sia quelli proposti dalle scuole.
Lavoro in una scuola a tempo pieno e mi è capitato di frequentare dei corsi che coincidevano con le ore destinate alla programmazione scolastica. Il Dirigente Scolastico sostiene che le ore di programmazione "utilizzate" per la partecipazione ai corsi vadano recuperate, ma io non sono certa che tale richiesta sia legittima; nel CCNL è sancito che le ore di formazione sono da considerarsi ore di servizio a tutti gli effetti, quindi perché recuperare? Qual è il suo parere in merito?


Risposta: Occorre una preliminare distinzione: la formazione personale (i corsi che il docente sceglie di frequentare) sono diversi dalla formazione per l’anno di prova, che è obbligatoria. Il CCNL Scuola 2006/2009 stabilisce che le ore dedicate alla formazione organizzata dall’amministrazione sono considerate servizio a tutti gli effetti (art. 64, c. 3), ma lo sono anche le ore di programmazione, elemento fondamentale del lavoro collegiale del team della scuola primaria, retribuite da stipendio (il CCNL stabilisce, infatti, un orario di 22 + 2 ore settimanali). Se la formazione cui lei si riferisce riguarda quella dell’anno di straordinariato per la conferma in ruolo, il dirigente scolastico non ha alcuna giustificazione per pretendere il recupero delle ore. Se invece si tratta di formazione non obbligatoria, il dirigente scolastico è in errore quando stabilisce che le ore di programmazione persa devono essere recuperate dal docente individualmente, in quanto la programmazione settimanale costituisce attività collegiale e come tale deve essere svolta. Avrebbe caso mai dovuto modificare l’orario della programmazione (art. 64, c. 6, CCNL) per consentire la presenza di tutti i docenti coinvolti, non essendo dette ore vincolate ad uno specifico orario di lezione.
(2 aprile 2016)

Ho una laurea specialistica 56/S, come debbo fare per i CFU mancanti?

Domanda: Buongiorno, ho una laurea 56/S, vedo che per l'accesso all'insegnamento della classe A18 servono 96 crediti formativi in varie discipline (tab. a delle nuove classi di concorso). Come vanno conteggiati? Grazie.

Risposta: Come può verificare consultando la Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, che ha regolato gli accessi alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea specialistica LS 56 può accedere a due distinte classi di concorso:
a) alla A-18 Filosofia e Scienze umane, a condizione però (come da lei già verificato) che nel curricolo accademico siano presenti almeno 96 CFU nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui 24 CFU tra M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04 M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 CFU tra M-PED/01, M-PED/02, M- PED/04; 24 CFU tra M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06; 24 CFU tra SPS /07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS12.
b) alla A–19 Filosofia e Storia, anche qui a condizione che nel curricolo accademico siano presenti almeno 60 CFU nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M-STO e L-ANT, di cui 12 CFU in M-STO/01, 12 CFU in M-STO/02 o 04, 12 CFU in L-ANT/02 o 03, 24 CFU tra M-FIL/01, M-FIL/02 o 03 o 04 o 05, M-FIL/06.
Per accedere all’insegnamento detti crediti, se non già presenti nel suo curricolo accademico quinquennale, debbono essere conseguiti separatamente tramite esami singoli presso qualsiasi università che offra i relativi corsi. Il possesso di un numero di CFU parziale necessita della relativa integrazione rispetto a quanto richiesto nella Tabella.
Tanto vale, ovviamente, per entrambe le classi di concorso. Ricordi che 12 CFU corrispondono ad un corso semestrale, mentre 24 CFU si ottengono con due corsi semestrali.
(31 marzo 2016)

Come conseguire i CFU mancanti per l'accesso al TFA

Domanda: Ho conseguito nel 2014 una laurea magistrale in Relazioni internazionali (LM 52). Dalla tabella A, allegata al nuovo bando di concorso presente sulla gazzetta ufficiale, vedo che con la mia laurea posso accedere solamente alla classe di concorso A-46, ovvero quella per le discipline giuridiche ed economiche. Il mio piano di studi però non incorporava molte delle materie, menzionate alla nota 6. Dove posso conseguire gli esami mancanti per accedere alla classe di concorso e quindi al TFA?

Risposta: Per conseguire i crediti stabiliti per la sua classe di concorso nella Tabella A allegata al Regolamento per le nuove classi di concorso, di cui al DPR n. 19/2016, deve seguire corsi universitari singoli per ciascuno dei settori scientifico-disciplinari mancanti e per il corrispondente numero di CFU richiesti. Si tratta di corsi semestrali (ciascuno da 12 CFU) e può svolgerli contemporaneamente presso una sede universitaria a sua scelta o anche di sedi diverse.
(23 marzo 2016)

Concorso: il servizio valutabile nella graduatoria finale

Domanda: Sto compilando la domanda per partecipare al concorso e mi chiedevo: io faccio la domanda per lettere, latino e greco dalle medie al classico, perché ho preso l'abilitazione nella A052 l'anno scorso col TFA. Fino all'anno scorso però, per un totale di 4 anni, ho lavorato come insegnante di sostegno, alle medie, ma non ho l'abilitazione per il sostegno; inoltre, solo durante il quarto anno ho avuto un contratto da docente curricolare (sempre senza abilitazione, né di sostegno né generica). I primi 3 anni erano con contratti a progetto. Quale servizio che posso far valere nei titoli? Grazie

Risposta: Il punto D della Tabella A allegata al DM n. 94/2016 relativo ai titoli valutabili per la graduatoria finale del concorso stabilisce che è valido solo il «servizio di insegnamento prestato sullo specifico posto, classe di concorso o classe di concorso ricompresa nell’ambito disciplinare verticale per cui si procede alla valutazione, nelle scuole statali o paritarie di ogni ordine e grado, nelle istituzioni convittuali statali e nei percorsi di formazione professionale di cui al capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226»; e prosegue specificando che «l’insegnamento prestato su posti di sostegno alle alunne e agli alunni disabili è valutato solo nella specifica procedura concorsuale». Pertanto, non essendo lei in possesso del titolo sul sostegno non potrà partecipare al relativo concorso e i tre anni di servizio prestati non le sono utili ai fini della graduatoria per le altre classi di concorso. Quanto all’ultimo anno, seppure in carenza di abilitazione, il servizio è valido:

  • solo per la graduatoria unica dell’ambito disciplinare verticale AD04, se è stato prestato in una delle due classi aggregate nell’ambito (ex A043 e ex A050);
  • solo per la graduatoria della nuova classe di concorso A-11, se è stato prestato nella ex classe A051;
  • solo per la graduatoria della nuova classe di concorso A-13, se è stato prestato nella ex A052.
(22 marzo 2016)

Compilazione della domanda per il concorso: dichiarazione del servizio, in Italia e all’estero nei Paesi UE

Domanda: Buongiorno, volevo chiedere una cosa inerente all’iscrizione al concorso 2016 per la secondaria di I e II grado. Nell’inserimento dei titoli di servizio, a un certo punto chiede: Ente che ha riconosciuto il titolo.
Qual è l’ente che ha riconosciuto il titolo? Si tratta della scuola che mi ha assunto? Non capisco, anche perché subito dopo chiede la data del riconoscimento e il numero dell’atto. Grazie.


Risposta: Questo campo compare perché lei, nella schermata precedente, non ha barrato NO per il servizio prestato all’estero; tale servizio, infatti, per essere valutabile ai fini del concorso deve essere stato riconosciuto da un Ente apposito (si veda il punto D della Tabella di valutazione dei titoli di cui al DM n. 94/2016). Se ha prestato servizio solo in Italia, prima di elencare i servizi prestati deve barrare il NO per il servizio prestato all’estero; vedrà che la successiva schermata non richiede la dichiarazione dell’Ente che ha riconosciuto il titolo e le successive specificazioni.
(21 marzo 2016)

Perché nella domanda per il concorso non trovo la mia classe A022 di italiano?

Domanda: Sto compilando la domanda per il concorso e non trovo la mia classe di concorso A022 per lettere. Come devo fare?

Risposta: Non può trovare la classe di concorso A-22 Italiano, storia geografia nella scuola secondaria di I grado (non A022, come da lei scritto) perché la classe è aggregata alla A-12 Discipline linguistico-letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado nell’unico ambito disciplinare verticale AD04. Infatti, il comma 1 dell’art. 2 del DM n. 93/2016 relativo ai nuovi ambiti disciplinari chiarisce in proposito che «ai fini dello snellimento e dell’ottimizzazione delle procedure di abilitazione e delle procedure concorsuali per titoli ed esami per il reclutamento del personale docente sono costituiti, mediante aggregazione di classi di concorso della scuola secondaria di primo e secondo grado, i seguenti ambiti disciplinari verticali: (…) d) AD 04 per aggregazione delle classi A – 12 (Discipline linguistico– letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado) e A – 22 (Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di I grado)». A sua volta, il comma 2 dell’art. 11 del DM n. 95/2016, riguardante modalità di espletamento delle prove e programmi del concorso, specifica che «per gli ambiti disciplinari verticali (…) è formata un’unica graduatoria di ambito, nel limite massimo di posizioni dato dalla somma dei posti banditi per ciascuna classe di concorso compresa nell’ambito».
Nella pagina della domanda on-line “CLASSE DI CONCORSO RICHIESTA E TITOLI DI ACCESSO” deve quindi compilare il campo “Insegnamento Richiesto per Ambiti” e non quello denominato “Insegnamento Richiesto per Classi di Concorso”. Quanto all’abilitazione, nel campo “Titoli Abilitazione Insegnamento” dovrà selezionare dal menù a tendina la tipologia di abilitazione in suo possesso.
(21 marzo 2016)

Insegnamenti con la A-46, versamento dei contributi di segreteria per il concorso e procedure di iscrizione

Domanda: Salve, avrei qualche domanda da fare sul concorso della scuola appena indetto:
1) con l'abilitazione per la classe di concorso A019 (ora A46) posso fare la domanda anche per le scuole secondarie di primo grado? (per l'insegnamento dell'educazione civica) (oltre che per le secondarie di II grado). Se sì, devo compilare due domande sulle istanze online?
2) La sola compilazione ed inoltro della domanda è sufficiente all'iscrizione o devo effettuare un altro passaggio?
3) In che battuta devo pagare i diritti di segreteria per l'iscrizione?
Grazie per la vostra disponibilità


Risposta:
1) A pag. 41 della Tabella A allegata DPR n. 19/2016, relativo alle nuove classi di concorso, trova la classe A–46 Scienze giuridico–economiche, corrispondente alla ex 19/A. Nell’ultima colonna di destra della Tabella trova gli indirizzi di studi nei quali detta classe può operare; come può verificare agevolmente, la A-46 consente l’accesso esclusivamente ad insegnamenti nella secondaria di secondo grado. Le Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole del primo ciclo collocano l’insegnamento della educazione civica nella secondaria di primo grado all’interno della cattedra di italiano storia e geografia. La domanda da compilare on-line è comunque una sola; nell’apposita schermata dovrà indicare solo la classe A-46.
2) Una volta inoltrata in via definitiva la domanda su IstanzeOnLine la procedura di iscrizione è conclusa.
3) I diritti di segreteria (nel suo caso di soli 10 euro) vanno versati tramite bonifico bancario secondo le modalità indicate nel DDG n. 106/2016 (art. 4, comma 2) prima di concludere la procedura di iscrizione in quanto il versamento deve essere dichiarato nell’apposita schermata della domanda.
(18 marzo 2016)

Mobilità professionale 2016/17: su scuola o su ambito territoriale?

Domanda: Spett.le Diesse, sono un insegnante tecnico pratico di scuola secondaria (vecchia c.c. C430 "Laboratorio tecnologico per l'edilizia ed esercitazioni di topografia") al secondo anno di ruolo (anno di prova superato nell'a.s. 2014/2015) ed in possesso dell'abilitazione per l'insegnamento di fisica nella scuola secondaria (vecchia c.c. 38/A Fisica). Sto valutando di chiedere il passaggio di cattedra verso fisica ed avrei da porvi i seguenti quesiti:

  1. il passaggio di cattedra avviene sulle vecchie classi di concorso o su quelle nuove? In ogni caso con la mia abilitazione (vecchia c.c. 38/A Fisica), ho accesso ad un ambito disciplinare (aggregazione di più classi di concorso) più ampio?
  2. il passaggio di ruolo avverrà con titolarità su scuola secondo le vecchie regole di trasferimento (precedenti all'istituzione degli ambiti territoriali, con mobilità su scala provinciale), con titolarità su scuola solo nel primo degli ambiti eventualmente scelti o sull'intero ambito di neo-istituzione?
  3. dovrei comunque sostenere l'anno di prova sulla classe di concorso verso la quale chiedo il passaggio (ovvero fisica)?

Risposta: Premessa
Il passaggio dal ruolo dei docenti diplomati (insegnati tecnico-pratici, come nel suo caso) a quello dei docenti laureati all’interno dello stesso grado di scuola secondaria è considerato passaggio di ruolo e non di cattedra.
Il comma 1 dell’art. 4 del CCNI 2016/17 chiarisce che le relative disposizioni sulla mobilità «si applicano ai docenti (…) che, al momento della presentazione della domanda, abbiano superato il periodo di prova» e che «gli stessi devono essere in possesso della specifica abilitazione per il passaggio al ruolo richiesto». In base a quanto da lei dichiarato, nel suo caso ricorrono le condizioni per chiedere il passaggio di ruolo. Qui di seguito le risposte ai suoi quesiti.
  1. Il passaggio avviene sulle nuove classi di concorso. Infatti, il comma 3 dell’art. 4 del CCNI-mobilità 2016/17 stabilisce che «può chiedere il passaggio (…) nel ruolo dei docenti laureati della scuola secondaria di II grado, purché in possesso dei titoli di cui al DPR di riordino delle classi di concorso: (…) c) il personale diplomato delle scuole secondarie di II grado che aspira a passare nei ruoli del personale insegnante laureato». Nella Tabella A allegata DPR n. 19/2016, relativo alle nuove classi di concorso, la ex classe 38/A – Fisica corrisponde in tutto alla nuova classe A-20 Fisica; il possesso dell’abilitazione nella ex 38/A corrisponde quindi all’abilitazione nella nuova classe A-20 (cambia solo la denominazione della classe). Non può accedere ad un ambito disciplinare più ampio.
  2. Il comma 2 dell’art. 4 del CCNI-mobilità stabilisce che «il personale che ottiene la mobilità professionale nella propria provincia di titolarità è assegnato in titolarità su una sede scolastica; il personale che ottiene la mobilità professionale in una provincia diversa da quella di titolarità è assegnato in titolarità su una sede scolastica nel primo ambito territoriale richiesto o in uno degli ambiti territoriali ulteriormente richiesti». Il passaggio avviene su scuola nel caso di mobilità all’interno della provincia di titolarità o nel primo ambito territoriale richiesto in provincia diversa, sempre in base alla disponibilità della cattedra.
  3. Il comma 1, lett. c), del DM n. 850/2015 stabilisce che sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e di prova «i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo». Trattandosi nel suo caso di un passaggio di ruolo, dovrà ripetere l’anno di formazione e prova per la nuova classe di concorso.
(17 marzo 2016)

Assemblee sindacali, permessi brevi e ferie in corso d’anno

Domanda:

  1. le ore di permesso per partecipazione a riunioni sindacali (due ore giornaliere fino a un max di 10 ore) sono cumulabili nella stessa giornata con permessi brevi? Es. se un docente ha partecipato alla riunione sindacale nelle prime due ore può chiedere 1 ora di permesso breve nella terza ora?
  2. i sei giorni di ferie chiesti come permessi retribuiti sono soggetti a discrezionalità e autorizzati o concessi (non so quale è corretto) senza oneri per l'amministrazione, quindi con la condizione che il docente sia sostituito?
Grazie

Risposta:
  1. Le due tipologie di permesso sono del tutto diverse e il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2006-2009 in vigore per il comparto scuola non da disposizioni in merito alla loro non cumulabilità. L’art. 8 stabilisce che i dipendenti hanno diritto a partecipare, previa dichiarazione sottoscritta, alle due ore di assemblea sindacale in orario di servizio senza decurtazione della retribuzione; il dirigente scolastico non ha potere discrezionale in proposito. Il permesso breve, di cui all’art. 16 del CCNL, è concesso «compatibilmente con le esigenze di servizio» ed è subordinato «alla possibilità della sostituzione con personale in servizio». Inoltre, differentemente dai permessi per assemblee sindacali, deve essere recuperato con attività didattica o, in caso di impossibilità del recupero, provvedendo alla decurtazione dello stipendio. Sul permesso breve c’è discrezionalità da parte del dirigente scolastico.
  2. Il comma 9 dell’art. 13 del CCNL stabilisce che, seppure le ferie siano godibili durante la sospensione delle attività didattiche, «durante la rimanente parte dell’anno, la fruizione delle ferie è consentita al personale docente per un periodo non superiore a sei giornate lavorative»; detta fruibilità «è subordinata alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi». In sostanza, per ottenere l’anticipo dei sei giorni di ferie in corso d’anno – anche frazionati – è sufficiente che il richiedente possa essere sostituito gratuitamente. Fa eccezione la disposizione di cui al comma 2 dell’art. 15 del CCNL riguardante i tre giorni per anno scolastico di permesso retribuito «per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione». Il comma specifica che in aggiunta ai primi tre «per gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma», ovvero senza bisogno di provvedere sostituzioni gratuite. Indispensabile in questo caso la documentazione giustificativa, che può essere anche in autocertificazione; con tutto quanto comporta l’eventuale accertamento da parte dell’amministrazione ai sensi del DPR n. 445/2000.
(17 marzo 2016)

Concorso: come va indicato il servizio prestato nell’anno in corso

Domanda: Mi permetto disturbare il vostro servizio per una informazione su una questione che trovo "bizantina". Tra colleghe si sta discutendo del computo dei giorni di servizio del presente anno scolastico 2015-2016 da inserire nel servizio per i titoli concorsuali.
Sono stata nominata (seconda fascia) dal 13 ottobre fino al 30 giugno; secondo me vale fino a questa data lo spazio di calcolo dei 180 giorni. Secondo alcune colleghe no: vale fino al giorno di inoltro dell'iscrizione al concorso. Addirittura una collega attende il 29 marzo per fare l'iscrizione online perché allora avrà raggiunto i 180 giorni. Grata per l'attenzione


Risposta: Il servizio d’insegnamento è valutato al punto D della Tabella A allegata al DM n. 94/2016. La Tabella specifica soltanto che «è valutato come anno scolastico il servizio prestato a tempo determinato, per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni per ciascun anno scolastico», ma non specifica se l’anno in corso è valutabile o meno.
Il DDG n. 106/2016 relativo al concorso per la secondaria, così come anche gli altri due bandi per infanzia e primaria e per il sostegno, all’art. 8, comma 1, stabiliscono che: «i titoli valutabili sono quelli previsti dal decreto del Ministro 23 febbraio 2016, n. 94, e devono essere conseguiti, o laddove previsto riconosciuti, entro la data di scadenza del termine previsto per la presentazione della domanda di ammissione». Per quanto riguarda il servizio prestato, come del resto per tutti gli altri titoli da dichiarare nella domanda, il termine di riferimento ultimo appare dunque quello relativo alla data di scadenza della domanda, ovvero il 30 marzo 2016, non quello di scadenza del contratto come da lei supposto. Il che è ragionevole, in quanto nell’intervallo di tempo dal 30 marzo al 30 giugno il servizio non è ancora stato prestato, dovrà esserlo. Salvo che il MIUR non intervenga con una opportuna precisazione in proposito, l’interpretazione della normativa allo stato attuale non può che essere altra. A riprova di quanto sopra nella schermata relativa al servizio che compare durante la compilazione della domanda può provare ad inserire il termine del 30 giugno; il sistema non le permetterà di andare avanti e le comparirà la scritta: “La data di fine periodo non è valida. Il valore non deve superare la data di termine di presentazione della domanda”.
Ovviamente, lei nella domanda può sempre dichiarare il servizio dell’anno in corso, indicandone la data d’inizio e fissando il termine al 30 marzo; sarà poi la commissione, in fase di valutazione dei titoli dopo il superamento delle prove concorsuali, ad attribuirle o meno il punteggio per l’anno in corso qualora dovessero intervenire chiarimenti da parte del MIUR.
(17 marzo 2016)

Accesso al TFA con laurea in Scienze Statistiche ed Economiche di vecchio ordinamento

Domanda: Buongiorno. Vorrei chiedere qualche delucidazione in merito alle nuove normative per l'accesso ai TFA.
Mi sono laureato in Scienze Statistiche ed Economiche nell'anno 1994 (vecchio ordinamento, laurea quadriennale); attualmente sono un funzionario del Ministero della Giustizia. Chiedo se posso partecipare al prossimo TFA (3° ciclo) per la classe di concorso 47/A matematica (nuova classe A-26) senza sostenere esami ulteriori. Grazie.


Risposta: La Tabella A allegata al DM n. 19/2016 relativo alle nuove classi di concorso a pag. 25 stabilisce la corrispondenza tra la vecchia classe 47/A con la nuova A-26 Matematica e (terza colonna) indica tra le lauree di vecchio ordinamento utili per l'accesso all'insegnamento (e quindi al TFA per l'abilitazione) anche la laurea in Scienze Statistiche ed Economiche, senza porre condizioni particolari in ordine al curricolo degli esami; infatti, per detta laurea non sono indicate Note (colonna sei della Tabella). Tanto vale anche per le classi A–45 Scienze economico- aziendali (ex 17/A) e A-47 Scienze matematiche applicate (ex 48/A), mentre per la classe A–46 Scienze giuridico–economiche (ex 19/A) nel curricolo debbono essere presenti alcuni esami specifici (si veda la nota (2) a pag. 41).
Pertanto la risposta è affermativa: lei potrà sicuramente partecipare alle prove di selezione del prossimo ciclo di TFA per le classi A-26, A–45 e A-47; per partecipare alle selezioni della A-46 deve verificare se è in possesso dei titoli aggiuntivi. Resta fermo che se anche dovesse superare le sezioni di tutte le classi cui ha accesso, potrà poi sceglierne una soltanto per effettuare il percorso formativo e conseguire la relativa abilitazione.
(16 marzo 2016)

Non basta la laurea di vecchio ordinamento per accedere al concorso a cattedre ordinario 2016

Domanda: Ho una laurea in ingegneria conseguita a luglio del 2002 e finora non ho mai insegnato. Da quello che mi pare di aver capito guardando il sito del MIUR con la mia laurea di vecchio ordinamento avrei l’ammissione al concorso per la classe A-26 (ex 47/A). Nel mio piano di studi ci sono gli esami richiesti: analisi I e II, geometria, calcolo numerico e calcolo delle probabilità, tutti annuali. Mi confermate che posso partecipare al concorso che è stato appena pubblicato?

Risposta: La Tabella A allegata al DM n. 19/2016 relativo alle nuove classi di concorso a pag. 26 stabilisce la corrispondenza tra la vecchia classe 47/A con la nuova A-26 Matematica e (terza colonna) indica tra le lauree di vecchio ordinamento utili per l'accesso all'insegnamento anche la laurea in ingegneria, alle condizioni stabilite dalla Nota (1). Detta Nota, riportata in colonna 6, stabilisce che "La laurea in ingegneria è titolo di ammissione al concorso purché il piano di studi seguito abbia compreso i corsi annuali (o due semestrali) di: analisi matematica I, analisi matematica II, geometria o geometria I e due corsi annuali (o quattro semestrali) tra i seguenti: geometria ed algebra o algebra ed elementi di geometria, calcolo delle probabilità, analisi numerica o calcolo numerico". Quindi, stando a quanto da lei dichiarato ci sarebbero tutti i requisiti curricolari richiesti per l’accesso alla classe A-26. Tuttavia occorre precisare che il concorso cui si riferisce la Nota in questione non è il concorso a cattedre ordinario di cui al DDG n. 106/2016, ma quello relativo alle selezioni per l’accesso all’abilitazione all’insegnamento che si consegue tramite un anno di Tirocinio Formativo Attivo (TFA). Infatti, il comma 1 dell’art. 3 DDG n. 106/2016 citato stabilisce esplicitamente che «alla presente procedura concorsuale è ammesso a partecipare, ai sensi dell' articolo 1, comma 110 della Legge [la legge n. 107/2015, ndr], esclusivamente il candidato in possesso del titolo di abilitazione all'insegnamento, rispettivamente per i posti della scuola secondaria di primo grado e per la scuola secondaria di secondo grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda (…)». Senza abilitazione non si può accedere al concorso a cattedre ordinario, nemmeno con una laurea di vecchio ordinamento.
(15 marzo 2016)

Quando si svolgeranno le prove del concorso e come saranno predisposte

Domanda: Mi sono iscritto al concorso a cattedre per la classe di concorso A-60 per tecnologia alle medie. Vorrei sapere quando si svolgeranno le prove, da chi saranno stabilite e dove si svolgeranno.

Risposta: Il calendario delle prove scritte, per tutti i bandi di concorso, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – quarta serie speciale - concorsi ed esami, il 12 aprile 2016. Il comma 1 dell’art. 7 dei tre bandi specifica che «L'elenco delle sedi d'esame, con la loro esatta ubicazione, con l'indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico e le istruzioni operative, è comunicato dagli USR responsabili della procedura concorsuale almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi Albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet (www.istruzione.it) del Ministero». Il calendario delle prove pratiche di laboratorio e degli orali è definito dalle Commissioni d’esame.
L’art. 9 del Il DM n. 95/2016 stabilisce che le tracce delle prove scritte «sono predisposte a livello nazionale dal Ministero» (c. 1) mentre le tracce delle prove pratiche «sono predisposte da ciascuna commissione secondo il programma, i contenuti e nel rispetto dei criteri generali di cui all’Allegato A e sono estratte 24 ore prima del loro svolgimento» (c. 2). Analogamente, alle Commissioni è delegata la definizione delle tracce per le lezioni simulate della prova orale, che saranno predisposte «in numero pari a tre volte quello dei candidati ammessi alla prova» (c. 3).
(14 marzo 2016)

Assunzione in ruolo al termine del concorso e anno di prova

Domanda: Cosa vuol dire che i vincitori di concorso saranno assunti per un contratto triennale a termine? Cosa si intende per periodo di prova?

Risposta: Il concorso a cattedre ordinario 2016 prevede per i vincitori l’assunzione a tempo indeterminato e non un contratto triennale a termine. Quella del contratto triennale è una ipotesi contenuta nella delega disposta al comma 181 (art. 1) della legge n. 107/2015: «b) riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria», con la quale si delinea un futuro percorso per l’accesso all’insegnamento; al momento, questa ipotesi non è stata ancora definita e comunque non ha nulla ha a che vedere col concorso ordinario.
Il periodo prova, di cui agli artt. 438, 439 e 440 del dlgs n. 297/1994, corrisponde al primo anno di assunzione a tempo indeterminato, durante il quale il docente è “nominato in prova”. Il personale docente così nominato è ammesso «ad un anno di formazione, che è valido come periodo di prova» (art. 437, c. 3), è svolto «in una scuola o istituzione dello stesso tipo di quelle cui si riferiscono i posti messi a concorso» (art. 440, c. 2) e perché sia valido «il servizio effettivamente prestato deve essere non inferiore a 180 giorni nell’anno scolastico» (art. 438, c. 1). Al termine del periodo di prova, «ai fini della conferma in ruolo» il docente discute con il Comitato per la valutazione dei docenti «una relazione sulle esperienze e sulle attività svolte. Sulla base di essa e degli altri elementi di valutazione forniti dal capo d'istituto, il comitato per la valutazione del servizio esprime il parere per la conferma in ruolo» (art. 440, c. 4). Il periodo di prova può essere ripetuto.
(14 marzo 2016)

Quale sarà il contenuto della prova scritta del concorso?

Domanda: Intendo partecipare al concorso a cattedre e vorrei qualche informazione sulla prova scritta per quanto riguarda i contenuti dei sei quesiti a risposta aperta? Chiederanno dei contenuti disciplinari o le leggi o entrambi?

Risposta: Il DM n. 95/2016 stabilisce la modalità di svolgimento delle prove d’esame scritte, pratiche (se previste) e orali, mentre nell’Allegato A allo stesso decreto sono riportati i contenuti delle prove (programmi d’esame). Nell’Allegato A occorre fare particolare attenzione alle “avvertenze genarli”, che qualificano le modalità secondo le quali saranno predisposte le prove scritte (che sono nazionali) e le prove pratiche e le orali, che sono invece a carico della Commissione d’esame. Il testo evidenzia che l’impostazione generale del concorso è prevalentemente rivolta all’accertamento delle competenze e capacità dei concorrenti in termini professionali (didattici, psico-pedagogici, metodologici e organizzativi); alla parte normativa è dedicata una parte piuttosto ampia, anche se circoscritta alle disposizioni riguardanti la professione, da selezionare in rapporto all’ordine di scuola cui afferisce la classe di concorso specifica.
Per quanto riguarda i sei quesiti a risposta aperta della prova scritta il comma 2 dell’art. 5 del DM n. 95/2016 specifica che, per i posti comuni, essi riguardano la «trattazione di tematiche disciplinari, culturali e professionali, volti all’accertamento delle conoscenze e competenze didattico-metodologiche in relazione alle discipline oggetto di insegnamento»; per il sostegno si riferiscono invece alle «metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità» e saranno «finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità». Si tratterà quindi di quesiti rivolti soprattutto alla verifica delle capacità professionali e perciò i contenuti riguarderanno le discipline inerenti la classe di concorso sotto il profilo della mediazione metodologico-didattica e della efficacia dell’intervento formativo-educativo nei confronti degli allievi. In questa fase le conoscenze normative non saranno presumibilmente oggetto di quesiti diretti, ma saranno comunque presenti come substrato necessario per fornire le risposte. Se, ad esempio, venisse richiesto di collocare un autore in una programmazione per la secondaria di I grado, il candidato dovrà essere a conoscenza delle relative disposizioni presenti nelle “Indicazioni Nazionali per il curricolo” relative alle scuole del primo ciclo. Tuttavia, non può essere escluso che lo scritto possa contenere anche quesiti di natura “professionale”, relativi ad esempio alla governance delle scuole, come le attribuzioni del Consiglio d’Istituto o le funzioni del Comitato di valutazione dei docenti o – ancora – i compiti dell’Indire e le finalità dell’Invalsi.
(12 marzo 2016)

Superamento del concorso e immissione in ruolo

Domanda: Per i vincitori del concorso vincitori in quale anno scolastico avverrà l’immissione in ruolo? Già da settembre 2016? I posti si distribuiranno nel corso di più anni? Grazie.

Risposta: Le graduatorie di merito in esito al concorso appena bandito hanno durata triennale (cfr. art. 1, comma 113 della legge n. 107/2015: «Le relative graduatorie hanno validità triennale a decorrere dall’anno scolastico successivo a quello di approvazione delle stesse e perdono efficacia con la pubblicazione delle graduatorie del concorso successivo e comunque alla scadenza del predetto triennio»). Le immissioni in ruolo inizieranno «dall’anno scolastico successivo a quello di approvazione» (cfr. articolo citato) e si protrarranno per l’intero triennio. Se il concorso sarà espletato in tempo per la pubblicazione delle graduatorie entro il corrente anno scolastico (31 agosto 2016) è possibile che già a settembre 2016 si abbiano le prime assunzioni in ruolo di coloro che sono collocati nei primi posti delle graduatorie.
(12 marzo 2016)

Tre versamenti da 10 euro di diritti di segreteria per partecipare al concorso nell’ambito AD08?

Domanda: Sono abilita con TFA per la classe A052 (e - a cascata - per A051, A050 e A043) e potrò concorrere per i due ambiti disciplinari AD04 e AD08. Per quanto riguarda il pagamento del diritto di segreteria (i 10 euro con bonifico) il bando dice che "è dovuto, ai sensi dell' articolo 1, comma 111 della Legge, il pagamento di un diritto di segreteria pari ad euro 10,00 (dieci) per ogni classe di concorso o ambito verticale per i quali si concorre". Leggo che mentre l’AD04 è considerato ambito verticale, l’AD08 è un ambito orizzontale (cioè AD04 + A-11 + A-13). Questo significa che per l’iscrizione dovrò compilare 3 bonifici: uno per l’AD04, uno per la classe A-11 (Discipline letterarie e latino) e uno per la classe A-13 (Discipline letterarie, latino e greco). è corretto?

Risposta: Sì, è esattamente quanto stabilisce il comma 2 dell’art. 4 del bando di concorso, DDG n. 106/2016. Ciò dipende dal fatto che mentre gli ambiti verticali sono trattati sostanzialmente come equivalenti ad un’unica classe di concorso (le prove sono uniche per entrambe le classi aggregate), nell’ambito AD08 oltre alla prova scritta e orale comune di italiano relativa all’AD04, per le altre due classi A-11 e A13 si hanno: una prova scritta comune di latino, una distinta prova scritta di greco e due distinte prove orali per latino e greco (come si rileva dall’Allegato A al DM n. 95/2016).
(11 marzo 2016)

Certificazione delle competenze nei diversi ordini di scuola

Domanda: Nelle “avvertenze generali” per il concorso a cattedre si parla di certificazione delle competenze. Quali sono i riferimenti normativi riguardo a questo argomento nei diversi livelli di scuola?

Risposta: Per la certificazione delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione scuole del I ciclo il riferimento normativo è costituito dal DM n. 254/2012 (Indicazioni Nazionali per il curricolo); qui la traccia per la certificazione è data dalle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite nella Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione europea del 18 dicembre 2006.
Molto più scarna è invece la normativa riguardante la certificazione delle competenze al termine dell’obbligo di istruzione (1° biennio delle superiori), definito nel DM n. 9/2010 e, in particolare, nell’allegato modello di certificazione, che valuta le competenze in riferimento ai quattro assi culturali: dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico e storico-sociale. Il modello per l’esame di Stato non ha ancora trovato una identificazione univoca.
La normativa fin qui richiamata definisce il quadro di riferimento per ora consolidato, anche se incompiuto; siamo infatti ancora lontani da una stabilizzazione legislativa della materia rispetto a quanto previsto inizialmente dalla legge n. 53/2003. L’evoluzione è ora rappresentata dalla circolare n. 3/2015 con la quale il MIUR ha avviato la sperimentazione di nuovi modelli di certificazione per le scuole del I ciclo.
(11 marzo 2016)

Che succede se supero il concorso e poi rinuncio alla nomina?

Domanda: Sono abilitata con TFA I ciclo nelle classi di concorso A050 e A043. Attualmente insegno in una scuola paritaria nella quale mi trovo molto bene, ma prima di rinunciare al concorso per il ruolo statale vorrei chiarirmi le idee per non prendere una decisione avventata. Avrei perciò bisogno di informazioni rispetto alle modalità di svolgimento del concorso e soprattutto sulle reali disponibilità di posti e le modalità con cui verranno attribuiti.
Io parteciperei all’ambito disciplinare AD04 e vorrei sapere come sarà fatto lo scritto e soprattutto se avrò la possibilità di scegliere se venire inserita in un istituto o in una scuola media. Inoltre vorrei sapere cosa succede se, nel caso dovessi superarle il concorso, poi dovessi rinunciare alla nomina. Grazie.


Risposta: Le disposizioni relative al concorso ordinario 2016 sono costituite dal DM n. 95/2016, inerente le modalità di svolgimento delle prove e i relativi programmi d’esame e, per la scuola secondaria, dal bando di concorso disposto con DDG n. 106/2016, i quali forniscono precise indicazioni operative in proposito. Con precedente DPCM 24 dicembre 2015 il Governo aveva autorizzato il quantitativo dei posti e delle cattedre messi a concorso, secondo la ripartizione regionale per posti e classi di cui alla comunicazione del 18 febbraio 2016. Nel prossimo triennio (2016/17-2018/19) il 50% del contingente annualmente destinato alle di immissioni in ruolo (definito di volta in volta in base ai pensionamenti e alla popolazione scolastica) sarà coperto dei vincitori del concorso 2016; il restante 50% sarà coperto invece dai docenti iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento (GaE) fino al loro completo esaurimento (nel caso di GaE esaurite i posti disponibili saranno tutti attribuiti ai vincitori di concorso. Pertanto, essendo lei abilitata con TFA e quindi non inserita nelle GaE, l’unica possibilità che ha di accedere al ruolo statale è la partecipazione con esito positivo al concorso a cattedre appena bandito.
La sua abilitazione è certamente valida per la partecipazione al concorso per l’Ambito Disciplinare verticale AD-04, costituito per aggregazione delle classi A-22 (ex A043) e A-12 (ex A050). Per questo ambito, come per tutti quelli verticali, le prove concorsuali sono uniche per entrambe le classi aggregate. Il comma 2 dell’art. 11 del DM n. 95/2016 stabilisce che, all’esito positivo delle procedure concorsuali, per gli ambiti disciplinari verticali «è formata un’unica graduatoria di ambito, nel limite massimo di posizioni dato dalla somma dei posti banditi per ciascuna classe di concorso». Quanto alle modalità di assunzione, trattandosi di graduatoria unica, l’assunzione avverrà in base alle cattedre di volta in volta disponibili e alla sua possibilità di scelta in rapporto alla posizione da lei occupata in graduatoria di merito.
Qualora, avendo superato il concorso ed essendo perciò inserita nella relativa graduatoria di merito, nel prossimo triennio dovesse ricevere una proposta di assunzione in ruolo nella scuola statale l’eventuale rinuncia produrrebbe la sua cancellazione irrevocabile dalla graduatoria (cfr. art. 1, comma 109 – ultimo periodo – della legge n. 107/2015: «La rinuncia all’assunzione nonché la mancata accettazione in assenza di una valida e motivata giustificazione comportano la cancellazione dalla graduatoria di merito») e quindi l’impossibilità di accedere al ruolo statale per tutto il periodo di validità delle graduatorie di merito di questo concorso.
(10 marzo 2016)

Vecchie abilitazioni per l’accesso alle Graduatorie d’Istituto e al concorso ordinario 2016

Domanda: Avrei bisogno di alcune informazioni relative alla mia situazione lavorativa. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere e Moderne, lingua inglese, e mi sono abilitata per l'insegnamento della lingua inglese nell'anno 1982 (Classe LX lingua straniera-inglese, codici B462-84XLV1); sono stata inclusa nelle graduatorie di merito, ma avendo rifiutato più volte ne sono stata esclusa. Ho insegnato per oltre 30 anni nelle scuole paritarie in Italia e da due anni e mezzo lavoro in una paritaria all’estero. Per ragioni familiari sto considerando l'ipotesi di rientrare in Italia nel prossimo mese di luglio 2016 e sto cercando lavoro. Essendo abilitata ho la possibilità di fare domanda per l'inserimento nelle graduatorie (per supplenze) di Istituto, mi pare in seconda fascia? Per essere inserita nuovamente in graduatoria devo necessariamente partecipare al prossimo concorso? Ci sono in tal caso limiti di età?

Risposta: Può certamente inserirsi nelle Graduatorie d’Istituto (GdI), ma non ora. Le GdI si riapriranno per aggiornamento dei punteggi e nuovi inserimenti nella primavera del prossimo anno (2017) e saranno accessibili esclusivamente agli abilitati (seconda fascia, appunto), mentre i non abilitati non potranno più iscriversi nelle attuali terze fasce, che verranno soppresse.
Per l’inserimento nelle Graduatorie d’Istituto non occorre partecipare al concorso, basta l’abilitazione già in suo possesso e non ci sono limiti di età. Tuttavia, essendo abilitata può sicuramente partecipare al concorso a cattedre per l’ambito disciplinare verticale AD05, che raccoglie sia la classe di concorso per le medie che quella per le superiori. È l’unica opportunità ora disponibile per accedere al ruolo statale, che altrimenti non avrebbe non essendo inserita nelle Graduatorie Permanenti, ora Graduatorie ad Esaurimento. Nemmeno per l’accesso al concorso ci sono limiti di età.
(10 marzo 2016)

Come incide la scelta della lingua straniera sulla valutazione delle prove del concorso?

Domanda: Come lingua straniera per il concorso pensavo di scegliere l'inglese perché con il CLIL e via dicendo mi sembra più promettente, però mi troverei molto più a mio agio con lo spagnolo. Mi chiedevo: la scelta della lingua è determinante, nel senso che nel caso si superi l'esame garantisce una specie di "certificazione", o è solo finalizzata al superamento dell'esame?

Risposta: La scelta della lingua non determina punteggio o certificazione aggiuntiva (il concorso non può rilasciare certificazioni del livello QCER); è solo funzionale al punteggio delle prove, soprattutto quella scritta. Sebbene le due prove in lingua straniera dello scritto valgono al massimo 3,5/40 punti ciascuna mentre quelle a risposta aperta valgono al massimo 5,5/40 ciascuna, migliore risulta la performance nelle due prove in lingua straniera e più alto sarà il punteggio complessivo della prova; perciò, meglio si conosce la lingua straniera e migliore sarà il risultato. Stessa cosa per l’orale.
(9 marzo 2016)

Visto che al nuovo concorso non si accede senza abilitazione, come faccio ad abilitarmi?

Domanda: Buongiorno, sono docente di lettere in una scuola media, in ruolo dal 2001 come vincitrice del concorso a cattedre del 2000. Mi piacerebbe, dopo molti anni, accedere ad altre classi di concorso per le quali ho il titolo di studio ma non l’abilitazione; l’intenzione sarebbe quella di chiedere successivamente un passaggio di cattedra.
Ora possiedo l’abilitazione per la classe A043 e A050; come si può oggi ottenere un’abilitazione per la A051, oppure per insegnare storia e filosofia (A037, se non sbaglio).
So che il concorso di quest’anno è riservato a chi già possiede l’abilitazione. Ci sono altre strade?
Grazie per le informazioni.


Risposta: L’unico percorso per conseguire l’abilitazione all’insegnamento è attualmente quello del Tirocinio Formativo Attivo (TFA) di cui al DM n. 249/2010. Al percorso di TFA si accede essendo in possesso dei requisiti definiti nella Tabella A allegata DPR n. 19/2016 relativo alle nuove classi di concorso e, successivamente, superando tre prove selettive definite all’art. 15 del citato DM n. 249/2010. Detta Tabella specifica che per accedere alle nuove classi di concorso A-11 Discipline letterarie e latino (ex A051) e A–19 Filosofia e Storia (ex A037) con lauree di vecchio ordinamento come la sua è necessario essere in possesso – a seconda della specifica laurea indicata nella terza colonna – dei requisiti definiti nelle note riportate in sesta colonna (distinte per specifica laurea). Consulti la terza colonna della Tabella A per verificare, innanzitutto, se la laurea in suo possesso le consente l’accesso alle due classi di concorso che le interessano (ad es., la laurea in Lettere non consente l’accesso alla classe A-19 a meno che non risponda a uno dei requisiti indicati nelle note (5) o (6)). Successivamente controlli se il suo curricolo degli esami è adeguato alle due classi di concorso; in caso ne mancasse qualcuno prima di fare domanda di partecipazione al TFA deve conseguire il/i titolo/i mancante/i tramite esame/i singolo/i.
(8 marzo 2016)

Laurea in architettura e accesso all’insegnamento

Domanda: Mi sono da poco laureata due anni fa con una magistrale in architettura, ma non ho fatto il corso per l’abilitazione. Posso comunque propormi per qualche posizione all'interno della scuola?
La mia laurea porterebbe naturalmente all'insegnamento di Storia dell'arte o tecnica alle medie, ma non nego che mi piacerebbe anche lavorare con i bambini più piccoli, dalla materna alle elementari. Quali possibilità ho? Grazie.


Risposta: Con la sua laurea magistrale in Architettura (indifferentemente sia di classe LM-03 che LM-04) può accedere a diversi insegnamenti, secondo quanto stabilito nella Tabella A allegata DPR n. 19/2016 relativo alle nuove classi di concorso. Per alcuni insegnamenti l’accesso è diretto (è cioè sufficiente la sola laurea), per altri è condizionato al possesso di specifici CFU o di particolare diploma di secondaria di II grado.
Gli insegnamenti ad accesso diretto sono:
A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado
A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica
A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado
A-37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica
A-47 Scienze matematiche applicate
A-60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.

Gli insegnamenti che richiedono specifici CFU sono:
A–20 Fisica, per la quale il curricolo degli studi deve contenere almeno 24 crediti nel settore scientifico disciplinare FIS/01
A–26 Matematica, per la quale il curricolo degli studi deve contenere almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari MAT/02, 03, 05, 06, 08
A-54 Storia dell’arte, per la quale il curricolo degli studi deve contenere almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 L-ART/01 o 02, 12 LART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Per le altre classi di insegnamento che richiedono specifico diploma delle superiori si rinvia alla Tabella A. Analogamente, si rinvia a detta Tabella per l’identificazione degli indirizzi di studi (e quindi le scuole) nei quali le classi d’insegnamento sono contemplate.
La sua laurea non le consente invece di accedere all’insegnamento nella scuola dell’infanzia o nella primaria, per le quali occorre la laurea abilitante in Scienze della Formazione Primaria.
Quanto ora specificato vale anche per l’accesso al Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per il conseguimento dell’abilitazione.
(8 marzo 2016)

Permessi per formazione e aggiornamento

Domanda: Sono una docente specializzata di sostegno per la scuola secondaria di I grado, che sta prestando servizio come supplente per un posto di potenziamento di sostegno fino al 30 giugno presso un istituto comprensivo. Desideravo sapere se l’art. 64 del CCNL relativo alla fruizione del diritto alla formazione si riferisca anche ai docenti a tempo determinato come nel mio caso. La Dirigente della mia scuola mi ha concesso di partecipare ad un corso di formazione in orario di servizio ma mi ha fatto recuperare le ore in cui sono stata assente. Ha leso un mio diritto?
Grazie. Cordiali saluti


Risposta: L’art. 64 del vigente CCNL-Scuola si applica indifferentemente al personale di ruolo e a quello a tempo determinato. In particolare, il comma 5 stabilisce che «gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici»; in sostanza, si tratta di permessi retribuiti, quindi non soggetti a recupero. Il fatto che le sia stato richiesto il recupero delle ore fa pensare che non si sia trattato di un permesso per formazione in servizio di cui all’art. 64 del CCNL (che dovrebbe essere almeno di una intera giornata), ma di un permesso breve, di durata non superiore a due ore, il quale è soggetto a recupero. Il comma 1 dell’art. 16 del CCNL stabilisce infatti che «compatibilmente con le esigenze di servizio, al dipendente con contratto a tempo indeterminato e al personale con contratto a tempo determinato, sono attribuiti, per esigenze personali e a domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell'orario giornaliero individuale di servizio e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di due ore», da recuperare secondo le prescrizioni di cui al successivo comma 3: «Entro i due mesi lavorativi successivi a quello della fruizione del permesso, il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio».
(7 marzo 2016)

Comitato di valutazione e sostituzione di un componente

Domanda: Avrei bisogno di un parere in merito ad una situazione che si sta verificando per il comitato di valutazione.
Sono una insegnante di un Istituto Comprensivo con incarico di Funzione Strumentale e componente del Consiglio d’Istituto, da cui sono stata eletta nel Comitato di valutazione come componente di scuola primaria. Premetto che al momento della mia designazione accettai a condizione di poter essere sottoposta a valutazione. È possibile che tale richiesta mi venga negata per mancanza sostituzione? Poiché l’unica Insegnante del Consiglio d’Istituto della componente scuola primaria è staff del dirigente, sostengono di non potermi sostituire.
Se ciò è vero posso essere sostituita da una insegnante della scuola dell’Infanzia o da una della scuola secondaria di primo grado?
È possibile che come rappresentanti dei genitori non siano stati inseriti rappresentanti della scuola dell’infanzia anche se è specificato nella disposizione di legge? Questa anomalia può invalidare il Comitato di valutazione?
Quali sono le disposizioni che salvaguardano queste norme?
Nel ringraziarla per la sua disponibilità nell'attesa di una risposta invio distinti saluti.


Risposta: Inizio a risponderle dall’ultimo quesito, relativo alle norme di riferimento per la costituzione e il funzionamento del Comitato di valutazione.
La legge n. 107/2015, al comma 129 dell’art. 1, ha modificato l’art. 11 del Testo Unico della scuola (dlgs n. 297/1994), riguardante il “comitato per la valutazione del servizio dei docenti” che assume ora la denominazione più generica di “comitato per la valutazione dei docenti”. La nuova formulazione ne modifica anche la composizione e allarga le competenze (nessuna di quelle previste in precedenza viene cassata o modificata) alla individuazione dei «criteri per la valorizzazione dei docenti», sulla base dei quali il dirigente scolastico assegnerà il bonus annuale di cui al comma 126 della legge (200mln di euro complessivi stanziati ogni anno a partire dal 2016). La Scheda relativa ai due testi vecchio e nuovo affiancati facilita il confronto. Come si rileva dal nuovo comma 3, il comitato di valutazione, operante con tutte le sue componenti, è quindi l’organismo abilitato dalla legge a stabilire i criteri di valutazione per l’assegnazione del bonus annuale. Al dirigente scolastico compete invece l’assegnazione del bonus, come stabilisce il comma 127 della legge: «Il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, istituito ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dal comma 129 del presente articolo, assegna annualmente al personale docente una somma del fondo di cui al comma 126 sulla base di motivata valutazione».
Tutti i docenti possono essere ammessi alla valutazione, indipendentemente dalla funzione ricoperta all’interno dell’istituzione scolastica, quindi nessuno ha il potere di escluderla dalla valutazione. Non certamente ai fini del bonus in quanto il Comitato definisce solo i criteri di valutazione, mentre la scelta, la ripartizione e l’assegnazione sono competenza del dirigente scolastico (cfr. comma 127 sopra citato). Né tanto meno può essere esclusa per quanto riguarda la valutazione ordinaria del servizio, di cui al comma 5 del nuovo art. 11 da lei espressamente richiesta. Questo, del resto, chiaramente recita: «Il comitato valuta il servizio di cui all’articolo 448 su richiesta dell’interessato, previa relazione del dirigente scolastico; nel caso di valutazione del servizio di un docente componente del comitato, ai lavori non partecipa l’interessato e il consiglio di istituto provvede all’individuazione di un sostituto». Il fatto che sia stata designata dal Consiglio d’istituto non significa che, nel caso lei chieda la normale valutazione del suo servizio (ai sensi dell’art. 448 del Testo Unico), l’eventuale sostituto debba necessariamente essere componente dello stesso organismo; infatti la FAQ n. 9 pubblicata nella raccolta predisposta da MIUR alla domanda se gli eleggibili nel Consiglio d’istituto devono essere componenti di quell’organismo specifica che «La scelta può avvenire non necessariamente nell’ambito del Consiglio, in quanto la “rappresentanza” può essere intesa in senso lato, come possibile individuazione di rappresentanti anche all’esterno del Consiglio (es., membro di Consiglio di classe, ecc.)». Correttamente il Consiglio d’istituto potrebbe indicare in tal caso, come suo sostituto temporaneo, un/una collega della primaria appartenente all’organico della sua scuola.
Il comma 2 del nuovo art. 11 non impone vincoli sulla provenienza della rappresentanza relativa alla componente genitori, ne potrebbe visto che nella scuola del I ciclo di genitori possono essercene soltanto due; la norma si limita a specificarne la quantità: «due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione». A conferma di quanto detto, la FAQ n. 11, a proposito di rappresentanza dei diversi settori negli istituti comprensivi chiarisce che «Sull'opportunità di prevedere la rappresentanza dei vari settori decidono autonomamente gli organi collegiali di istituto». Il fatto che non siano presenti genitori della scuola dell’infanzia non può certo essere motivo per invalidare il Comitato di valutazione regolarmente costituito.
(7 marzo 2016)

Corrispondenza tra corsi annuali del vecchio ordinamento e CFU del nuovo ai fini dell’accesso all’insegnamento

Domanda: Buongiorno, sono laureato in filosofia vecchio ordinamento. Il mio piano di studi comprende solo Storia Greca e Storia Contemporanea e, considerato che la laurea in filosofia è titolo di ammissione al concorso ex 37/A, oggi A-19, purché il piano di studi seguito abbia compreso tre corsi annuali (o sei semestrali) di storia greca o storia romana, storia medioevale, storia moderna o storia contemporanea, chiedo cortesemente si sapere a quanti CFU corrisponde l’annualità di storia medioevale. Grazie

Risposta: Prima di tutto è necessaria una precisazione. La laurea in filosofia è titolo di ammissione al concorso a cattedre ordinario per l’insegnamento nella classe A-19 Filosofia e Storia se e solo se è accompagnata dalla relativa abilitazione all’insegnamento, che si consegue tramite frequenza positiva del relativo Tirocinio Formativo Attivo (TFA) di cui al DM n. 249/2010. Per accedere all’insegnamento nella classe A-19 Filosofia e Storia, e quindi anche al relativo TFA, occorre essere in possesso dei requisiti stabiliti dalla Tabella A allegata al DM n. 19/2016 da lei richiamati per le lauree di vecchio ordinamento. In carenza di uno o più dei requisiti richiesti è necessario conseguirli tramite esami singoli.
La corrispondenza tra i corsi annuali (o semestrali) di vecchio ordinamento e Crediti Formativi Universitari del nuovo non è univoca tra i diversi atenei, andando da un minimo di 8 ad un massimo di 12 CFU per una annualità (da 4 a 6 per un semestrale). Poiché la stessa Tabella A sopra richiamata indica per la laurea magistrale LM 78-Scienze filosofiche il requisito aggiuntivo di «almeno 36 crediti nei settori scientifico disciplinari M-STO e L-ANT, di cui 12 M- STO/01, 12 M-STO/02 o 04, 12 L-ANT/02 o 03» per l’accesso alla classe A-19 e corrispondendo tutti i settori richiamati a corsi di storia (si veda l’Allegato A al DM 4 ottobre 2000), appare evidente che il numero di CFU richiesti per ciascuna annualità di vecchio ordinamento è quella massima, ovvero 12 CFU.
(4 marzo 2016)

Contenuti disciplinari della classe d’insegnamento e prove concorsuali

Domanda: Nelle prove del concorso saranno chiesti i contenuti delle discipline?

Risposta: Il comma 2 dell’art. 5 del DM n. 95/2016 riguardo alle modalità d’esame specifica che i quesiti delle prove scritte sono inerenti «alla trattazione articolata di tematiche disciplinari, culturali e professionali, volti all’accertamento delle conoscenze e competenze didattico-metodologiche in relazione alle discipline oggetto di insegnamento», mentre il comma 4 del successivo art. 7, a proposito della prova orale riferisce che è destinata a valutare «la padronanza delle discipline stesse, nonché la relativa capacità di trasmissione e di progettazione didattica, anche con riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione». Le “avvertenze generali” in premessa all’Allegato A del DM n. 95/2016 a loro volta, a proposito di requisiti professionali e culturali in possesso dei candidati, pongono al primo punto il «sicuro dominio dei contenuti dei campi di esperienza e delle discipline di insegnamento e dei loro fondamenti epistemologici, al fine di realizzare una efficace mediazione metodologico-didattica». Come si può notare, la conoscenza disciplinare necessaria non è quella di tipo accademico – peraltro già accertata in sede universitaria, sia con la laurea che con l’abilitazione – quanto piuttosto la conoscenza dei contenuti funzionale all’attività professionale del docente nella classe di insegnamento per la quale si concorre.
(3 marzo 2016)

Il difficile compito del comitato di valutazione nel definire i criteri per l’assegnazione del bonus

Domanda: Scrivo a nome di un gruppo di colleghi per avere lumi sulla modalità per la determinazione dei criteri per l’attribuzione ai docenti del bonus:

  1. I criteri di valutazione dei docenti chi li stabilisce il comitato di valutazione o il dirigente scolastico o altro organo scolastico.
  2. Le Funzioni Strumentali possono essere ammessi alla valutazione?
  3. I docenti che fanno parte del Comitato di valutazione possono essere valutati?
  4. È possibile che vi sia un unico indicatore per stabilire l’ammissibilità alla valutazione?
  5. L’importo del bonus può essere messo in discussione dal collegio dei docenti?
  6. Le valutazioni deve essere documentata?
  7. quali potrebbero essere i criteri?
  8. Alcuni docenti hanno invece chiesto che i valutabili siano solo quei docenti nominati dal dirigenti come tutor per i neo assunti. Ovviamente questa proposta dovrebbe essere approvata a larga maggioranza dal comitato di valutazione?
In attesa di una vostra risposta invio cordiali saluti.

Risposta:
  1. La legge n. 107/2015, al comma 129 dell’art. 1, ha modificato l’art. 11 del Testo Unico della scuola (dlgs n. 297/1994), riguardante il “comitato per la valutazione del servizio dei docenti” che assume ora la denominazione più generica di “comitato per la valutazione dei docenti”. La nuova formulazione ne modifica anche la composizione e allarga le competenze (nessuna di quelle previste in precedenza viene cassata o modificata) alla individuazione dei «criteri per la valorizzazione dei docenti», sulla base dei quali il dirigente scolastico assegnerà il bonus annuale di cui al comma 126 della legge (200mln di euro complessivi stanziati ogni anno a partire dal 2016). La Scheda relativa ai due testi vecchio e nuovo affiancati facilita il confronto. Pertanto, l’unico organismo abilitato dalla legge a stabilire i criteri di valutazione per l’assegnazione del bonus annuale è il comitato di valutazione dei docenti, operante con tutte le sue componenti. Al dirigente scolastico compete invece l’assegnazione del bonus, come stabilisce il comma 127 della legge: «Il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, istituito ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dal comma 129 del presente articolo, assegna annualmente al personale docente una somma del fondo di cui al comma 126 sulla base di motivata valutazione».
  2. Tutti i docenti possono essere ammessi alla valutazione, indipendentemente dalla funzione ricoperta all’interno dell’istituzione scolastica.
  3. In quanto docenti della scuola, anche i docenti nominati nel comitato di valutazione sono possibili destinatari del bonus e quindi, a questo fine, sono sottoposti a valutazione.
  4. Le aree dell’attività professionale del docente all’interno delle quali il Comitato dovrà individuare i criteri in questione sono indicate al comma 3 del nuovo articolo 11 del dlgs n. 297/1994 (si veda la Scheda di cui sopra) e riguardano:
    • attività in classe (qualità dell’insegnamento e successo scolastico-formativo degli allievi);
    • attività di ricerca e innovazione didattica (singola e/o in team);
    • responsabilità organizzative e di coordinamento assunte nella scuola.
    Non è quindi lecito limitare i criteri di valutazione ad un unico indicatore, come del resto chiarisce la FAQ n. 17 pubblicata sul sito del MIUR la quale raccomanda che il comitato «operi su tutte e tre le aree, eventualmente assegnandovi valore e pesi diversi», anche se resta libero di «decidere, con adeguata motivazione, di definire criteri valutativi non per tutte», e «non vengano individuate altre aree diverse da quelle indicate dalla legge, mutuandole, ad esempio, da contesti istituzionali di altra natura».
  5. Come sopra specificato, la legge (comma 129 legge n. 107/2015) assegna unicamente al comitato di valutazione la titolarità della definizione dei criteri per l’assegnazione del bonus. Il ruolo del Collegio dei docenti può essere quello di “consulente” del comitato e quindi di dare indicazioni in merito ai criteri, ma non certo quello di “giudice” del suo operato.
  6. La legge n. 107/2015 non stabilisce regole di documentazione o rendicontazione, limitandosi a prescrivere al dirigente scolastico di basarsi sui criteri stilati dal comitato per assegnare il bonus; specifica però che le sue decisioni debbono essere accompagnate da «motivata valutazione» [comma 127 della legge], mentre la norma contabile generale gli impone lasciare traccia scritta di tali motivazioni.
  7. In proposito l’Associazione Diesse, in collaborazione con l’Associazione di dirigenti scolastici Disal, per facilitare il difficile compito di stilare i criteri di valutazione, ha predisposto un insieme di indicatori e descrittori, definiti all’interno delle tre aree, dai quali i comitati possono attingere per definire criteri adeguati alla propria scuola. La proposta di Diesse e Disal è scaricabile all’indirizzo: http://www.diesse.org/cm-files/2016/02/20/2015_2016_23-criteri-per-la-valorizzazione-dei-docenti-una-proposta-1.pdf.
  8. La richiesta di valutare esclusivamente i tutor dei neoassunti appare in evidente conflitto con quanto esposto al punto 4). Tutto il pacchetto di criteri deve essere approvato almeno a maggioranza semplice dal comitato (anche se sarebbe più opportuna l’unanimità).

(2 marzo 2016)

Valutazione di dottorato di ricerca, certificazione linguistica e servizio per la graduatoria del concorso

Domanda: Avrei bisogno mi sciogliate qualche dubbio sulla valutazione dei titoli per il concorso. Sono abilitata per le classi A043 e A050 e ho un dottorato in "Discipline storico-artistiche". Mi da punteggio? La certificazione di inglese che ho fatto è di livello B2 ma con punteggio di livello C1 per cui non so se vale o no. Dal gennaio del 2013 al giugno del 2014 ho insegnato Italiano e Latino in un Liceo Scientifico (classe A051); mi vale come punteggio? Nell’anno scolastico 2014/15 ho avuto un incarico annuale per Italiano, Storia e Geografia alle medie, mentre nell’anno in corso insegno Italiano al Liceo delle Scienze Applicate e Italiano di una scuola paritaria. Mi valgono questi due anni?

Risposta: I titoli valutabili per la graduatoria finale del concorso sono stabiliti dalla Tabella A allegata al DM n. 94/2016. Al punto B.5.1 della Tabella compare il “dottorato di ricerca” come titolo valutabile, senza alcuna specificazione; quindi il suo dottorato ha piena validità ai fini del punteggio. Quanto alla conoscenza della lingua straniera, di cui al punto B.5.7 della Tabella, fa fede il livello effettivamente certificato: il punteggio è assegnato se di livello C1 (2 punti) o C2 (3 punti).
Il servizio (punto D.1.1 della Tabella) vale 0,7 punti per anno scolastico esclusivamente se prestato «sullo specifico posto, classe di concorso o classe di concorso ricompresa nell’ambito disciplinare verticale per cui si procede alla valutazione», pertanto l’insegnamento nella A051 (ora A-11), non può essere valutato in quanto la classe non appartiene all’Ambito Disciplinare verticale AD04 di cui fanno parte le nuove classi A-22 (ex A043) e A-12 (ex A050). Tutti gli altri anni di servizio nella ex A043 e nella ex A050 «nelle scuole statali o paritarie» sono validi, purché prestati «per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni per ciascun anno scolastico»; l’anno scolastico in corso verrà perciò valutato solo se all’atto della presentazione della domanda sono stati raggiunti i 180 giorni dal momento della nomina.
(1 marzo 2016)

Abilitazione per le ex classi A043 e A050, nuove classi e diritti di segreteria per il concorso

Domanda: Sono abilitata tramite TFA per la classe A043, valida anche per la A050, e parteciperò al prossimo concorso a cattedre. Visto che sono state modificate le classi di concorso, vorrei sapere con la mia abilitazione a quali concorsi posso partecipare e quanti diritti di segreteria debbo versare.

Risposta: La sua abilitazione è valida per la partecipazione al concorso per l’Ambito Disciplinare verticale AD-04; le prove concorsuali sono uniche per entrambe le classi A-22 (ex A043) e A-12 (ex A050) appartenenti all’ambito, quindi dovrà versare un solo contributo di segreteria di 10,00 euro per l’iscrizione. Il comma 2 dell’art. 11 del DM n. 95/2016 relativo alle prove d’esame stabilisce che, all’esito positivo delle procedure concorsuali, per gli ambiti disciplinari verticali «è formata un’unica graduatoria di ambito, nel limite massimo di posizioni dato dalla somma dei posti banditi per ciascuna classe di concorso».
(29 febbraio 2016)

Presentazione della domanda per il concorso da parte di aspiranti temporaneamente all’estero

Domanda: Sono abilitato per la classe A037. In questo periodo sono all’estero per motivi di studio ma vorrei partecipare al concorso a cattedre appena bandito.
Sono già iscritto al sistema POLIS-Istanze Online, per cui anche se ora sono all'estero dovrei potermi iscrivere online senza problemi. Mi hanno detto, però, che nel bando si dice che i candidati che vivono all'estero debbono presentarsi al Consolato italiano per effettuare l’iscrizione. Vorrei sapere se questo è vero e come mi debbo muovere.


Risposta: Essendo già iscritto al sistema POLIS può procedere direttamente alla presentazione on line della domanda di iscrizione al concorso. Il comma 5 dell’art. 4 del bando, DDG n. 106/2016, chiama in causa l’Autorità Consolare esclusivamente per la «fase del riconoscimento prevista dalla procedura informatica POLIS» al fine di attestare «la veridicità dei dati anagrafici all'USR competente», necessaria per l’iscrizione al sistema; avendo già la registrazione per lei non è necessario questo passaggio.
(27 febbraio 2016)

Neolaureata in Psicologia e insegnamento

Domanda: Mi sono laureata con la magistrale in Psicologia a marzo 2015. C'è una classe di concorso che faccia riferimento a questa materia? Se sì, quale? Potrei partecipare al concorso?

Risposta: La Tabella A allegata al dlgs n. 19/2016 relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento mostra che la laurea magistrale LM 51-Psicologia consente l’accesso all’insegnamento nella classe di concorso A-18 Filosofia e Scienze umane (ex 36/A-Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione), a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 96 CFU nei settori scientifico-disciplinari M-FIL, M-STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui: 24 CFU tra M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04 M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 CFU tra M-PED/01, M-PED/02, M- PED/04; 24 CFU tra M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06 24 tra: SPS /07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS12. Tuttavia, l’accesso al concorso ordinario è consentito solo agli abilitati per le specifiche classi. Qualora volesse conseguire l’abilitazione per l’insegnamento nella A-18 e fosse in possesso dei requisiti in termini di CFU richiamati dovrà partecipare al prossimo ciclo di Tirocinio Formativo Attivo (TFA). In carenza di crediti dovrà reperirli con esami singoli prima dell’emanazione del bando del TFA.
(27 febbraio 2016)

Condizioni per l’accesso al TFA nella nuova classe dei concorso A-22 con la laurea in Conservazione dei Beni culturali

Domanda: Sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali nell'anno accademico 1998-99 con discussione della tesi nel marzo 2000, attualmente sono inserita in III fascia delle graduatorie d’istituto per la classe di concorso A-54 (ex 61/A)-Storia dell'arte. Ho intenzione di partecipare al prossimo TFA per questa classe di concorso ma vorrei concorrere anche per la A-22 (ex 43/A)-Italiano, storia, geografia ed educazione civica nella scuola media. Vorrei sapere se col mio titolo di studio è possibile.

Risposta: La Tabella A allegata al Regolamento per le nuove classi di concorso (dlgs n. 19/2016) si occupa della classe A-22 Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di I grado a pag. 19. La sua laurea di vecchio ordinamento è titolo di accesso all’insegnamento per questa classe di concorso e, avendo lei conseguito il titolo entro l’A.A. 2000/2001, i requisiti specifici riferiti al curriculum degli studi sono quelli indicati nelle previsioni della nota (6), la quale stabilisce che il piano di studi seguito deve aver compreso «un corso biennale o due annuali di lingua e/o letteratura italiana, un corso annuale di storia ed un corso annuale di geografia». Qualora nel curriculum non risultassero tutti gli esami richiesti deve provvedere ad acquisire i mancanti prima che il TFA venga bandito.
(26 febbraio 2016)

Quale corrispondenza tra A019 e nuove classi di concorso?

Domanda: Sono iscritta nelle graduatorie ad esaurimento per la classe di concorso A019. Ho saputo che, col nuovo regolamento, la mia classe di concorso non esiste più. Se decidessi di partecipare al concorso appena bandito per quale classe di concorso dovrei presentare la domanda? La A046 è la classe relativa a scienze giuridiche ed economiche: sarebbe questa la classe di riferimento? Esiste anche la A045, scienze economico-aziendali: quale delle due corrisponde alla A019? Per quale classe potrei partecipare? Entrambe?

Risposta: Il Regolamento per le nuove classi di concorso (dlgs n. 19/2016) ha modificato la denominazione delle classi l’insegnamento e, in alcuni casi, anche i titoli di accesso. Nella Tabella A allegata al provvedimento sono riportate le nuove denominazioni e le precedenti classi di concorso che nelle nuove confluiscono. A pag. 41 della Tabella compare la nuova classe di concorso A-46 Scienze giuridico-economiche che sostituisce la vecchia 19/A Discipline giuridiche ed economiche della corrispondente Tabella A allegata al precedente DM n. 39/1998, per la quale lei è abilitata. Il comma 2 dell’art. 3 del dlgs n. 19/2016 stabilisce esplicitamente che «il possesso dell'abilitazione o dell'idoneità all'insegnamento in una delle classi di concorso di cui alle Tabelle A e D, allegate al decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, costituisce titolo per la partecipazione ai concorsi per titoli ed esami relativi alle classi di concorso di cui alla Tabella A, allegata al presente regolamento». Pertanto, con la sua abilitazione nella classe di concorso ex 19/A (A019) può partecipare al concorso a cattedre per la nuova classe A-46 Scienze giuridico-economiche. Altrettanto non vale per la nuova classe A-45 Scienze economico-aziendali, per la quale la corrispondente classe precedente è la 17/A Discipline economico-aziendali, a meno che lei non sia in possesso dell’abilitazione anche per questa classe di concorso.
(26 febbraio 2016)

Se non partecipo al concorso posso ancora insegnare, magari anche solo con le supplenze?

Domanda: Sono abilitato con il concorso del 1999/2000 per l'insegnamento nelle scuole superiori di 2° grado nella classe di concorso A019, ma esercitando la libera professione non mi sono mai iscritto nelle graduatorie permanenti. Nel 2014 mi sono iscritto nelle graduatorie di Istituto ma non ho mai insegnato. Se non partecipo a questo concorso quali 'mosse' mi restano? Perderei ogni possibilità di essere inserito in ruolo o anche solo per le supplenze? In soldoni: sarei definitivamente fuori dal mondo della scuola?

Risposta: Non essendo iscritto nelle Graduatorie ad Esaurimento, secondo la normativa vigente l’unica modalità per conseguire un incarico a tempo indeterminato (ruolo) nella scuola statale è costituita dal superamento di un concorso ordinario per titoli ed esami. Essendo invece inserito nella seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto conserva la possibilità di svolgere supplenze temporanee entro tutto il periodo di validità delle graduatorie stesse. Alla scadenza, nella primavera del 2017, in quanto abilitato potrà rinnovare l’iscrizione alle GdI e conservare la possibilità di svolgere supplenze nel successivo triennio di validità. Infatti, la legge n. 107/2015, al comma 107 dell’art. 1 prevede esplicitamente che «a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto può avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione»; ovvero, non potranno più essere inseriti i non abilitati.
(26 febbraio 2016)

Non partecipare al concorso può creare problemi con l’abilitazione?

Domanda: Sono abilitata dal 2005 per l'insegnamento nelle scuole superiori di 2° grado, ma non mi sono mai iscritta nelle graduatorie ad esaurimento. Posso partecipare al nuovo concorso in quanto abilitata? nel caso non partecipi perdo l'abilitazione? E se partecipassi e non risultassi vincitrice perderei l'abilitazione? O è un diritto acquisito in entrambi i casi?

Risposta: In quanto abilitata può certamente partecipare al concorso bandito con DDG n. 106/2016 (si veda in proposito il comma 110 dell’art. 1 della legge n. 107/2015). Qualora decidesse di non partecipare o, partecipando, non riuscisse a superare il concorso, non perderebbe l’abilitazione all’insegnamento in quanto questa costituisce un titolo acquisito alla stessa stregua del diploma di laurea. La procedura concorsuale, che richiede l’abilitazione come requisito di accesso, non ha valore di verifica a posteriori del titolo e gli esiti del concorso non possono incidere in alcun modo sulla validità del titolo stesso.
(25 febbraio 2016)

I voti numerici nelle schede di valutazione della scuola primaria sono obbligatori?

Domanda: Nella mia scuola, precisamente nel plesso dove insegno, le docenti di tre classi di scuola primaria su 18 classi non utilizzano il voto. Sulla scheda di valutazione dalla classe prima alla quinta danno a tutti gli alunni in tutte le materie, nel primo quadrimestre 8 e nel secondo 9. Allegano alla scheda una loro valutazione descrittiva di più pagine. Tutto questo viene presentato nell'interclasse precedente la consegna delle pagelle, con una relazione che motiva la loro non adesione al voto. Domanda: è legale e corretto tutto ciò? Grazie

Risposta: Questa prassi non è corretta soprattutto nella sostanza. Con la legge n. 169/2008 per la valutazione nella scuola primaria è stato reintrodotto l’uso dei voti da 1 a 10. Il comma 1 dell’art. 3, infatti, così recita: «Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l'attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno». Ciò presuppone che la valutazione, per essere corretta, deve utilizzare tale "convenzione" numerica per declinare e contemperare le verifiche sommative con la valutazione formativa. Ciò non impedisce al Collegio dei docenti e perciò al Consiglio d’Istituto di deliberare strumenti aggiuntivi e/o integrativi, ma non sostitutivi della valutazione per legge prevista (es. giudizi dettagliati). L'uso di una valutazione numerica forzatamente uguale per tutti e, soprattutto, la dichiarazione di non adesione al voto si configura come disattenzione deliberata di una norma di legge e può essere impugnata legalmente.
(25 febbraio 2016)

Qual è la durata minima di un permesso breve?

Domanda: Se si ha l'esigenza di uscire un quarto d'ora prima da scuola, per motivi personali c'è bisogno di chiedere sempre l'ora intera di permesso? Non è sempre meglio fare la lezione di 3 quarti d'ora invece che lasciare la classe a chi comunque non farà fare niente? Il responsabile di sede mi obbligato a prendere l'intera ora, ma sono rimasta a scuola a fare lezione, fino al quarto d'ora prima e senza aver firmato la lezione. Vorrei la vostra opinione in proposito. Grazie

Risposta: Il vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della scuola regolamenta i permessi brevi del personale all’art. 16, il quale, nell’ultimo periodo del comma 1, stabilisce chiaramente che «per il personale docente i permessi brevi si riferiscono ad unità minime che siano orarie di lezione». È quindi il contratto stesso a stabilire la durata minima del permesso, pari all’unità oraria di lezione (in genere 60 minuti, salvo durata inferiore deliberata dal Consiglio d’Istituto su proposta del Collego dei docenti); il responsabile di sede ha quindi agito correttamente.
Il comma 3 dello stesso articolo specifica che il recupero delle ore di permesso breve deve avvenire entro i due mesi successivi, «prioritariamente con riferimento alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso»; qualora non fosse possibile il recupero per indisponibilità del dipendente, «l'Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al dipendente stesso per il numero di ore non recuperate» (comma 4).
(23 febbraio 2016)

Laurea in scienze storiche e insegnamento di filosofia e storia, un caso particolare

Domanda: Sono un aspirante insegnante di Storia e Filosofia, laureando in Scienze Storiche (LM-84), e volevo chiedere informazioni per ciò che riguarda l'abilitazione.
Innanzitutto, secondo le nuove tabelle delle classi di concorso per l’insegnamento di Storia e Filosofia, con la mia futura laurea LM-84 il requisito è di avere almeno 36 crediti di M-FIL così ripartiti: 12 in M-FIL/01, 12 in M-FIL/02 o 03 o 04 o 05, 12 in M-FIL/06. Ma come faccio ad essere sicuro di avere, invece, tutti i crediti necessari di Storia? Pongo questa domanda perché la mia situazione è forse un po' particolare: io ho Laurea Triennale e Laurea Magistrale in Scienze Politiche. Avendo fatto molti esami di Storia, questo mio percorso mi ha consentito di iscrivermi alla Magistrale in Storia senza passare dalla Triennale (per prendere una seconda laurea con i crediti anche per l'insegnamento). Ci sono esami che dovrei aver fatto e che invece non ho sostenuto per il mio percorso precedente la magistrale? Ad esempio, Storia Romana che io non ho fatto e non ho nel piano di studi della Magistrale in Storia.


Risposta: La Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, individua i titoli di accesso alla ex classe 37/A-Filosofia e storia, ora denominata A-19 Filosofia e Storia. Tra le lauree di nuovo ordinamento è contemplata la sua laurea magistrale LM 84-Scienze storiche (indipendentemente dal percorso triennale seguito per l’accesso alla biennale), con il vincolo che nel curricolo degli studi debbono essere presenti almeno 36 CFU nel settore scientifico disciplinare M-FIL, di cui 12 in M-FIL/01, 12 in M-FIL/02 o 03 o 04 o 05 e 12 in M-FIL/06; come da lei correttamente riportato (non sono state apportate modifiche rispetto a quanto stabilito in precedenza). Sono questi gli unici vincoli imposti dalla norma per l’accesso all’insegnamento di filosofia e storia nei licei per la laurea LM 84, mentre non esiste alcun requisito specifico riguardo agli esami di storia.
(19 febbraio 2016)

La terza fascia delle graduatorie d’istituto continuerà ad esistere?

Domanda: Sono iscritta in graduatoria III fascia, in attesa del TFA. Sapete dirmi se la terza fascia continuerà ad esistere? Per quanto? Verrà aggiornata? Verrà data l'opportunità a nuovi laureati di iscriversi?

Risposta: La III fascia delle Graduatorie d’Istituto continuerà ad esistere fino al rinnovo delle graduatorie stesse, che avverrà presumibilmente nella primavera del 2017. Infatti, la legge n. 107/2016 della cosiddetta “buona scuola”, al comma 107 dell’art. 1, esplicitamente stabilisce che «a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto può avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione»; il che significa che, salvo ripensamenti e/o modifiche alla legge, la III fascia relativa ai non abilitati non sarà più contemplata nelle GdI. Consideri pertanto attentamente l’ipotesi di conseguire l’abilitazione tramite il prossimo ciclo di TFA per non restare fuori dall’insegnamento nel breve periodo.
(18 febbraio 2016)

Immissione in ruolo e dottorato di ricerca

Domanda: Sono abilitato TFA e iscritto nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto. Dopo sette anni di insegnamento precario, a ottobre 2015 ho iniziato un dottorato di ricerca all’estero (in UK), che durerà fino a settembre 2019; ho però intenzione anche di partecipare al prossimo concorso a cattedre. Qualora dovessi risultare vincitore di cattedra potrei congelare la mia posizione lavorativa fino al completamento del dottorato? Quali conseguenze ci sarebbero?

Risposta: Sì, la frequenza di un dottorato di ricerca rientra nel diritto allo studio contrattualmente garantito e, nel caso in questione, è possibile rinviare la presa di servizio fino alla sua conclusione ordinaria del dottorato. Quindi, in caso di superamento del concorso e conseguente nomina in ruolo nel periodo di validità delle graduatorie di merito potrà chiedere il differimento senza perdere alcun diritto. L’anno di formazione e prova per la conferma in ruolo sarà corrispondentemente rinviato senza conseguenze.
Con riferimento al diritto allo studio del dipendente, l’art. 18, comma 2, del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della scuola (CCNL-Scuola 2006-09) ribadisce che «il dipendente può essere collocato in aspettativa anche per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. Per gli incarichi e le borse di studio resta in vigore l'art. 453 del D.P.R. n. 297 del 1994». Nello specifico, la norma generale di riferimento è costituita dalla Legge n. 476/1984, che all’art. 2, comma 1, stabilisce: «il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca è collocato a domanda in congedo straordinario per motivi di studio senza assegni per il periodo di durata del corso ed usufruisce della borsa di studio ove ricorrano le condizioni richieste»; il congedo straordinario ha durata corrispondente a quella del dottorato ed «è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza» (comma 2, ultimo periodo). L’art. 453 del Testo Unico della scuola, dlgs n. 297/1994, si occupa poi incarichi di studio, ricerca e borse di studio, a sua volta rinviando, al comma 9, allo stesso art. 2 della legge n. 476/1984 per quanto concerne la relativa regolamentazione.
Ad integrare la normativa dell’84 è arrivata poi la Legge n. 448/2001 (art. 52, c. 57), stabilendo che: «in caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borse di studio, o di rinuncia a questa, l’interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell’amministrazione pubblica presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro», con la clausola che «qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, il rapporto di lavoro con l’amministrazione pubblica cessi per volontà del dipendente nei due anni successivi, è dovuta la ripetizione degli importi corrisposti ai sensi del secondo periodo». La CM n. 120/2002, che fornisce una sintesi applicativa di tutta la normativa di riferimento e delle successive integrazioni, per quanto riguarda le borse di studio all’estero ricorda che «la legge finanziaria del 23-12-1992, n. 498, art. 4, comma 2, ha ulteriormente esteso il congedo straordinario senza assegni per motivi di studio, stabilendo testualmente che "al personale assegnatario di borse di studio da parte di Amministrazioni statali, di Enti pubblici, di Stati ed Enti stranieri, di Organismi o Enti internazionali, si applica il disposto di cui all'art. 2 della legge 13-8-1984, n. 476"». La Legge n. 240/2010 ha ulteriormente modificato l’art. 2 di cui sopra disponendo che il congedo straordinario venga concesso «compatibilmente con le esigenze dell’amministrazione» e che quanti hanno già conseguito il titolo di dottore di ricerca non possano usufruire di altro congedo per un ulteriore dottorato. Mentre il successivo dlgs n. 119/2011 (art. 5) ha ribadito per il dipendente l’obbligo di restituire gli emolumenti (stipendio) eventualmente percepiti dallo Stato durante il periodo di congedo nel caso in cui egli si licenzi entro due anni dal conseguimento del dottorato.
In sintesi, il congedo straordinario per dottorato di ricerca, per borsa di studio o assegno di ricerca ha durata corrispondente al periodo di studio o ricerca per il quale viene richiesto, deve essere concesso dal dirigente scolastico senza restrizioni salvo oggettive esigenze di servizio (che debbono essere documentate), non interrompe la progressione di carriera e il calcolo ai fini pensionistici e previdenziali, può essere retribuito come un normale stipendio (a totale discrezione del richiedente). Le limitazioni imposte riguardano esclusivamente la restituzione dello stipendio eventualmente percepito qualora il dipendente interrompa il percorso del dottorato prima del termine o si licenzi entro due anni dal conseguimento del titolo.
Per quanto riguarda l’anno di formazione e prova ai fini della conferma in ruolo vale quanto affermato dall’art. 438 del Testo Unico, dlgs n. 297/1994: «1. La prova ha la durata di un anno scolastico. A tal fine il servizio effettivamente prestato deve essere non inferiore a 180 giorni nell'anno scolastico. (…)
5. Qualora nell'anno scolastico non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio, la prova è prorogata di un anno scolastico, con provvedimento motivato, dall'organo competente per la conferma in ruolo
». Pertanto, ottenendo il congedo straordinario per dottorato di ricerca si ha diritto allo spostamento dell’anno di prova a dopo il termine del congedo.
(16 febbraio 2016)

Obbligo della presa visione delle circolari interne della scuola

Domanda: Vorrei porre una domanda in merito alla presa visione delle circolari. Nella scuola in cui presto servizio le circolari sono caricate online sul sito della scuola e sono presenti anche in aula docenti. Qualche tempo fa non ho visto una circolare importantissima relativa ad un consiglio straordinario e per questa mia mancanza ho ricevuto una sanzione disciplinare dal dirigente scolastico. Tuttavia mi sembra ingiusta. Vorrei un vostro parere: per le circolari di maggiore importanza non è necessaria una firma di presa visione? In questo modo la buona fede del lavoratore è tutelata anche dalla solidarietà del datore di lavoro come prevede il codice civile. Resto in attesa di una gentile risposta.

Risposta: Le modalità della "presa visione" di documenti ufficiali e avvisi nella scuola da parte del personale interessato debbono essere regolamentate dalla scuola stessa. Solitamente, sono stabilite dal dirigente scolastico e debbono, comunque, essere adeguatamente pubblicizzate all’inizio di ciascun anno scolastico presso tutto il personale. Una volta che la pubblicizzazione è avvenuta, è obbligo e onere del singolo dipendente prendere visione dei documenti secondo dette modalità.
Da quanto riferisce, le modalità scelte nella sua scuola sono due: sia quella della pubblicazione sul sito internet, sia quella cartacea con l'inserimento delle comunicazioni nell'apposito raccoglitore in aula insegnanti. Poiché la norma generale non individua casi particolari, nemmeno in relazione ad una ipotetica "importanza" degli avvisi, lei è tenuta ad attenersi alle modalità indicate, controllando periodicamente sito e raccoglitore per prendere visione dei documenti. La firma per presa visione con avviso personale può essere contemplata solo in casi di particolare urgenza.
Nell’adempimento del proprio dovere professionale la disattenzione di una regola nota e riconosciuta non può trovare giustificazione nella “buona fede”.
(15 febbraio 2016)

Sostituzione del docente di sostegno di allievo con grave handicap

Domanda: Quando si assenta un docente di sostegno di un bambino molto grave chi lo sostituisce? La supplente può essere chiamata dal primo giorno? Se normalmente i docenti compresenti nel plesso sostituiscono quelli assenti in attesa della nomina del supplente, sono tenuti a farlo anche nel caso in questione? È lecito chiedere all'insegnante di classe di tenere il bambino nonostante sia frontale nella sua classe e far andare sulla classe le altre docenti compresenti?

Risposta: La sostituzione dei docenti di sostegno segue le normali regole di quelle dei docenti curricolari: quindi deve essere attuata secondo le normali modalità, tempi e procedure. Certamente è doverosa una azione tempestiva, specie per garantire l’incolumità/sicurezza del ragazzo disabile, ma anche del resto della classe. Pertanto è opportuno che il dirigente o il suo delegato adottino ogni provvedimento che ritengano necessario per garantire tutto questo, anche spostamenti come quelli descritti nel quesito. Si tratta ovviamente di interventi temporanei, in attesa della copertura regolare dell’assenza.
(10 febbraio 2016)

L’accesso al TFA è consentito solo in presenza dei titoli richiesti per il relativo insegnamento

Domanda: Ho una Laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne conseguita nel 1994. Nel mio piano di studi che ho seguito l'unico esame obbligatorio era Filologia germanica. Nel caso in cui non avessi alcuni specifici esami, richiesti dopo il 1998/2000, potrei comunque partecipare al Tfa e successivamente integrare gli esami, frequentando corsi singoli presso le Università?

Risposta: La partecipazione alle prove di selezione per il TFA è consentita esclusivamente ai concorrenti che, al momento dell’emanazione del relativo bando, sono già in possesso dei requisiti di accesso all’insegnamento per la corrispondente classe di concorso. Per la sua laurea di vecchio ordinamento l’accesso al TFA è consentito solo se il piano degli studi seguito ha compreso un corso annuale (o due semestrali) di linguistica generale, corrispondente all’esame di Glottodidattica. In carenza, dovrà recuperare il titolo tramite esame singolo corrispondente nel nuovo ordinamento universitario entro l’emanazione del bando del TFA. Infatti, il comma 6 dell’art. 2 del DM n. 249/2010 che ha istituito il TFA stabilisce che «La frequenza dei corsi previsti dal presente decreto è incompatibile, ai sensi dell’articolo 142 il Regio decreto 31 agosto 1933, con l’iscrizione a: a) corsi di dottorato di ricerca; b) qualsiasi altro corso che dà diritto all’acquisizione di crediti formativi universitari o accademici, in Italia e all’estero, da qualsiasi ente organizzati». Inoltre, l’art. 15 del DM n. 249/2010 e sue successive modificazioni, stabilisce espressamente che i titoli di accesso debbono essere in possesso del concorrente all’atto dell’emanazione del bando del TFA.
(9 febbraio 2016)

L’assenza dal servizio per gravi patologie è esclusa dal computo delle assenze per malattia

Domanda: Gentile Esperto,
Sono una docente di ruolo della secondaria di secondo grado. Recentemente ho effettuato un lungo periodo di assenza per salute. Durante tale periodo continuativo ho avuto periodi di ricovero ospedaliero –comprensivi anche di intervento chirurgico – e relativi periodi di post-ricovero. Vorrei sapere se i suddetti periodi si scorporano dagli altri per il computo della riduzione di stipendio cui sono andata incontro avendo superato i 270 giorni nell’arco dell’ultimo triennio. La scuola non me li ha considerati ed ha provveduto ad operare le relative trattenute.
In attesa di una Sua cortese risposta saluto cordialmente.


Risposta: Il comma 9 dell’art. 17 del CCNL-Scuola 2007, tuttora vigente, stabilisce che: «In caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 [stabilisce la durata massima di assenza per malattia pari a 18 mesi in tre anni per la conservazione del posto, ndr] e 8 [stabilisce l’entità del trattamento economico spettante al dipendente in caso di malattia, ndr] del presente articolo, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie. Pertanto per i giorni anzidetti di assenza spetta l'intera retribuzione». La qualifica di “grave patologia” deve essere attestata dal medico del Servizio Sanitario Nazionale; analogamente, i giorni di ricovero per detta grave patologia vanno attestati dal nosocomio presso il quale si è svolta la degenza. Se lei ha opportunamente presentato la certificazione di cui sopra alla segreteria della sua scuola, ha diritto allo scorporo del periodo in questione dal conteggio dei giorni di assenza per malattia. L’eventuale recupero della retribuzione in tal caso non percepita avviene in esito a ricorso al giudice del lavoro.
(5 febbraio 2016)

I corsi di recupero sono ore d’insegnamento e non ore funzionali all’insegnamento

Domanda: Da 2 settimane ho in essere due distinti contratti a tempo determinato in 2 scuole distinte, ma con stessa Dirigenza: 3 ore di docenza in un Liceo Classico e 9 ore di potenziamento in un Liceo Artistico. Volevo sapere:

  1. se le 40+40 ore funzionali all’insegnamento vanno garantite tutte in entrambe le scuole oppure vanno calcolate per ciascuna in proporzione alle ore di contratto (27+27) e ripartite tra le 2 scuole (7+7 e 20+20).
  2. possono obbligarmi a svolgere dei corsi pomeridiani di recupero, in aggiunta alle mie ore contrattuali, e conteggiarmele nelle ore funzionali?
  3. cosa contemplano effettivamente le ore 40+40?

Risposta: Il vigente CCNL, Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, distingue con chiarezza le attività di insegnamento (art. 28) dalle attività funzionali all’insegnamento (art. 29). Le prime riguardano l’attività professionale di insegnamento del docente (didattica) svolta in diretto rapporto con gli allievi, le seconde sono costituite da «tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi» [art. 29, comma 1]. Il comma 2 dell’art. 29 specifica poi che «Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative:
  1. alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
  2. alla correzione degli elaborati;
  3. ai rapporti individuali con le famiglie»; per queste ultime non viene specificato l’impegno orario.

Il successivo comma 3 stabilisce l’impegno contrattuale annuale per tutti i docenti in rapporto alle attività di carattere collegiale che «sono costituite da:
  1. partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l'attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l'informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull'andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue;
  2. la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione. Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti; nella predetta programmazione occorrerà tener conto degli oneri di servizio degli insegnanti con un numero di classi superiore a sei in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue;
  3. lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione».
Per le prime due voci è quantificato espressamente il monte ore massimo annuale (40+40 ore), mentre ciò non avviene per la terza (scrutini ed esami) perché, per legge, sono “atto dovuto” da parte dei docenti (salvo impedimenti certificati: malattie, lutti, ecc.). Occorre precisare che i due gruppi di attività con quantificazione dell’impegno hanno caratteristiche diverse e in quanto tali sono state esplicitamente distinte nel CCNL. Pertanto, non possono essere considerate intercambiabili tra loro e il relativo impegno orario non è cumulabile; in altri termini, non si può utilizzare una porzione delle 40 ore di un gruppo per aggiungerlo alle 40 ore dell’altro.

Ciò premesso, anche in risposta al suo terzo quesito, passiamo alle altre risposte.
  1. Non esiste alcuna disposizione che specifichi, per i docenti con impegni su più scuole, la modalità di ripartizione dell’impegno orario per le attività funzionali. Appare però abbastanza ragionevole che detto impegno vada ripartito in proporzione a quello di insegnamento effettivo, fermo restando che la somma delle due frazioni non può superare le 40 ore annue complessive per ciascun gruppo di attività. L’ipotesi di ripartizione da lei avanzata, quindi è ragionevole. Eventuali sovrapposizioni di orario negli impegni funzionali si risolvono dando la prevalenza alla scuola nella quale c’è il maggior impegno orario d’insegnamento.
  2. L’obbligo di istituire corsi di recupero, qualora deliberato dai consigli di classe, è sancito per le scuole al comma 6 dell’art. 2 dell’OM n. 92/2007, ma non vi è invece alcun obbligo per i docenti di effettuarli, in quanto tale attività si prefigura come prestazione aggiuntiva di insegnamento (e in quanto tale volontaria). In proposito la FAQ n. 12 del MIUR, alla domanda «Può un docente che ha segnalato il debito non proporsi per tenere il corso?» chiarisce che «Considerato il carattere contrattuale di prestazione aggiuntiva di insegnamento e vista anche la possibilità di organizzare gruppi di alunni provenienti da classi diverse, può anche verificarsi il caso di un docente che in sede di valutazione collegiale nei consigli di classe segnali l’esigenza di recupero e poi non possa tenere il relativo corso. Sussiste però l’obbligo per tale docente di dare indicazioni per il corso di recupero, di predisporre l’accertamento e di valutarne i risultati». Proprio in quanto attività aggiuntiva di insegnamento, e quindi volontaria e specificamente retribuita col Fondo d’Istituto a norma dell’art. 88 c. 2 – lett. c) del CCNL, non esiste alcun obbligo per il docente di effettuare i corsi di recupero pomeridiano, nemmeno qualora l’orario di servizio fosse inferiore a quello di cattedra come nel suo caso. Per quanto sopra specificato in rapporto agli artt. 28 e 29 del CCNL, qualora invece dovesse accettare di svolgere i corsi di recupero, trattandosi a tutti gli effetti di attività didattica di insegnamento, le ore effettuate non potranno essere in alcun modo conteggiate come ore funzionali all’insegnamento, ma dovranno essere retribuite secondo i parametri contrattuali.
(30 gennaio 2016)

Incompatibilità del ruolo nella scuola e contratti temporanei d’insegnamento in università

Domanda: Sono docente di ruolo nella secondaria di secondo grado. Ho ricevuto dall’università una proposta di contratto per insegnamento in un corso trimestrale e vorrei sapere se sussiste incompatibilità tra la mia posizione lavorativa a scuola e un contratto temporaneo di questo genere. Se non c’è incompatibilità debbo comunque chiedere una qualche autorizzazione al dirigente scolastico?

Risposta: L’art. 53 del dlgs n. 165/2001 si occupa di “incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi” per i pubblici dipendenti, ai quali appartengono i docenti di ruolo. In particolare, il comma 6 specifica che, salvo i casi nei quali il dipendente ha un «rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno», non possono essere assunti altri incarichi retribuiti e spiega che con questo termine si intendono «tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e doveri di ufficio, per i quali è previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso». Lo stesso comma poi elenca i “compensi esclusi” dal divieto; tra questi ci sono quelli provenienti «f-bis) da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica». Il dipendente è tenuto a chiedere l’autorizzazione ad assumere tali incarichi all’amministrazione di appartenenza, a meno che, come sopra specificato, esso non abbia con la stessa un rapporto di lavoro a tempo parziale.
(27 gennaio 2016)

Responsabilità di gestione dell’edificio al di fuori dell’orario destinato all’uso scolastico

Domanda: Vorrei cortesemente sapere di chi è la responsabilità quando nell'istituto scolastico, oltre le ore 19.00, entrano genitori o membri di associazioni che operano nel paese: è responsabilità della Dirigente o dell'Amministrazione visto che i locali sono del Comune?

Risposta: I locali delle scuole sono di proprietà di comune o provincia, a seconda che si tratti di istituzioni scolastiche del I o del II ciclo. Sono questi soggetti che fissano i criteri di utilizzo dei locali e autorizzano gli ingressi per attività non inerenti la vita della scuola. Quindi genitori, associazioni, ecc. che utilizzano tali spazi devono essere autorizzati dall'Ente proprietario della struttura. Il quale indicherà anche le responsabilità che ne conseguono. Di solito la scuola comunica all'Ente orari e spazi dei propri impegni. Meglio se per iscritto.
(25 gennaio 2016)

Permessi retribuiti per malattia del figlio minore

Domanda: Sono un docente di ruolo nella scuola secondaria. Vorrei sapere se è possibile prendere dei giorni di permesso per assistere mio figlio ammalato. Vorrei, se possibile, anche avere il riferimento normativo.

Risposta: Dipende dall’età del bambino: se inferiore a 3 anni, entrambi i genitori possono usufruire, alternativamente, del numero di giorni corrispondente a quello di malattia del figlio (art. 47, comma 1, del dlgs n. 151/2001); dai 3 ai 12 anni entrambi i genitori possono usufruire fino ad un massimo di 5 giorni lavorativi di astensione dal lavoro ciascuno in tutto l’arco dell’anno (dlgs n. 80/2015).
L’art. 12, comma 5, del vigente CCNL-Scuola stabilisce che fino al compimento del terzo anno di vita «alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono riconosciuti trenta giorni per ciascuno anno di età del bambino, computati complessivamente per entrambi i genitori, di assenza retribuita».
Dal giorno successivo al compimento del terzo anno e fino al compimento del dodicesimo, i 5 giorni lavorativi di permesso per assistenza al figlio ammalato sono senza assegni, ma valgono ai fini dell’anzianità di servizio; i 5 giorni annui sono fruibili da ciascuno dei genitori e diventano 10 per uno solo di essi in presenza di esplicita rinuncia dell’altro.
Per gli aggiornamenti in proposito si veda la circolare INPS n. 139 del 17 luglio 2015.
(20 gennaio 2016)

Concorso 2016: i docenti di ruolo possono partecipare?

Domanda: Sono di ruolo nella Scuola Primaria Statale; volevo sapere se avendo una Laurea in Filosofia, conseguita nell'anno accademico 1995, posso accedere al concorso? Grazie.

Risposta: Essendo già di ruolo in una scuola statale non potrà accedere al concorso 2016. Infatti, l’ultimo periodo del comma 110 (art. 1) della legge n. 107/2015 della cosiddetta “buona scuola” esplicitamente prescrive che «Ai concorsi pubblici per titoli ed esami non può comunque partecipare il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali».
(18 gennaio 2016)

Concorso 2016 e laureati senza abilitazione

Domanda: Possiedo una laurea magistrale in Storia e Società (DM-270) conseguita nel 2013. Posso partecipare al concorso a cattedra per la classe di concorso A037 Storia e Filosofia anche se non sono abilitato all'insegnamento?

Risposta: Il comma 110 (art. 1) della legge n. 107/2015 della cosiddetta “buona scuola” stabilisce che a decorrere dal primo concorso a cattedre bandito dopo l’approvazione della legge «per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto possono accedere alle procedure concorsuali (…) esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento e, per i posti di sostegno per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, i candidati in possesso del relativo titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità». Senza abilitazione non potrà quindi accedere al concorso.
(18 gennaio 2016)

Accesso al TFA e nuove classi di concorso

Domanda: Mi sono laureata nel 2011 con una laurea in Scienze Linguistiche, classe di laurea 43/S-Lingue straniere per la comunicazione internazionale e posseggo una laurea triennale in Mediazione linguistica (classe 3/S) conseguita nell'a.a. 2008/2009.
Ho letto che per accedere al TFA per la classe di concorso A/346 è necessario essere in possesso di 12 cfu relativi al settore scientifico disciplinare L-LIN/01, L-LIN/02, avere 36 CFU della lingua e corso di durata biennale della relativa letteratura (24 CFU).
Ora, io sono in possesso di 12 CFU nei settore scientifico disciplinari L-LIN/01 L-LIN/02, posseggo 53 CFU del settore disciplinare L-LIN/12 (lingua e traduzione della lingua inglese) e 12 CFU nei settori disciplinari L-LIN/11 (esame di Antropologia e cultura anglo-americana 8 CFU) e L-LIN/10 (Cultura e Civiltà dei Paesi di lingua inglese, 4 CFU). In questo ultimo caso si tratta di un esame annuale e di uno semestrale. È necessario che integri i 12 CFU mancanti?
Inoltre, con gli attuali CFU di cui sono in possesso, potrei essere inserita nelle graduatorie di istituto di III fascia per le scuole di secondo grado?


Risposta: Quanto da lei richiamato è contenuto nell’Allegato A al DM n. 22/2005, al momento ancora valido ai fini dell’accesso all’insegnamento e ai percorsi di Tirocinio Formativo Attivo (TFA). Stando a quanto dichiara, le mancherebbero 12 CFU dei 24 richiesti per la letteratura, che dovrebbe recuperare prima di poter concorrere per l’accesso al TFA. Tenga però conto che è in via di approvazione definitiva una riscrittura delle classi di concorso (presumibilmente prima dell’emanazione del bando per il TFA) e per alcune classi potrebbero esserci dei cambiamenti anche sostanziali. È opportuno quindi attendere l’emanazione del provvedimento per poter decidere cosa fare (se e quali esami singoli conseguire).
Le regole per l’inserimento in terza fascia erano le stesse del TFA, quindi non avrebbe avuto la possibilità di inserirsi senza i CFU necessari. Ora, però, la legge n. 107/2015 della “buona scuola” ha bloccato i nuovi accessi alle Graduatorie d’Istituto di docenti non abilitati (di fatto la terza fascia non esisterà più al prossimo rinnovo nel 2017). Quindi per poter entrare in Graduatoria d’Istituto dovrà necessariamente conseguire l’abilitazione all’insegnamento.
(12 gennaio 2016)

La valutazione del comportamento va distinta da quella del profitto

Domanda: Gli studenti della mia classe non sono entrati per una protesta decisa dai rappresentanti di Istituto, proprio nella giornata in cui avevo predisposto una verifica importante per chiusura trimestre, trascrivendola nel registro di classe con largo anticipo e informando la classe più volte.
Posso tener conto di questa mancanza e abbassare la media per la valutazione?


Risposta: La valutazione degli allievi nella singola disciplina è compito del docente, il quale sceglie le modalità e i riferimenti che ritiene più opportuni. Il voto che sarà poi assegnato in sede di scrutinio è espressione collegiale del consiglio di classe. In relazione alla questione specifica che espone, si ritiene utile far rilevare che il voto di profitto rappresenta una modalità di espressione della valutazione dell’apprendimento della disciplina e non può essere confuso con la valutazione del comportamento, che ha una sua espressione propria e distinta per ciascun allievo. Una mancata prova di verifica per assenza degli allievi non può essere valutata, quindi, come verifica ad esito negativo. Le sconsigliamo perciò di mettere in media la valutazione mancata; piuttosto esprima la distinta valutazione del comportamento agendo su questa leva per sottolineare la scorrettezza della classe.
(21 dicembre 2015)

Rappresentanti dei docenti nel nuovo Comitato di valutazione ex-legge n. 107/2015

Domanda: Scrivo a nome di un gruppo di colleghi per avere lumi sulla modalità di voto per l’elezione dei due docenti che il Collegio Docenti deve esprimere all’interno del Comitato di valutazione.
Nell’ultima riunione del Collegio è emersa la proposta di eleggere i due rappresentati dei docenti all’interno del Comitato di Valutazione (previsto dalla legge 107) tramite votazione a scrutinio segreto. Il DS avrebbe voluto procedere il giorno stesso dell’ultimo Collegio, senza alcun dibattito e senza averlo previsto all’OdG, all’elezione dei due rappresentanti dei docenti. A tal fine aveva già predisposto schede e seggio.
Alcuni docenti hanno invece chiesto che le elezioni venissero rinviate facendole precedere da un dibattito da promuovere all’interno dei Dipartimenti Disciplinari. Ovviamente questa proposta è stata approvata a larga maggioranza contro la volontà del DS. Ora si pongono i seguenti problemi operativi banali ma nel nostro contesto essenziali:
A) Il seggio (presidente e scrutatori) viene nominato dal Preside o dal Collegio?
B) Quante preferenze possono essere espresse? Una o due preferenze?


Risposta: Occorre premettere che l’elezione dei due docenti del nuovo Comitato di valutazione di competenza del Collegio dei docenti doveva essere effettuata, come di norma, nella prima riunione del Collegio stesso all’inizio dell’anno scolastico. Infatti, il Comitato di valutazione dello scorso anno è decaduto, per legge, al 31 agosto 2015 (la durata era annuale) e l’organo collegiale avrebbe dovuto essere subito rinnovato per non creare un vuoto. Poiché le competenze sono state però ampliate dalla legge n. 107/2015 (art. 1, comma 129) aggiungendo alle precedenti la delicata funzione della definizione dei criteri per l’attribuzione del bonus annuale, è sicuramente giustificata la preoccupazione del Collegio di discutere con maggiore attenzione rispetto agli altri anni i criteri di scelta dei suoi rappresentanti. Ciò premesso, rispondiamo ai quesiti posti.
L’indizione delle elezioni dei docenti per il Comitato di valutazione è compito del Capo d’istituto; infatti, il Collegio dei docenti è presieduto dal DS il quale, come stabilisce il comma 4 dell’art. 7 del Testo Unico dlgs n. 297/1994, riunisce i Collegio quando «ne ravvisi la necessità». Non avrebbe, però, potuto pretendere che venisse effettuata l’elezione, senza averne riportata l’indizione nell’OdG.
La legge n. 107/2015 ha parzialmente modificato l’art. 11 del citato Testo unico elativo al Comitato di valutazione dei docenti, sia in termini di composizione dell’organo, sia per quanto riguarda le modalità di indicazione dei membri da parte delle diverse componenti scolastiche interessate. In particolare, per quanto riguarda quest’ultima il nuovo art. 11 non ribadisce più la modalità per l’individuazione dei due docenti rappresentanti tramite elezione, di fatto rinviando a quanto disposto al comma 2 del citato art. 7 a proposito di competenze del Collegio: «l) elegge, nel suo seno, i docenti che fanno parte del comitato per la valutazione del servizio del personale docente». Pertanto, sia la costituzione del seggio e la sua operatività che il numero delle preferenze esprimibili, così come l’opportunità di individuare anche dei membri supplenti (di solito almeno due), sono competenza del Collegio e quindi spetta ad esso definirli. A confermarlo le FAQ n. 6 e n. 7 predisposte dal MIUR, reperibili all’indirizzo: http://www.istruzione.it/snv/docenti_faq.shtml
(18 dicembre 2015)

Accesso all’insegnamento e al TFA con laurea in lettere moderne

Domanda: Sono laureata in Lettere Moderne con specializzazione in Filologia e Critica Letteraria. Vorrei diventare un'insegnante, ma non riesco a capire il percorso da seguire. Potrei avere maggiori delucidazioni? In particolare, se nel 2016 dovesse esserci la possibilità di iscriversi al TFA, come dovrò muovermi? Si rientra in una sola classe di concorso?

Risposta: Allo stato attuale della normativa, con la sua laurea magistrale classe LM-14 Filologia moderna, corrispondente alle specialistiche 16/S Filologia moderna e 40/S Lingua e cultura italiana, ai sensi dell’Allegato A al DM n. 22/2005 può accedere ai seguenti insegnamenti:

  • 39/A Geografia, a condizione che nel suo curricolo siano presenti almeno 48 CFU nel settore scientifico-disciplinare M-GGR di cui 24 M-GGR/01 e 24 M-GGR/02;
  • 43/A Italiano, storia ed educazione civica, geografia nella scuola media, a condizione che nel suo curricolo siano presenti almeno 80 CFU nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN/01, 12 L-FIL-LET/04, 12 M-GGR/01, 12 tra L-ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04;
  • 50/A Materie letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che nel suo curricolo siano presenti almeno 80 CFU nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, M-GGR, L-ANT, M-STO di cui 12 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 M-GGR/01, 24 tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04;
  • 51/A Materie letterarie e latino nei licei e nell’istituto magistrale, a condizione che nel suo curricolo siano presenti almeno 90 CFU nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 24 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02 o 03, 12 M-STO/01 o 02 o 04;
  • 52/A Materie letterarie, latino e greco nel liceo classico, a condizione che nel suo curricolo siano presenti almeno 108 CFU nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, M-GGR e L-ANT di cui 24 L FIL-LET/02, 24 L FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02, 12 L-ANT/03;
  • 61/A Storia dell’arte, a condizione che nel suo curricolo siano presenti almeno 24 CFU nei settori scientifico-disciplinari L-ART e ICAR di cui 12 L-ART/01 o 02, 12 L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Per ora può verificare se nel suo intero curricolo quinquennale sono presenti i CFU richiesti per le 6 classi di insegnamento. Tenga però conto che è in via di approvazione definitiva una riscrittura delle classi di concorso e per alcune delle classi sopra indicate potrebbero esserci dei cambiamenti anche sostanziali (ad esempio, per le classi 43/A e 50/A dovrebbero aumentare i CFU di latino richiesti). In carenza dei CFU richiesti è comunque possibile reperirli tramite esami singoli.
Altro requisito per l’accesso all’insegnamento e ai concorsi a cattedre per l’assunzione in ruolo è costituito dall’abilitazione all’insegnamento, che al momento si acquisisce attraverso il corso di Tirocinio Formativo Attivo (TFA); i requisiti accademici per l’accesso sono gli stessi richiesti per l’insegnamento e debbono essere in possesso dei candidati prima della scadenza delle iscrizioni al TFA.
Il bando per il terzo ciclo di TFA non è ancora stato emanato; con buona probabilità potrebbe essere pubblicato entro il mese di gennaio 2016. Solo a quel punto saranno note con chiarezza le indicazioni per l’iscrizione e le modalità per lo svolgimento delle prove di accesso, mentre le regole generali per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento tramite TFA sono sancite all’art. 15 del DM n. 249/2010. Ai sensi di tale disposizione, il candidato può partecipare alle selezioni per tutte le classi di concorso per le quali è in possesso dei titoli accademici di ammissione; qualora dovesse superare le prove ed essere ammesso a tutti i percorsi per i quali ha concorso, dovrà optare per uno solo di essi ai fini della relativa abilitazione.
(7 dicembre 2015)

Abbonamento ad un quotidiano con la Carta del docente

Domanda: Insegno inglese in un istituto professionale. Posso pagare l’abbonamento ad un quotidiano con la Carta del docente? Come ricevuta dell’acquisto di libri è valido lo scontrino o serve la fattura?

Risposta: Sì, come chiarisce la FAQ n. 1 sul sito del MIUR:
«D. La Carta del Docente consente "l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale" (legge 107/2015, art. 1, comma 121). Questi acquisti devono essere attinenti alle discipline insegnate dal docente (ad esempio: un docente di matematica può utilizzare il bonus per l'acquisto di un romanzo)?
R. L'acquisto di libri, pubblicazioni e riviste, anche in formato digitale, non deve essere necessariamente attinente alla disciplina insegnata, così come previsto dalla legge 107/2015 (art. 1, comma 7), che riconosce fondamentale la formazione professionale del docente nel quadro degli obiettivi formativi, che riguardano competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità
».
Al momento non sono state ancora pubblicate le indicazioni per la rendicontazione delle spese; è opportuno pertanto farsi rilasciare documentazione con valore fiscale (l’attestato di pagamento tramite conto corrente postale lo è, non ha invece lo stesso valore fiscale lo scontrino). Nel caso di acquisto di libri è meglio farsi rilasciare una ricevuta fiscale.
(28 novembre 2015)

Elezione della Giunta esecutiva nel Consiglio d’Istituto

Domanda: L’elezione della giunta esecutiva del Consiglio d’istituto avviene con le stesse modalità di quella del Presidente, cioè a maggioranza assoluta?

Risposta: L’elezione del Presidente del Consiglio d’Istituto è regolamentata dal comma 6 dell’art. 8 del dlgs n. 297/1994, che in proposito stabilisce espressamente la modalità della maggioranza assoluta e, qualora non la si raggiunga in prima votazione, quella della maggioranza relativa. Il successivo comma 7 si occupa della Giunta esecutiva, senza specificazione alcuna sulla quantificazione; ciò implica che è sufficiente la maggioranza relativa.
(26 novembre 2015)

Passaggio di ruolo e tutor del periodo di prova

Domanda: Vorrei sapere se ai docenti che hanno ottenuto il passaggio di ruolo, poiché faranno soltanto l’anno di prova (180 giorni di servizio) e non l’anno di formazione deve essere assegnato il tutor.

Risposta: Il DM n. 850/2015, contenente le disposizioni in materia di periodo di formazione e prova ai fini della conferma in ruolo dei docenti, è decreto attuativo della legge n. 107/2015 della cosiddetta “buona scuola”. L’art. 2 del decreto individua il personale docente soggetto al periodo di formazione e prova; in particolare, la lettera c) del comma 1 stabilisce inequivocabilmente che «sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e di prova… i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo». La disposizione costituisce una novità rispetto alla normativa finora vigente per il passaggio di ruolo, la quale prevedeva solo la prova dei 180 giorni di servizio effettivo. Lo stesso DM ribadisce la funzione del tutor e gli assegna un ruolo più determinante nell’anno di formazione e prova.
(16 novembre 2015)